
Recensione: Tatà di Valérie Perrin
Titolo originale: Tata
Pubblicazione: 2024
Casa editrice: edizioni e/ohttps://youtu.be/pEVseB-Qudc
Genere: narrativa
Pagine: 608
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
Valérie Perrin è un’autrice francese diventata famosa per i suoi best seller Cambiare l’acqua ai fiori (2019) e Tre (2021).
Non solo scrittrice, ma anche fotografa di scena e sceneggiatrice che ha collaborato col regista Claude Lelouch con cui sta insieme dal 2006 e che ha sposato nel 2023.
In Tatà troviamo una nota autobiografica: probabilmente si è ispirata alla sua vita per creare il background della protagonista Agnes.
Trama
Agnes riceve una telefonata dalla gendarmeria di Guegnon: sua zia è appena deceduta.
Agnes rimane a bocca aperta, visto che sua zia era morta già da tre anni e lei era anche andata al cimitero.
Arrivata a Guegnon, il corpo della zia non mente: è proprio lei.
Viveva in una casa nascosta da alte siepi da tre anni, nella sua nuova casa, Agnes trova tutti i suoi ritagli sulla sua squadra di calcio preferita, le sue foto d’infanzia, tutte cose da cui la zia non si sarebbe mai separata.
Un vicino di casa e amico della zia gli consegna una valigia piena di registrazioni che Colette aveva lasciato per la nipote.
Agnes aveva conosciuto una zia misteriosa, chiusa e nella cui vita non c’era niente se non la sua bottega da calzolaio lontana anni luce dalla Colette che ha registrato quelle cassette.
Chi è seppellito sotto la lapide di Colette? E perché la zia ha deciso di confidarsi con lei solo dopo la sua morte?
Commenti e critiche
Ho conosciuto Valérie Perrin con il suo penultimo romanzo, Tre, e mi sono innamorata subito sia della scrittura, sia degli intrecci e il mistero che riesce a creare sempre rimanendo in un contesto realistico.
Se dovessi parlarvi di lei in una sola frase userei il concetto del “mostrare, non dire”, principio cardine della scrittura creativa.
I suoi romanzi sono lunghi proprio perché l’autrice vuole che sia il lettore a vedere tutto, a conoscere il contesto, i personaggi e la situazione solo attraverso gli avvenimenti.
Tatà non fa eccezione.
Riesce a raffigurarci al meglio tutti i personaggi e ce li fa conoscere senza che il romanzo risulti pesante o che si abbia la sensazione di star perdendo tempo.
Conosciamo la storia di Colette attraverso le sue parole e le scoperte di Agnes, catapultata, suo malgrado, in un mistero che si dipana negli anni e la costringeranno a scavare nel passato di suo padre e anche nel suo.
Tatà è un romanzo di resilienza e consapevolezza che va a toccare temi profondi: la maternità, il rapporto con la figura materna, la povertà e le passioni.
Tutte queste tematiche intrecciate l’una con l’altra e raccontate con un linguaggio semplice e scorrevole.
In questo romanzo, però, secondo me c’è una sottotrama che poteva non esistere, forse questa volta Perrin ha messo troppa carne al fuoco.
Non è una brutta sottotrama, mentre leggiamo non infastidisce e non sembra inutile, ma arrivati verso il finale, ci si rende conto che si poteva evitare e la storia sarebbe arrivata nello stesso identico punto.
Vi lascio la mia recensione video in cui vi dò qualche dettaglio in più e, mi raccomando, iscrivetevi
In conclusione
Dal mio punto di vista Tatà è un altro successo dell’autrice.
Si legge in modo molto scorrevole, ma questo non va a discapito della trama che è intricata, ti lascia col fiato sospeso e ti permette di andare in profondità e riflettere sulle varie tematiche.
Voi cosa ne pensate?
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Alle.

