
Tra ironia e calcoli: recensione
Il fattore coniglio di Antti Tuomainen
Titolo originale: Jäniskerroin
Pubblicazione: marzo 2023
Casa editrice: Mondadori
Genere: giallo
Pagine: 336
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
Antti Tuomainen è uno scrittore finlandese, autore di numerosi polizieschi umoristici.
Il fattore coniglio è il primo volume di una trilogia che continua con Il paradosso dell’alce (2024) e La teoria del castoro (2025).
Trama
Henri Koskinen ha una vita organizzata alla perfezione.
Abituato a calcolare e studiare tutto nel minimo dettaglio grazie al suo lavoro da attuario in una compagnia assicurativa.
Un giorno tutto cambia.
Henri perde il suo storico lavoro e ha ereditato un parco avventura dal fratello: tra giostre, grida di bambini e dipendenti pittoreschi, la vita di Henri si trasforma in un caos.
Come se non bastasse, si trova a dover affrontare tutti i “prestiti” che il fratello aveva preso da persone poco raccomandabili.
Henri, cercando di far rimanere a galla il locale, trovandosi ad affrontare situazioni pericolose ed emozioni mai provate in precedenza.
Commenti e critiche
Grazie al Fattore coniglio ho capito che lo humor scandinavo non fa per me.
L’idea della trama mi aveva intrigata: questo uomo logico e razionale che si ritrova a combattere i cattivi servendosi di una statua a forma di coniglio e in un contesto così particolare, per giunta.
L’inizio del racconto, infatti, mi ha incuriosita. Conosciamo Henri e ci immergiamo nel suo mondo di calcoli e statistiche e ci troviamo davanti al suo mondo che crolla, a dover affrontare il cambiamento.
Molte e ben dettagliate le descrizioni del parco e dei dipendenti che ci colpiscono fin da subito per le loro caratteristiche peculiari e un po’ macchiettistiche, ma che si integrano perfettamente in questo tipo di romanzo.
Il problema inizia a sorgere verso la metà del romanzo, quando abbiamo messo tutti i tasselli al proprio posto e dovremmo addentrarci meglio nello svolgimento della trama.
C’è un rallentamento della narrazione, un’appiattimento generale. All’improvviso non accade granché di significativo e vediamo Henri rigirarsi nelle stesse dinamiche.
La parte comica viene quasi a mancare per molto tempo, le battute spesso incentrate sul suo non capire l’ironia e le persone sono ridondanti, finché verso il finale tutto torna a scorrere e veniamo accompagnati alla risoluzione dei vari conflitti e delle trame messe in campo.
In conclusione
Il fattore coniglio è un romanzo che mi ha lasciata piuttosto indifferente, infatti non scoprirò mai come prosegue la storia di Henri nei successivi libri.
Potete farmelo sapere sotto nei commenti!
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