Recensione: Gli affamati e i sazi di Timur Vermes

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Recensione: Gli affamati e i sazi di Timur Vermes

Titolo originaleDie Hungrigen und die Satten
Pubblicazione: settembre 2019
Casa editrice: Bompiani
Genere: Distopia
Pagine: 512
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

Vermer è un autore e giornalista tedesco, conosciuto principalmente per il libro Lui è tornato, ambientato nella Germania del 2011. Il romanzo è stato tradotto in quarantuno lingue e diventato un film nel 2015.

Nel 2019 è uscita un’altra distopia chiamata Gli affamati e i sazi.

Trama

In un futuro prossimo la Germania ha deciso di accettare solo un numero limitato di immigrati.

Il resto dei richiedenti asilo vengono lasciati ad aspettare in enormi lager creati in Africa, a Sud del Sahara.

L’attesa è così lunga da far perdere ogni speranza oppure da decidere di attraversare l’Africa a piedi.

Nadeche Hackenbusch, una famosa reporter tedesca, arriva in uno di questi campi per registrare un programma televisivo e Lionel, un giovane migrante, intravede l’occasione per andarsene, insieme a 150mila migranti, sotto gli occhi attenti delle telecamere.

Commenti e critiche

Potrei ripetermi un po’, soprattutto se avete già letto la recensione di Lui è tornato.

In una frase: l’idea è perfetta, la realizzazione lascia a desiderare.


Gli affamati e i sazi è un romanzo corale narrato in terza persona da un narratore non onnisciente, esterno.

Il che vuol dire, in parole povere, che passiamo da un punto di vista all’altro nei vari capitoli, ma è come se vedessimo gli avvenimenti attraverso gli occhi del narratore e non da quelli del personaggio stesso.

Inoltre preferisce usare il ruolo del personaggio, invece che il suo nome.

Questa modalità ha delle potenzialità e ha un senso se pensiamo a ciò che stiamo leggendo.

Si tratta di una storia in cui i ruoli istituzionali e sociali hanno più importanza degli individui che hanno quel ruoli.

Così come la televisione, le telecamere sono il fulcro dell’intera vicenda, quindi ha senso che il romanzo abbia questo taglio.

Tuttavia, questo ha portato a rimanere distaccati, mi è sembrato di non entrare mai nella storia, mai nella psicologia dei personaggi che in realtà sarebbero stati interessanti.

Un esempio Nadeche viene sempre descritta dagli altri attori in gioco come una donna frivola e stupida e così sembra quando interagisce con gli altri.

Ma non vediamo mai il suo punto di vista per capire davvero come mai sia così e agisca in quel modo.

Io l’avrei trovato interessante.

Lionel lo capiamo già di più, ma perché i suoi obiettivi sono ovvi, ma le sfaccettature non vengono fuori, non riusciamo a capire molte delle azioni che compie, il perché agisca in quel determinato modo.

Ancora una volta, l’avrei trovato interessante.


Altro punto a sfavore di Gli affamati e i sazi: la lunghezza.

Mi rendo conto, di nuovo, che possa essere una scelta che va in accordo con quello che ci viene raccontato, però proprio per la questione di prima diventa molto noioso.

Proprio perché non riusciamo a sentire la storia a farci coinvolgere dai personaggi.

In più, ogni volta che c’è un momento più intenso cambiamo punto di vista senza vedere l’azione principale.

In conclusione

Un’ottima idea, ma secondo me il modo in cui ha deciso di raccontare il tutto non gli rende giustizia.

A me non è piaciuto, anzi mi sono annoiata parecchio e non vedevo l’ora che finisse.

Voglio sottolineare che uno dei miei generi preferiti è la distopia.

La sensazione che ho avuto è che stesse sempre lì lì per partire, invece non partiva mai.

Voi cosa ne pensate?

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Alle.


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Lui è tornato: AmazonFeltrinelliMondadoriIbsIl Libraccio
Gli affamati e i sazi: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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