Recensione: Babel – Una storia arcana di R.F. Kuang

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Recensione: Babel – Una storia arcana di R.F. Kuang

Pubblicazione: 2023
Casa editrice: Mondadori
Genere: fantasy, dark academia
Pagine: 600
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

R.F. Kuang è una scrittrice statunitense di origini cinesi conosciuta per il suo primo romanzo La guerra dei papaveri, pubblicato nel 2018 che apre la trilogia che continua con La repubblica del drago (2019) e La dea in fiamme (2020).

Babel – Una storia arcana, invece, è un romanzo singolo in cui il genere fantasy si mescola con la dark academia, trasportandoci in un atmosfera professorale, torbida, in cui gli elementi magici si mescolano con le nozioni didattiche e le tematiche sociali molto care all’autrice e attuali.

Trama

1836 – Oxford University

Robin Swift, a discapito del nome, è un ragazzo di origini cinesi, portato in Inghilterra da un misterioso professore, dopo che la sua famiglia era stata colpita dall’epidemia che si era propagata a Canton.

Il professore ha cresciuto Robin facendolo studiare con i migliori insegnanti al fine di iscriverlo all’università di Oxford, in particolare alla Royal Institute of Translation, dove lo studio delle lingue viene applicato alla creazione delle tavolette d’argento.

Grazie all’uso magistrale delle lingue e della traduzione, le tavolette permettono di dare vita ai significati che si perdono nel passaggio da un idioma all’altro.

Robin si sente onorato di poter far parte di questa cerchia ristretta e rinomata, ma, pian piano che vi si addentra, scopre l’altro lato della medaglia, l’ipocrisia che si nasconde dietro quel mondo patinato…

Commenti e critiche

Recensione video:

Babel – Una storia arcana è un bel mattoncino da seicento pagine piene di spiegazioni sulla lingua e lezioni accademiche, come, del resto, vuole il genere a cui appartiene.

La storia, quindi, si sviluppa lenta tra una scena di studio e l’altra.

Nonostante questo, tipico del genere dark academia, il libro non risulta pesante, anzi il mondo fantasy creato dall’autrice è così interessante che tutte le delucidazioni che ci fornisce sono come acqua nel deserto.

Le riflessioni sulla lingua che vengono fatte, le parole e le relative traduzioni che spiegano i professori sono illuminanti.

In alcuni punti sembra di essere davvero in un’aula di Oxford.

Ci tengo a sottolineare, però, che se tutto questo non vi piace e state cercando l’azione, questo romanzo non fa al caso vostro.

L’azione, in realtà, c’è, ma è molto diluita e anche quando la situazione diventa più calzante, il punto focale del romanzo non è farti stare col fiato sospeso.

Così come il lato fantasy, è centrale, ma funzionale alle tematiche che ha voluto portare l’autrice e al discorso sulla traduzione, vero protagonista di tutto il libro.


Le tematiche centrali, oltre alle lingue e alla traduzione, sono il colonialismo con il relativo sentimento di superiorità europeo che si porta dietro, e l’estremo sfruttamento dei paesi conquistati.

La forza della narrazione è l’assenza di spiegoni.

Il razzismo diffuso traspare dalle vicende, dal comportamento dei personaggi nei confronti di Robin e dei suoi amici.

Già solo il fatto che il protagonista, nato e cresciuto a Canton fino a circa dieci anni, si chiami Robin Swift fa capire fin da subito di cosa stiamo parlando.

Piccolo spoiler: il nome vero di Robin non è Robin, ma il professore gli comunica che deve sceglierne un altro perché il suo è troppo difficile da pronunciare per gli inglesi.

In conclusione

Insomma, affinché Babel vi affascini, è necessario che ci sia già un interesse per la lingua o per le tematiche sociali che mette in campo l’autrice.

Il rischio, altrimenti, è che vi annoi a morte e che non riusciate a entrare in contatto con i personaggi e a godervi la vicenda.

Come ho detto all’inizio, è un bel mattone, letteralmente: è estremamente bello da esporre in casa, ma anche molto grosso e costoso.

Quindi, vi consiglio, se siete indecisi, di leggere l’anteprima online (consiglio che dovrei ascoltare io stessa): se quelle prime pagine vi annoiano, lasciate perdere perché il tenore del libro è quello e quello rimane.

Ditemi cosa ne pensate di questo romanzo, se lo avete letto, se vi ho ispirato a leggerlo, tornate dopo e ditemi se ne è valsa la pena.

Potete leggere anche:
La nona casa di Leigh Bardugo
Qui, solo qui di Christelle Dabos
Dal libro al film: La ballata dell’usignolo e del serpente

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Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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