
Recensione:
Tutti su questo treno sono sospetti di Benjamin Stevenson
Pubblicazione: 2024
Casa editrice: Feltrinelli
Genere: giallo
Pagine: 368
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
Abbiamo già sentito parlare di Benjamin Stevenson in questo blog quando abbiamo recensito il suo primo libro:
Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno.
Scrittore, ma anche stand up comidian, Benjamin Stevenson mescola giallo e commedia.
Questa commistione ha funzionato talmente bene che dopo il primo libro Ernest Cunningham torna con una nuova avventura australiana: Tutti su questo treno sono sospetti.
Quando ho scritto la scorsa recensione, avevo letto di una nuova serie HBO sul primo romanzo… sinceramente non ho aggiornamenti.
È già uscito il terzo libro della serie Tutti hanno segreti a Natale. Sono preoccupata? Sì. Vi farò sapere se ha senso continuare.
Trama
Il primo libro di Ernest è stato un successo. Così tanto che il suo agente e il suo editore vogliono subito il nuovo libro.
Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno, però, era un true crime, quindi Ernest si trova in difficoltà nell’inventare una storia.
La fortuna vira… o meglio dire deraglia dalla sua parte quando, durante il Festival Australiano del Giallo, organizzato a bordo del treno Ghan, viene trovato un cadavere.
Il primo cadavere in un treno pieno di giallisti: esperti di crimini, scene del crimine e detective.
Chi di loro sarà passato dalla carta stampata alla realtà?
Commenti e critiche
Tutti su questo treno sono sospetti ci fa tornare nella follia della narrazione di Benjamin Stevenson.
Il primo libro aveva quel gusto frizzantino della novità e della scoperta, quindi partivo un po’ con i piedi di piombo.
Vi ho già detto di aver comprato il terzo, quindi avrete già capito che anche Tutti su questo treno sono sospetti mi è piaciuto molto.
Ci troviamo in un setting molto diverso dal primo e, ammetto, che la famiglia Cunningham mi è mancata. Le loro dinamiche e il cinismo di Ernest nei confronti dei suoi parenti era la parte più comica e ciò che distingueva il romanzo.
Un’altra delle caratteristiche del primo libro era quella di scherzare sui topoi letterari tipici del genere giallo.
Questo secondo libro dà il via a una serie andando a ricalcare, ancora una volta richiamando i grandi scrittori come Agatha Christie o Conan Doyle: non a caso di troviamo su un treno.
Potete leggere anche: Dal libro al film: Assassinio sull’Orient Express
Per il prossimo (episodio di Natale a parte) mi aspetto il suo viaggio di nozze in qualche meta araba.
In conclusione
Quale luogo più adatto, ancora una volta, per usare proprio i topoi letterari come oggetto di comicità se no un treno?
Ogni volta che esce un nuovo libro mi chiedo se ne varrà la pena o se sto solo buttando soldi. Benjamin Stevenson mi sta sorprendendo sempre in negativo.
Spero che continui così.
Potete leggere anche:
–Recensione: Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno – Benjamin Stevenson
–La casa dei bambini perduti di Nicola Arcangeli
–La metà scomparsa di Brit Bennett
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