
Recensione: La maestra del vetro di Tracy Chevalier
Pubblicazione: settembre 2024
Casa editrice: Neri Pozza
Genere: storico
Pagine: 400
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
Tracy Chevalier è una scrittrice britannica-statunitense autrice di numerosi romanzi storici.
Il più famoso tra essi è La ragazza con l’orecchino di perla (1999) che ha venduto oltre cinque milioni di copie ed è diventato anche un film nel 2003 che vede Scarlett Johansson come protagonista.
Il suo primo romanzo, nonché mio preferito è La vergine azzurra (1997) ha avuto molto successo.
Tracy Chevalier è una delle mie autrici preferite e di tutti i suoi libri abbiamo parlato qui su YouTube… cosa dite? Ancora non mi seguite?
Ottima occasione per farlo!
Il video, come vedere, è uscito nel 2021, per cui manca proprio La maestra del vetro, titolo con cui, secondo me si riprende molto bene dalla Ricamatrice di Winchester che non mi aveva fatta impazzire.
Trama
Murano, 1486.
Davanti agli occhi di Orsola Rosso si spalanca uno spettacolo meraviglioso: globi incandescenti che roteano come in una danza, ripiani e ripiani di bicchieri, vasi, lampadari aggrovigliati come polpi tentacolari, e poi i colori, lunghe canne blu, bianche, rosse, e dappertutto schegge di vetro che scricchiolano sotto i piedi come brina variopinta.
È la vetreria Barovier, dove Orsola, figlia di un artigiano rivale, si è intrufolata per spiare.
Lì, nella fornace, Marietta Barovier, una delle rarissime maestre di quell’arte, sta lavorando a qualcosa che cambierà il mondo: una nuova perla.
Alle donne non è concesso fare altro, con il vetro, e Orsola si innamora subito di quell’oggetto ricoperto di stelle candide destinato a adornare il collo delle donne d’Europa e arrivare fino in Africa.
Quando, poco dopo, il padre di Orsola muore in un incidente tanto doloroso quanto banale, saranno proprio la sua passione, la sua intraprendenza e il suo coraggio a tenere alto il nome dei Rosso.
E tuttavia, anche se Orsola ha le mani e il cuore per lavorare il vetro, non potrà fare altro che le perle, dapprima di nascosto, al lume della cucina, e poi apertamente, ma sempre in lotta con la famiglia, le consuetudini, il pregiudizio.
Nel corso dei secoli i Rosso vivranno straordinari trionfi creativi e perdite strazianti, ascese vertiginose e improvvise cadute, ma il tempo nella laguna si muove lentamente come il vetro fuso, e il dono di Orsola continuerà a brillare, all’apparenza delicato come le sue creazioni, in realtà indistruttibile.
Come la Città d’Acqua. Come l’amore.
Commenti e critiche
I veri protagonisti della storia questa volta non sono i personaggi, ma è l’arte del vetro di Murano.
Orsola, la famiglia Rosso, sono solo dei mezzi per raccontarci dell’isola e della sua magia.
Possiamo vedere attraverso piccolissimi passaggi come è cambiata la società e in questa frase si nasconde proprio l’espediente del romanzo che funziona alla perfezione.
Andando da un capitolo all’altro passano a volte decenni, altre volte interi secoli, eppure i Rosso sono andati avanti solo di pochi anni.
Tra una pagina e quella successiva, quindi, la società è cambiata in modo radicale, tuttavia Chevalier riesce a raccontarlo attraverso minuzie, piccoli accenni nei dialoghi e nei comportamenti, facendo mutare quasi impercettibilmente i rapporti tra i personaggi.
Soltanto quando stai leggendo gli ultimi capitoli ti rendi conto di quanto tutti e tutto sia cambiato e quanto i Rosso siano stati sempre fedeli sia a sé stessi, sia al loro tempo storico e ci fanno appassionare e legare a loro.
Sembra impossibile, invece Tracy Chevalier ci è riuscita.
Il femminile nei romanzi di Tracy Chevalier
Grazie a questo excursus attraverso i secoli possiamo non solo riscoprire la lavorazione del vetro e come Venezia si sia evoluta, ma riusciamo a scorgere quanto la condizione della donna, sia a casa che a lavoro, sia cambiata.
Uno dei tasselli fondamentali dei romanzi di Tracy Chevalier sono proprio la condizione femminile. Abbiamo sempre una protagonista donna che in qualche modo rompe gli stereotipi o ci prova subendone le conseguenze.
Qui abbiamo Orsola che inizia a lavorare il vetro, in Strane Creature seguiamo una delle prime scopritrici di fossili della storia, nella Ricamatrice abbiamo due amiche della protagonista che vivono insieme fingendosi solo amiche.
In ogni suo romanzo abbiamo degli spunti sulle questioni femminili, nonostante non siano una parte preponderante su cui l’autrice punta il focus.
La laguna e la sua atmosfera
Come vi ho detto, ciò che davvero è importante in questa storia è il vetro e l’arte della sua lavorazione, nonché la laguna.
Le vicende dei Rosso ci interessano, ci appassionano, ma quello che davvero traspare dal romanzo e ti spinge ad andare avanti è proprio la possibilità di respirare l’atmosfera di Murano e di Venezia.
Un’atmosfera magica, una bolla sospesa nel tempo.
In ogni libro l’ambiente è dipinto in maniera vivida e intensa, ma qui l’autrice si supera. A ogni riga sembra di poter mettere i piedi su un molo, camminare tra i canali e respirare l’aria della laguna e vedere come tutto sia cambiato e al contempo nulla è cambiato.
In conclusione
Tracy Chevalier è tra le mie autrici preferite, come già detto, tuttavia non tutti i suoi romanzi mi sono piaciuti.
Sono contenta di poter dire che La maestra del vetro sale in classifica piazzandosi tra i primi posti.
Voi la conoscete? Avete letto La maestra del vetro o un altro dei suoi libri?
Potete leggere anche:
–Vardø – Dopo la tempesta di Kiran Millwood Hargrave
–Fiori dalla Cenere di Kate Quinn
–Via col vento di Margareth Mitchell
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Alle.








no, ma anni fa ho visto l’adattamento di La ragazza con l’orecchino di perla^^
Molto bello il film, rispecchia bene il libro!