
Lettura Bruciata: It Starts with Us
Il sequel che non serviva a nessuno
(It Ends with Us #2)
Pubblicazione: gennaio 2023
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Genere: romance
Pagine: 307
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
It Starts with Us – Siamo noi l’inizio di tutto è il seguito di It Ends with Us, uscito nel 2016 e diventato un film nel 2024, in cui vediamo nei panni di Lily e Ryle, Blake Lively e Justin Baldoni, attore protagonista nonché regista del film.
Ho parlato delle differenze tra i due prodotti in questo articolo: Dal libro al film: It Ends with Us – Siamo noi a dire basta.
Inoltre, vi consiglio di scoprire tutti i retroscena del film grazie ai video di Iris Babilonia!
In It Ends with Us la parte romance veniva un po’ bistrattata a favore di una tematica molto più complessa e delicata, ovvero la violenza domestica, per questo motivo i fan hanno chiesto a gran voce di vedere, finalmente, sbocciare l’amore tra Lily e il suo migliore amico d’infanzia, Atlas.
Trama
Lily ha lasciato definitivamente Ryle e ora vive da sola con la sua bimba di undici mesi, Emerson.
Un incontro fortuito ha fatto incrociare di nuovo la sua strada con quella di Atlas, così i due tornano a scriversi.
Tra Lily e Atlas ricomincia a nascere qualcosa nella maniera semplice e spontanea che aveva da sempre caratterizzato il loro rapporto.
La presenza costante di Ryle nella sua vita, in quanto padre di Emmy, fa titubare Lily che ha paura di scatenare ulteriori liti.
Intanto, Atlas, si trova ad affrontare un vandalo che sembra aver preso di mira i suoi locali, rompendo vetrine e lasciando graffiti che sembrano avere un collegamento con la madre che non vede da più di dieci anni…
Commenti e critiche
Questo romanzo l’ho letto per includerlo nella mia rubrica “Lettura Bruciata” su YouTube, quindi vi lascio il video se siete curiosi di scoprire cosa succede in It Stars with Us.
In questa rubrica troviamo libri che sono veramente imbarazzanti da molti punti di vista. Non è il caso dei romanzi di Collen Hoover.
In It Ends with Us trovavamo una storia di amore tossico e violenza piuttosto realistica, ma senza esagerare con la descrizione delle parti peggiori, quindi senza fare pornografia della violenza.
Tutto sommato l’avevo salvato: ne ho già parlato nell’articolo apposito.
Era davvero necessario It Starts with Us?
Fermo restando che lo svolgimento della parte più psicologica sullo sviluppo della relazione tra Lily e Ryle sia ancora realistico (talmente tanto che mi ha fatto molto arrabbiare) ed è interessante da leggere, il resto del romanzo non è ben sviluppato.
It Starts with Us ha delle problematiche molto grandi, degli strafalcioni che proprio non posso salvare.
Spesso si ha la sensazione che stiano allungando il brodo di proposito perché la storia di Lily e Atlas non ha bisogno davvero di nascere.
Loro, dal primo momento in cui si rivedono, si amano già ed è tutto semplice perché sono fatti per stare insieme.
Non ci sono veri problemi che gli impediscono di coronare il loro amore. Tranne il poco tempo a causa della carriera e dei figli.
Problematiche normali in qualsiasi vita adulta.
Ryle è solo un pretesto che però non regge.
Ci sono un paio di passaggi in cui Lily si chiede “Dovrei uscirci? Ryle si arrabbierà?”
Solo che, per com’era stata caratterizzata Lily, lei non è il tipo di persona da sottostare ai bulli.
Non lo era con suo padre da adolescente, figuriamoci adesso da adulta e madre!
Anche perché il comportamento di Ryle non è problematico tanto per la storia d’amore, ma per la salute di Emmy. E Lily non metterebbe mai in pericolo sua figlia.
Questo lo sapevamo già dal primo libro.
Quindi il più grande antagonista di questa storia si ridimensiona diventando in breve in una rottura di scatole da rimettere a posto, come faresti con una bolletta del telefono troppo cara.
Questa mancanza di ostacoli rende il libro piuttosto piatto. Sono mancate le buone idee che avrebbero scosso la narrazione.
Non pretendo chissà quali voli pindarici. Molto spesso una bella storia si può fare anche parlando della quotidianità.
Qui non c’è neanche questo e ci troviamo a rileggere le parti del diario di Lily che avevamo già letto.
Non delle nuove pagine che non avevano trovato spazio nel primo libro, ma proprio le stesse identiche. Copiate e incollate dal libro precedente.
Poteva essere l’occasione di aggiungere scene, esperienze che i due avevano vissuto insieme da giovani, invece, non possiamo scoprire niente che non avessimo già visto.
Ho trovato questa scelta molto pigra.
È meglio rileggere!
Nel romanzo ci vengono date informazioni che vanno in contrasto con quelle che già avevamo dal primo libro.
Segno che l’autrice non è andata a rinfrescarsi la memoria prima di continuare la sua storia.
Inoltre, ci sono scene che sono impossibili con un bambino di quasi un anno. Sembra quasi che Hoover non abbia idea di come sia fatto un bambino. O che si sia dimenticata che età dovrebbe avere Emmy.
Strano, perché è madre anche lei e accesso a TikTok lo ha anche lei…
Questo è un problema minore perché probabilmente buona parte del suo pubblico non ha l’età per fare bambini.
In conclusione
Non abbiamo davvero colpi di scena perché sappiamo già come andrà e conosciamo già i personaggi.
Non c’è nessun cambiamento che i due protagonisti devono fare per poter stare insieme, tolto, appunto il non-problema dato da Ryle che, però, non ha già più voce in capitolo.
La maggior parte delle scene che vediamo mi hanno dato la sensazione di essere state forzatamente messe lì, appunto, per farci vedere Lily e Atlas insieme con espedienti irrealistici o improbabili.
Ancora una volta, ciò che veramente ci racconta Hoover è della relazione tossica tra Ryle e Lily, ma questa volta, senza scendere nei dettagli perché Ryle è un personaggio secondario.
L’autrice stessa ci ha raccontato che It Starts with Us è nato perché i fan le hanno chiesto di scrivere la storia di Atlas e Lily.
Purtroppo a me sembra che Colleen Hoover abbia fatto solo i compitini e non abbia davvero sviluppato una bella storia.
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