Recensione: Brucia la notte di Tiffany Vecchietti e Michela Monti

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Recensione: Brucia la notte di Tiffany Vecchietti e Michela Monti

Pubblicazione: ottobre 2023
Casa editrice: Mondadori
Genere: Distopia, Fantasy
Pagine: 324
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

Brucia la notte è un romanzo scritto a quattro mani da Tiffany Vecchietti e Michela Monti.

Tiffany, conosciuta online come Miss Fiction, è una traduttrice e art directory bolognese.

Michela Monti, scrittrice ravennate, è conosciuta per il suo romanzo d’esordio 83500 che ha vinto il premio Giallo Garda nel 2018.

Entrambe si interessano a questioni sociali come femminismo e diritti umani, tematiche che ritroviamo nel loro romanzo Brucia la notte.

Trama

Ani e Bianca vivono nell’Area di Comando del Campo di Raccolta dove giorno dopo giorno si consumano di lavoro insieme ad altre centinaia di donne.

Sono fortunate a vivere lì perché almeno, a differenza di quanto accade all’esterno, hanno un posto in cui dormire e qualcosa da mangiare.

Sono Raccoglitrici della materia più preziosa che ci sia, l’oro bianco: il sale.

Ci troviamo sulla costa ravennate diventata uno dei poli più importanti dopo che il sale è diventato l’unica risorsa energetica del pianeta.

Ani e Bi, però, non credono alla narrazione e sanno di essere prigioniere sfruttate, portate lì contro la loro volontà, così, alla prima occasione cercano di scappare…

Commenti e critiche

Non so neanche da dove partire.

Di sicuro devo smetterla di farmi rapire dalla copertina e fidarmi.

Prima di cominciare la lettura, comunque, un’occhiata alla trama l’avevo data e mi ero pure esaltata: una distopia ambientata in Italia!

Potrebbero essere anche a Honolulu per come sono trattati i luoghi e di distopia ha solo le intenzioni.


L’idea del romanzo è a dir poco geniale, peccato che questa sia l’unica cosa positiva che io possa trovare.

Vediamo un po’ le problematiche che, a voler essere super sintetici, si possono ridurre a: non si rispetta MAI la regola n°1 ovvero “Mostrare, non dire”.

Il romanzo è narrato in prima persona dai vari personaggi (la seconda grande problematica che vedremo) peccato che ogni volta che la scena diventa minimamente interessante da seguire, noi ci spostiamo su qualcun altro.

Invece di farci vedere cosa succede, le protagoniste ce lo raccontano, facendo diventare il tutto incredibilmente noioso e poco coinvolgente.

Molto spesso la scena clou viene tagliata per poi essere ripresa e raccontata, tipo riassunto delle puntate precedenti.

Fosse almeno coerente, me ne farei una ragione, ma si contraddicono anche.

A parole ci viene detta una cosa, poi non si rispecchia mai nei fatti.

Non si fa così un romanzo.


La questione del sale è super interessante, ma noi non abbiamo idea di come siamo arrivati a questa scoperta.

Sappiamo che il mondo è andato alla deriva, ma non vediamo come siano stati creati i campi, come sia avvenuta la distruzione totale e la creazione di questo regime.

Non ne abbiamo idea, neanche vagamente, senza una ragione perché non è come in Maze Runner in cui i protagonisti stessi non sapevano dove fossero e tutto il romanzo girava attorno a questa domanda.

È proprio questa una delle parti più interessanti in una distopia, qui ce ne freghiamo.


Vi ho detto che il romanzo è narrato in prima persona con i vari personaggi che si rimbalzano la narrazione.

Oltre a non aggiungere niente alla trama, anzi serve solo a togliere, come abbiamo visto prima, e crea confusione perché i personaggi non hanno la propria voce.

Sono tutte uguali.

Bisogna ricordarsi costantemente chi stia parlando, altrimenti continui a perderti.


Infine, e poi mi fermo perché mi sembra di sparare sulla Croce Rossa, la magia.

Già solo il fatto di mescolare magia e distopia per me è un grande e fermo no. Qui è pure fatto male.

Non si capiscono le regole che stanno dietro ai poteri, non si capisce neanche se ci sono, sembra tutto casuale, non sono coerenti e vengono usate come deux ex machina.

Bocciato in toto.

Davvero ultimissima cosa: sono state buttate lì molte tematiche sociali care alle autrici, ma non vengono né approfondite, né caratterizzano davvero i personaggi.

Il problema è che sono inserite a forza, non emergono naturalmente dalla trama proprio perché non fanno parte della storia, le autrici volevano parlarne, punto.

Esistono i saggi per questo.

In conclusione

È tutto troppo vago.

Ciò che ci viene spiegato non corrisponde alla gravità di quello che poi vediamo, sembra di parlare con l’amico al bar che la spara grossa.

Ci viene descritto tutto come estremamente difficile e pericoloso, poi una passeggiata nel parco per una persona allergica è più rischiosa.

Non è neanche abbastanza trash da rientrare nelle mie Letture Bruciate, sono delusa.

Di sicuro non starò qui a chiedermi cosa succederà dopo e ad aspettare in fermento il secondo libro.

Potete leggere anche:
La ballata dell’usignolo e del serpente
Le Cronache del Mondo Emerso (#1) – Nihal della Terra del Vento di Licia Troisi
Maze Runner – Il veliero del labirinto di James Dashner

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Alle.


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Brucia la notte – Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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