
Recensione: Follia di Patrick McGrath
Titolo originale: Asylum
Pubblicazione: 2012
Casa editrice: Gli Adelphi
Genere: psicologico
Pagine: 304
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio
Trama
Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste.
Commenti e critiche
Prima di cominciare, vi invito a seguirmi su Instagram dove ho già accennato qualcosina di questo romanzo, su Tiktok e su Goodreads dove sto recensendo i libri man mano che li finisco e non dopo mesi.
Questo, per esempio, l’ho letto a febbraio… lascio che siate voi a commentare la cosa. Di solito non faccio spoiler, ma io sono particolarmente sensibile, quindi reputo spoiler anche piccoli dettagli che possono dare a priori una chiave di lettura del libro.
Quindi, se anche voi siete come me, vi rimando alla mia recensione su Instagram e vi invito a tornare qui una volta letto il romanzo, così possiamo discuterne.In breve: a me è piaciuto molto, leggetelo tutto d’un fiato che ve lo godrete meglio.
Ci troviamo in un manicomio in un’epoca in cui molti disturbi mentali non si conoscevano come oggi.
La cura verteva sul mantenere le persone che ne soffrivano passive e in disparte in modo che non potessero nuocere.
Spesso, proprio per il fatto che queste malattie erano ancora un mistero, i pazienti venivano più che altro studiati in terapia, piuttosto che aiutati.
Ed ecco dove si colloca Follia.
Il romanzo narra sì la vicenda di Stella e Edgar, ma ci viene raccontato dal dottor Peter Cleave, medico di quest’ultimo.
Pian piano che ci addentriamo tra le pagine del libro la storia diventa più sordida: conosciamo i crimini di Edgar e vediamo le sue ossessioni, i suoi scarti d’ira. Vediamo come Stella si leghi a lui e quanto la sua vita forse non fosse adatta al suo temperamento.
Ma, più di ogni altra cosa, ci rendiamo conto che loro due, in realtà, non li conosciamo affatto come eravamo portati a pensare.
Man mano che il romanzo prosegue, capiamo che tutto ciò che abbiamo letto non è la realtà oggettiva dei fatti, ma ciò che di loro ha capito Peter Cleave.
Il finale, quindi, ci lascia con questi dubbi: chi sono davvero i due protagonisti? Chi è il vero antagonista di questa storia?
Confesso che io ho fatto un po’ fatica a leggerlo.
Era un periodo di particolare stanchezza, in cui riuscivo a leggere al massimo due o tre pagine in una volta sola e questo libro ha bisogno di un po’ affinché si entri nel flusso.
Non voglio dire che è una scrittura complicata, ma di sicuro non è immediata.
A parlare è uno psichiatra del ‘900. Troviamo periodi lunghi, parole ricercate, pochi dialoghi e i pensieri di Peter si inframmezzano all’azione dei personaggi che bisogna ricostruire.
Per questo motivi, c’è bisogno di una discreta dose di attenzione e diventa via via più facile dopo che si superano i primi minuti di lettura.
In conclusione
Consiglio Follia?
Assolutamente sì e, anzi, se non avessi una pila della vergogna più alta di me, lo rileggerei volentieri anche io per cogliere tutte quelle sottigliezze che da una prima lettura non saltano fuori.
Potete leggere anche:
–Recensione: Brucia la notte di Tiffany Vecchietti e Michela Monti
–Lettura Bruciata: Fabbricante di lacrime di Erin Doom
–Dal libro alla serie: Tenebre e ossa – Stagione 1 (Puntata 1)
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