
Recensione: Happydemia
Pillole di felicità e sarcasmo made in Papi
Pubblicazione: novembre 2020
Casa editrice: Feltrinelli
Genere: narrativa umoristica
Pagine: 176
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
Giacomo Papi è uno scrittore, giornalista e autore televisivo.
Negli anni è stato direttore della scuola di scrittura Belleville e ha collaborato con testate come Il Foglio, La Repubblica e Il Post.
È noto per la sua ironia tagliente e la sua capacità di mescolare satira, cultura pop e riflessione politica.
Tra i suoi romanzi più noti ci sono Il censimento dei radical chic (2019) e Italiana (2021), opere che esplorano con intelligenza i paradossi e le fragilità della società contemporanea.
Trama
In un futuro prossimo in cui un’epidemia ha reso i baci e gli abbracci illegali.
Le persone restano confinate ognuna nelle proprie case e ogni contatto è visto con sospetto.
Seguiamo Michele, un giovane fattorino che consegna psicofarmaci a domicilio, servizio sempre più richiesto e necessario in una società in cui le persone restano confinate ognuna nelle proprie case e ogni contatto è visto con sospetto.
Mentre attraversa una città svuotata e diffidente, incontra Miriam, una ragazza enigmatica che cambierà il suo modo di vedere la paura, l’amore e la libertà.
Commenti e critiche
Già solo guardando il mese e l’anno di uscita potete capire le problematiche di Happydemia.
Prima, però, parliamo delle note positive di questo libro.
Ci troviamo davanti a una distopia satirica che ci porta in una società devastata da un’epidemia che ha allontanato le persone e ha estremizzato comportamenti asociali e problematici.
I riferimenti al covid, al lockdown e a ciò che stavamo vivendo sono tanti, le caricature sono precise e dettagliate. Non c’è nessuna difficoltà a capire a chi si riferiscano e, per questo, sono estremamente divertenti.
Io ho letto questo romanzo nel 2024 e, col senno di poi, le parodie facevano ridere ancora di più.
Il senso di dolce amaro arriva forte e chiaro, come un treno alta velocità che ti passa sopra.
La parte comica e di critica sociale del romanzo è ineccepibile. Giacomo Papi si rivela un maestro in questo campo.
Tuttavia la storia in sé mi ha annoiata.
La data di uscita è di novembre 2020, quindi la consegna del libro dovrà essere stata almeno un paio di mesi prima, se non di più e il romanzo fa riferimento a un periodo che abbiamo vissuto a inizio di quello stesso anno.
Il tempo per ideare una trama e scriverla, quindi, è stato pochissimo e si vede.
Come dico sempre, in un romanzo la storia è ciò che conta.
Non importa che messaggio tu voglia far passare se la trama non regge. Quello deve restare secondario, un plus che il lettore può cogliere o no.
L’intento principale di un romanzo è raccontare le vicende dei protagonisti che devono prenderti.
I personaggi devono essere ben delineati, realistici e ciò che accade loro deve arrivare a interessarti come ti interessa sapere della tua migliore amica che ti racconta del suo primo appuntamento.
La storia di Miriam e Michele, invece, è piuttosto banale e rimane, per tutto il tempo, in secondo piano rispetto alle varie figure politiche che vengono parodiate.
Fa fatica a interessare e per questo motivo annoia.
La parte che riguarda i politici, invece, non ha un vero e proprio sviluppo. Li vediamo svolgere le loro mansioni di governo alla bell’è meglio, ma restano come staccati dal resto, perché la loro funzione è solo quella di essere presi in giro per i loro manierismi.
In conclusione
Il libro è composto da circa centosettanta pagine, ma leggendolo a me sono sembrate il doppio.
La storia non prende perché, appunto, risulta abbozzata e non le viene dato spazio.
Dopo le prime dieci pagine anche ciò che inizialmente faceva sorridere diventa monotono e ripetitivo.
Appunto perché non è supportato da uno sviluppo e da una narrazione adeguata.
È un vero peccato, perché l’autore ha delle capacità davvero ottime, come ci dimostra il suo curriculum, e penso che questo “flop” sia dovuto principalmente alla fretta della pubblicazione.
A quella corsa alla storia sul Covid che hanno inseguito molti autori e case editrici per vendere in un periodo in cui non si parlava d’altro.
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Alle.


che poi, quando si parla di assenza di emozioni e protagonisti che le riscoprono, è già un tema molto approfondito in passato