Un giallo al sapore di Romagna (senza ananas): Recensione “L’ananas NO – Un giallo romagnolo” di Cristiano Cavina

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Un giallo al sapore di Romagna (senza ananas): Recensione “L’ananas NO – Un giallo romagnolo” di Cristiano Cavina

Pubblicazione: 2024
Casa editrice: Bompiano
Genere: giallo
Pagine: 272
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

Cristiano Cavina è un prolifico scrittore romagnolo, autore di numerosi romanzi tra cui il suo primo romanzo Alla grande! (2003) che è stato tradotto anche in francese.

Numerosi suoi romanzi sono ambientati proprio nella sua città natale, Casola Valsenio, mentre i suoi protagonisti spesso si ispirano all’autore stesso.

Dopo numerosi lavori, Cavina oggi insegna alla scuola Holden a Torino.

Trama

Manolo Moretti, ex sovrintendente della polizia penitenziaria, si è dovuto reinventare come pizzaiolo del Gradisca di Galatea a Mare, in Romagna.

Ogni pizza, come ogni persona, ha il proprio carattere: una concreta Prosciutto e funghi, un esagerato Doppio salame piccante o una raffinata Bufala con basilico, Moretti ci mette un attimo a inquadrare ognuno di loro.

Ma niente e nessuno, neanche il suo principale, nonché ex detenuto, Vittor Malpezzi, potrà convincerlo a preparare una pizza con l’ananas,

A incrinare l’uggiosa estate romagnola, tra una Capricciosa e una Wurstel e Patatine, ci penserà una misteriosa morte tra i tavoli del Gradisca.

Questa svolta potrebbe essere l’occasione per Manolo per uscire dal suo nascondiglio dietro la pala e trovare il coraggio per affrontare ciò che ha lasciato in sospeso nella sua vita.

Commenti e critiche

L’ambientazione è il punto focale di questo romanzo: non credo esistano molti posti così iconici e particolari quanto lo è la Romagna.

Tra le pagine di L’ananas NO si respira a pieni polmoni l’aria del mare della riviera. I personaggi sono talmente realistici e ben fatti che non mi sorprenderei di vedere uno di loro venirmi incontro sulla passerella della spiaggia.

Troviamo personaggi simpatici e caratteristici, si vede che per crearli l’autore si sia ispirato alla propria vita. L’autenticità che c’è in queste pagine arriva tutta.

Chiara e palese risulta la capacità autoriale di Cavina.

Questo era il punto forte di un romanzo ben scritto che, però, purtroppo non mi ha conquistata.

Prima motivazione di questa delusione sta nel fatto che io avevo letto un carosello su Instagram in cui riportava una conversazione sagace e molto divertente di Manolo con un cliente.

Mi aspettavo che questo fosse il registro dell’intero romanzo e di trovarmi davanti a qualcosa di più simile a Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno, invece non è così.

Le parti più divertenti ci sono, ma sono solo dei frammenti.

Questa, però, è puramente una questione di gusti. A me piacciono molto i gialli che virano al comico, infatti ho avuto la stessa delusione con Il fattore coniglio (di cui prima o poi parlerò anche qui sul blog).

Il giallo dell’Ananas

Il caso, secondo me, non è stato strutturato nella maniera migliore possibile.

Come dicevo prima, il punto forte dell’Ananas NO sono i personaggi e l’ambiente e, secondo me, questo va a discapito del giallo.

Spesso mi sono persa tra i personaggi perché hanno vari soprannomi e ho trovato difficile seguire gli indizi.

Io, nei gialli, non arrivo mai alla soluzione e necessito dello spiegone finale, quindi non è il fatto di non essere riuscita a capire da sola che non mi ha fatto apprezzare la storia. È che anche con lo spiegone finale mi sono rimasti dei dubbi, dovuti proprio alla difficoltà di ricordarsi chi era chi e chi avesse fatto cosa.

In sostanza: consiglio quaderno degli appunti.

In conclusione

L’ananas NO è una lettura piacevole per la maggior parte del tempo. Ti fa sorridere e venire un po’ di nostalgia per i luoghi, soprattutto se, come me, siete andati spesso al mare in Riviera e adesso avete voglia di piadina.

Tuttavia, l’indagine passa quasi in secondo piano, spinta da parte dall’importanza che viene data ai personaggi, risultando un po’ caotica.

Voi cosa ne pensate?

Potete leggere anche:
–Recensione: Brucia la notte di Tiffany Vecchietti e Michela Monti
–Horrorstör di Grady Hendrix
–La casa dei bambini perduti di Nicola Arcangeli

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Alle.


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L’ananas NO – Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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Un commento

  1. trovo molto pericoloso che un professore non di letteratura ma di scrittura non abbia scritto un libro non dico perfetto ma valido (anche per il genere)
    almeno al cinema, nell’accademia che frequento io, i brutti progetti hanno troppe barriere da superare ed è più un lavoro di squadra; qui se insegni male gli studenti (e i loro lettori) sono fregati!

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