Dal libro al film: Il Ritorno del Re (Libro Quinto)

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Dal libro al film: Il Signore degli Anelli
Il Ritorno del Re (Libro Quinto)

Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings) è stato scritto tra il 1937 e il 1949 da J.R.R. Tolkien.

Si tratta di un’opera unica, una storia suddivisa in sei libri, ma che è stata pubblicata in tre volumi, tra il 1954 e il 1955: La Compagnia dell’AnelloLe due torri e Il ritorno del re.

Nonostante questa trilogia sia la più famosa, la storia continua da dove si è interrotto Lo Hobbit del 1937.

Tra il 2001 e il 2003 escono le tre trasposizioni cinematografiche dei tre libri che compongono Il Signore degli Anelli.

Esattamente come i libri, tutti e tre i film diretti da Peter Jackson sono stati girati simultaneamente in Nuova Zelanda e hanno richiesto ben otto anni di lavoro.

Premesse

Se non avete letto gli articoli precedenti:
–Dal libro al film: La Compagnia dell’Anello – Libro Primo e Libro Secondo
–Curiosità: La Compagnia dell’Anello – Libro Primo e Libro Secondo
-Dal libro al film Le Due Torri: – Libro Terzo, Libro Quarto
-Curiosità: Le Due Torri – Libro Terzo, Libro Quarto
Dal libro al film: Il Ritorno del Re – Libro Terzo e Libro Quarto

Se conoscete questo genere di articoli, saprete che io scrivo, o cerco di scrivere, ogni minima differenza tra i libri e le trasposizioni cinematografiche.

Il Signore degli Anelli è un’opera talmente grande e complessa che è impossibile riuscire a scrivere tutto e soprattutto gli articoli sarebbero talmente lunghi da essere illeggibili.

Già così non scherziamo.

Ho deciso, quindi, di riportare le differenze più grandi che esistono tra le due versioni.

Per facilitarmi il compito, terrò la divisione in libri, creando più articoli e dividerò le varie parti seguendo l’andamento dei capitoli del libro.

Prima di cominciare alcune NOTE: ho deciso di non tenere in considerazione le versioni estese dei film, quindi le parti presenti in quelle pellicole, ma eliminate dalla versione “breve”, le citerò nel corso delle differenze.

Voglio precisare che a me la storia, sia versione film che versione libro, è piaciuta, quindi tutte le battute che seguono non hanno niente a che fare con la mia opinione e non sono da leggere come una critica.

Ultima nota: io ho recuperato questa saga solamente quest’anno. Ho guardato tutti i film e ho letto i libri per la prima volta, senza saperne assolutamente niente.

Il mio approccio, quindi, è da totale ignorante e da persona che scopre tutto per la primissima volta.

Questo articolo è rivolto, ovviamente, a tutti coloro a cui è piaciuta la saga cinematografica, ma che non hanno avuto voglia di affrontare quei mattoni spaventosi che sono i romanzi.

Differenze

Se avete letto l’articolo Dal libro al film: Il Ritorno del Re – Libro Terzo e Quarto, sapete che buona parte di questo terzo film riprende le vicende delle romanzo Le Due Torri, quindi non vi resta che recuperarlo.

In questo quinto libro e prima parte del romanzo Il Ritorno del Re lasciamo ancora una volta Frodo, rimasto imprigionato dagli Orchi, dopo lo scontro con Shelob, per andare a vedere la guerra di Minas Tirith.

I. Minas Tirith

Il terzo libro finiva con Pipino e Gandalf che lasciavano gli altri subito dopo essere stati da Saruman e dopo che Pipino aveva preso il palantìr.

Il quinto libro incomincia proprio con il loro arrivo a Minas Tirith.

Nel film queste due scene sono separate e vediamo la partenza di Arwen e degli Elfi da Gran Burrone e, finalmente, la spada di Aragorn che viene riforgiata.

  • Abbiamo già visto nel Libro Secondo che Aragorn parte con la Compagnia dell’Anello già con Narsil intera a cui ha dato il nuovo nome di Anduril.
  • In generale, nel romanzo non vediamo tutta la parte che riguarda gli Elfi e rivedremo Arwen solamente al matrimonio una volta che Sauron è stato sconfitto e l’Anello distrutto.
    • Parte molto toccante, ma non esiste, mi dispiace.

Messo in chiaro questo, possiamo partire con le vere differenze di questa parte!

  • Nel film vediamo Gandalf e Pipino arrivare subito, mentre nel libro assistiamo al passare dei giorni.
    • Entrano nel territorio di Gondor (pezzo presente nel film), ma da questo punto deve passare un altro giorno di cammino prima che raggiungano la città.
  • All’alba Pipino si sveglia e si accorge che un gruppo di uomini li circonda e dietro di loro si innalzano le mura.
    • Sono i soldati di Minas Tirith che non vogliono farli entrare perché conoscono Gandalf (Mithrandir per loro), ma non il mezzuomo.
      • Visti i tempi turbolenti si rifiutano di far entrare stranieri… a meno che non si tratti di uomini muscolosi e valorosi.

La risposta di Gandalf:

“Quanto al valore, non è proporzionato alla statura. Egli ha vissuto più battaglie e più pericoli di te, Ingold, benché tu sia il doppio d’altezza…

  • Pipino che si è appena svegliato, entra nella discussione dicendo di aver preso parte alla spedizione insieme a Boromir e racconta della sua dipartita.
    • Gandalf lo zittisce e lo sgrida perché voleva annunciare l’accaduto prima di tutto al Signore di Minas Tirith, ovvero Denethor, il padre di Boromir.
    • Non ha fatto un grande danno perché, come abbiamo visto nel Libro Terzo, Faramir aveva già visto Boromir morto in una visione.
  • Gandalf non arriva fin su con il cavallo, ma deve lasciarlo fuori dalla Cittadella.
  • Una volta nel cortile della fontana, i due vengono fatti entrare senza ulteriori indugi perché la notizia del loro arrivo li aveva preceduti.

Nel film, Gandalf si raccomanda con Pipino di non dire niente e, come abbiamo visto, di non parlare di Boromir e nemmeno di Frodo e dell’Anello.

  • Nel romanzo, tutto il contrario!
    • Lo avverte che il sovrintendente si rivolgerà soprattutto a lui e gli dice di parlare di Boromir perché lo amava molto e sarà più contento di sentire le brutte notizie da Pipino piuttosto che da Gandalf.
      • L’unica raccomandazione è di non svelare mai più del necessario e, come nel film, di non dire nulla della missione di Frodo e, se non è necessario, neanche di Aragorn.

Una delle differenze più grandi sta nei toni, come sempre nel romanzo sembrano più calmi:

  • Denethor sa già che Pipino era presente alla morte del figlio.
    • Glielo hanno riferito i soldati che li hanno accolti all’ingresso e, inoltre, appunto sappiamo anche che hanno trovato il corno.
      • Prima di chiedergli di raccontare come sia successo, Gandalf gli dice che Pipino non è il Mezzuomo della profezia sentita da Boromir.
  • Nel film Pipino si china per offrirgli i suoi servigi e viene sgridato da Gandalf, inoltre in una scena successiva, sembra quasi che sia obbligato dallo stesso Denethor a offrirgli fedeltà.
    • In realtà, nel romanzo è proprio così che va a finire: Pipino si metterà a disposizione di Minas Tirith e offrirà i suoi servigi, volontariamente.
      • Denethor si fa consegnare la spada di Pipino e gli fa prestare giuramento e diventa un suo vassallo.
        • Viene poi portato uno sgabello per Pipino che rimarrà lì a raccontare la storia della fine di Boromir.
  • Una volta finito, Gandalf e Pipino escono e Gandalf si mostra un po’ contrariato.
    • Questo perché Pipino non è riuscito a nascondere il fatto che non era Boromir a guidare la Compagnia dopo Moria e che c’era una spada famosa di mezzo.
      • Lo mette ancora una volta in guardia sul fatto che Denethor è furbo ed è difficile da ingannare.

Tuttavia, non si parla apertamente di Aragorn e Denethor non li caccia via difendendo la podestà sul suo regno, come vediamo nel film.


  • Gandalf lascia da solo Pipino nella loro stanza.
  • L’Hobbit, ovviamente ha fame, ed esce in esplorazione.
    • Conosce Beregond che gli farà vedere un po’ la città prima che il suo turno di guardia cominci.
      • Nel film è Gandalf che dice a Pipino che una flotta sta arrivando in aiuto di Mordor, nel romanzo è Berengond che gliene parla.
II. Il passaggio della grigia compagnia

Saltiamo la parte in cui nel film si vede Faramir visto che nel libro torniamo direttamente da Aragorn, Legolas, Gimli e Merry.

Loro sono rimasti nell’accampamento dopo aver lasciato la torre di Saruman e devono ancora giungere a Edoras, dove invece si trovano nel film.

Nella trasposizione, infatti, vediamo l’esercito di Rohan prepararsi per raggiungere Minas Tirith e portare loro aiuto: sarà proprio Aragorn che vede accendersi i falò e corre dal re e dopo questo avvenimento decidono di intervenire.

  • Nel romanzo re Théoden ha già deciso che andrà a Minas Tirith, ma Aragorn dice che lui non andrà con loro perché davanti a sé vede oscurità.
    • Gimli e Legolas si offrono di andare con lui.
    • Merry, invece, rimane con Théoden perché aveva promesso al re di tornare e raccontargli la storia della Contea.
  • Prima si separarsi, si dirigono tutti a Edoras e sulla strada incontrano un gruppo di Raminghi e degli Elfi che avevamo visto nella Compagnia dell’Anello che avevano ricevuto la richiesta di aiuto e stavano andando a combattere.
    • Uno di loro, Elrohir, gli porta un messaggio dal padre Elrond: “I giorni sono brevi. Se hai premura, rimembra i Sentieri dei Morti“.
      • Aragorn non sembra molto dell’idea di prendere quella strada, ma Elrohir rimanda la discussione.

Nel film sarà Aragorn a dire a re Théoden a dire che Gondor chiedeva aiuto e dopo di che partono, Elrond li raggiunge e gli consegna la spada.

Come vi avevo anticipato, Aragorn è partito fin dalla Compagnia dell’Anello con la propria spada.


  • Nel romanzo sono tornati al Fosso di Helm, re Théoden annuncia a Merry che quando partiranno, loro due cavalcheranno insieme per raggiungere Edoras.
    • Merry seguirà il re con un pony (nella mia versione la traduzione dice “cavallino”, ma sono piuttosto convinta che in realtà sia un pony).
      • L’Hobbit è così grato che consegna la sua spada al re e diventa il suo scudiero.
  • Quando partiranno per arrivare a Edoras, quindi, Aragorn, Gimli e Legolas andranno per la loro strada per proseguire più veloci e poi prendere i Sentieri dei Morti, invece Merry andrà al seguito del re.
  • Dopo che re Théoden parte, Aragorn vuole parlare con Gimli e Legolas e confida loro di aver guardato nella pietra di Saruman.
    • Il resto lo trovate nelle curiosità!

C’è una scena nel film in cui Aragorn si sta per allontanare dall’accampamento e Éowyn lo sgrida perché sta voltando le spalle alla battaglia.

  • Nel libro, invece, Aragorn, Legolas e Gimli raggiungono Edoras prima del re e sarà proprio Éowyn ad accoglierli e a salutarli con affetto.
    • Infatti, Aragorn è passare di lì anche per portarle notizie della battaglia.
  • Éowyn cerca di convincere Aragorn a farla cavalcare con lui, stanca di rimanere a casa ad aspettare.
    • E qui, finalmente, vediamo un po’ del suo carattere che è stato riportato nel film. Ma non c’è niente da fare, Aragorn non la porta con sé.

Nel film ci vorranno ancora molte scene prima di vederli arrivare nei Sentieri dei Morti, invece già in questo capitolo si addentrano ed escono seguiti dall’esercito.

La Compagnia montò nuovamente a cavallo e Gimli tornò accanto a Legolas. Cavalcavano in fila, e la sera li avvolse nella sua bruma di un color azzurro cupo; la paura continuava a inseguirli. Legolas si volse per dire qualcosa a Gimli, e il Nano vide innanzi a sé sfavillare gli occhi luminosi dell’Elfo. Alle loro spalle cavalcava Elladan, ultimo del gruppo, ma non ultimo a percorrere il sentiero scosceso.

“I Morti ci seguono”, disse Legolas. “Vedo figure di Uomini e di cavalli, e pallidi stendardi come nuvole lacerate, e delle lance simili a cespugli invernali in una notte di nebbia. I Morti ci seguono”.

“Sì, i Morti cavalcano dietro di noi. Sono stati convocati”, disse Elladan.

  • A mezzanotte, usciti dalle caverne, Elrohir consegna ad Aragorn un corno d’argento
  • Quando lo suona, dalle montagne circostanti gli sembra di sentire altri corni rispondergli.
    • E parte il discorsone da figo di Aragorn in cui chiede ai fantasmi di combattere per lui e onorare il patto che avevano infranto molti anni prima.
III: L’adunata di Rohan

Ammetto che a questo punto delle differenze, io mi sono completamente persa!

Portate pazienza e se mi confondo da sola, usate la sezione commenti per aiutarmi a migliorare questo articolo!

Torniamo da Merry che era rimasto con re Théoden: abbiamo visto che nel film quando Aragorn va verso i Sentieri dei Morti, sono già partiti tutti alla volta di Minas Tirith.

  • Nel romanzo, invece, Merry insieme al re e al suo esercito stanno tornando a Edoras per riorganizzarsi e partire per prestare soccorso a Minas Tirith.
    • Qui, ovviamente, vengono aggiornati da Éowyn e vengono a sapere che Aragorn è passato di lì ed è partito per raggiungere i Sentieri dei Morti.
      • A questa notizia, re Théoden pensa che Aragorn sia perduto e che devono partire da soli.

Tutto questo pezzo è stato riportato quando l’esercito di Rohan è già in viaggio, come abbiamo visto.

  • Nel film, c’è anche la parte romantica tra Éowyn e Aragorn. In pratica Éowyn si dichiara proprio in questo momento.
    • Anche nel romanzo quando Aragorn parte, lei sembra dispiaciuta, ma non perché provi dei sentimenti per Aragorn, piuttosto perché non vuole più aspettare a casa gli esiti delle battaglie.

  • Subito dopo la partenza di Aragorn, nel film Théoden lo giustifica dicendo che è partito perché doveva farlo, mentre il resto dell’esercito si dispera perché sono troppo pochi.
    • Nel romanzo, nessuno si scompone più di tanto per la sua partenza.
  • A questo punto del libro, arriva un messaggero da Minas Tirith a chiedere loro aiuto.
    • Théoden dice che arriveranno nell’arco di una settimana, ma si sente rispondere che se ci metteranno così tanto, al loro arrivo troveranno solo macerie.
  • La mattina successiva, prima di mettersi in marcia, il re libera Merry dai suoi impegni presi e dall’obbligo di seguirlo perché montando cavalli veloci, Merry non sarebbe stato in grado di seguirli.
    • Gli annuncia che rimarrà lì a servire Dama Éowyn se lo desidera.

A questo punto del film, Éowyn si traveste da cavaliere e porta Merry con sé.

  • Nel romanzo, la dama lo chiama perché deve adempiere all’unica richieste fatta da Aragorn: ovvero di armare Merry per la guerra.
    • Gli consegna tutto e lo saluta dicendo: “Buon viaggio, Messer Meriadoc! Forse ci incontreremo nuovamente, tu e io”.

  • Giunti a Edorar, Merry prega ancora il re di cambiare idea, ma Théoden è risoluto (qui il discorso è identico al film).

Nel film, i cavalieri sono pronti a partire, Éowyn cavalca vestita e bardata da uomo, afferra Pipino e lo porta in sella con sé e Pipino la riconosce subito.

  • Nel libro, invece, Merry osserva tristemente le file dei cavalieri, quando uno si avvicina a lui e gli dice:

Dove c’è la volontà, nulla è impossibile, si dice da noi”, sussurrò”; “e ho potuto constatarlo personalmente”.

  • Chiede a Merry se voglia andare anche lui e si offre di portarlo di nascosto sul suo cavallo e si presenta come Dernhelm.
IV. L’assedio di Gondor

Torniamo a Minas Tirith, il giorno successivo all’arrivo di Gandalf e Pipino: nel film ci tocca tornare molto indietro rispetto alle scene che abbiamo visto di Merry, ma noi seguiamo il libro, quindi se avete in testa solo il film, vi tocca fare un po’ di esercizio mentale!

  • La mattina Pipino viene accompagnato da Denethor che gli annuncia che diventerà il suo scudiero personale, gli starà accanto e si occuperà di lui.
    • Nel romanzo viene detto che Denethor sembrava non essersi mosso dal giorno precedente, posso dedurre, quindi, che la deliziosa parte che prevede fargli risucchiare cibi che dovrebbero essere masticati sia un’aggiunta del film.
      • GRAZIE.
  • In ogni caso, come nel film Denethor gli chiede se sappia cantare, Pipino annuisce, ma pensa che le canzoni non siano adatte.
    • Nel romanzo, però, alla fine non canta, ma Denethor gli ordina di andare alle armerie per vestirsi (nella trasposizione lo vediamo già coi colori di Minas Tirith).
  • Dopo metà giornata passata ad aspettare che Denethor gli desse ordini, finalmente Pipino è libero di uscire.
    • Va a cercare da mangiare e incontra Beregond, la guardia che il giorno prima gli ha fatto da cicerone.
    • Mentre stanno parlando, i Cavalieri Neri fanno la loro comparsa e vedono Faramir che coi suoi uomini cerca di raggiungere le porte.
      • Pipino vede un bagliore bianco nelle tenebre e riconosce Gandalf che sta aiutando gli uomini a entrare.

La scena di riferimento nel film è molto più indietro, quando Denethor sgrida il povero Faramir e inizia a mangiare rumorosamente.

  • Pipino accorre e chiama Faramir che entra a Minas Tirith (siamo intorno a un’ora di film).
    • Insieme i tre raggiungono Denethor .
    • Una volta dentro, Faramir dice che Pipino non è il primo Mezzuomo che vede.
      • Pipino sta per dire qualcosa, ma uno sguardo di Gandalf lo trattiene, mentre Denethor ascolta attento Faramir che racconta del suo incontro con Frodo.
        • Mentre ascolta, perfino Gandalf sembra turbato.
  • Dal racconto di Faramir, scopriamo che sono passati solo due giorni da quando aveva lasciato Frodo e Sam.
    • Denethor in pratica sgrida Faramir per il suo modo generoso e nobile di comportarsi e poi si rammarica: “Se soltanto quella cosa mi fosse stata data!”, (un pezzo in cui Denethor sclera con Faramir per aver lasciato andare l’Anello è presente anche nella versione tagliata)
      • E qui interviene Gandalf, nel film non è presente questa scena: gli fa notare che, se anche Boromir fosse riuscito a impossessarsene, l’avrebbe tenuto per sé e il suo stesso padre non lo avrebbe riconosciuto tanto ne sarebbe stato cambiato.
        • Denethor insiste e Gandalf gli dice apertamente di non potersi fidare di lui per custodire “quell’oggetto”
          • C’è da dire che Gandalf aggiunge che non si è fidato neanche di sé stesso per quel compito.

Come nel film, dopo questo piacevole incontro padre-figlio, Faramir parte di nuovo.

Nella versione estesa c’è anche un dialogo tra Faramir e Pipino e la scena in cui Faramir lascia Minas Tirith, entrambe queste scene non sono presenti nel libro.


Adesso facciamo un po’ di collegamenti tra le parti di Frodo e quelle degli altri:

  • Nel film non lo vediamo, ma nel libro seguiamo Pipino e Gandalf in camera, dove lo stregone ripensa al racconto di Faramir e si preoccupa che Frodo abbia scelto la strada che passa per Cirith Ungol.
    • Tuttavia, sente che quelle notizie portano con sé anche una speranza.
      • Infatti, Sauron si è mosso prima che Frodo arrivasse lì quindi vuol dire che il suo sguardo sarà rivolto altrove.
    • Gandalf, però, non riesce a capire cosa gli abbia messo tutta quella fretta.
      • Forse, dice, proprio la stoltezza di Pipino con la pietra, ha dato il via a tutto e arriva (a ragione) a pensare che Aragorn si è mostrato a lui.
  • Pipino, invece, non riesce a credere che i suoi amici fossero in giro con Gollum.

Nel film ci spostiamo da un personaggio all’altro prima di vedere le sorti di Faramir quando torna a Minas Tirith seguito dai Nazgûl, nel romanzo accade tutto all’interno dello stesso capitolo.

  • Gandalf era riuscito a mettere i Nazgûl in fuga, ma proprio in quel momento uno di loro aveva lanciato un dardo che aveva colpito Faramir.
    • Denethor nel film almeno ha la decenza di accasciarsi un attimo su suo figlio.
      • Nel romanzo: “[…] Denethor si levò in piedi e guardò il volto del figlio, e tacque”.

E così parte l’assedio che io vi salto praticamente del tutto perché nel romanzo vediamo pochissime parti della battaglia.

  • Unica differenza veramente significativa: Denethor non urla di abbandonare i posti e mettersi in salvo, ma semplicemente si relega insieme a suo figlio e si rifiuta di guidare i propri soldati, mandandoli a seguire chi vogliono.
    • Libera anche Pipino, dicendogli addio.
    • Pipino sta per andarsene, quando vede Faramir venire adagiato su un tavolo e sente Denethor dare ordini affinché portino della legna.
      • Sentito ciò corre a chiamare Gandalf per impedire che brucino vivo Faramir.
      • Lungo la strada trova anche la guardia Beregond che sarà fondamentale per ritardare il falò fino all’arrivo di aiuto.
  • Pipino trova Gandalf proprio quando i nemici stanno per sfondare la porta, Gandalf non lo sgrida per essere lì.
    • Vediamo la fine di questo capitolo che, secondo me, merita:

Il Signore dei Nazgûl si fece avanti, varcando l’arco che mai nemico aveva oltrepassato, e tutti fuggirono innanzi a lui.

[…] “Non puoi entrare qui”, disse Gandalf, e l’enorme ombra si fermò. “Torna dagli abissi preparati per te! Torna indietro! Affonda nel nulla che attende te e il tuo Padrone. Via!”.

[…] E come in risposta giunse da lontano un altro suono. Corni, corni e corni. Si udivano fiochi echeggiare […]. Grandi corni del Nord che suonavano con forza. Rohan era finalmente arrivato.

V. La cavalcata dei Rohirrim

Nella trasposizione, a questo punto, l’esercito di Rohan è già fuori da Minas Tirith schierato e pronto per lanciarsi nella battaglia.

Nel romanzo, invece, sono ancora a un giorno di marcia dalla città.

  • Quando il capitolo comincia torniamo da Merry che se ne sta steso per terra sotto la coperta del cavaliere che l’aveva caricato.
    • Come avevamo già visto, infatti, Merry non deve farsi vedere dagli altri e ancora non sa chi sia il suo benefattore che lo sta aiutando a infiltrarsi in battaglia.

Nel film li vediamo subito arrivare in battaglia, nel libro, però ci vorranno molte pagine di viaggio per arrivare a Minas Tirith, ovviamente trovate le parti più interessanti nelle curiosità.

  • Prendono una deviazione per aggirare i nemici e si fermano ancora una volta a riposare.
    • Una delle vedette torna indietro con una notizia terribile: il messaggero che avrebbe dovuto dire a Minas Tirith che l’esercito di Rohan era in arrivo era stato ucciso dai nemici.
      • Capiscono, quindi, che Minas Tirith non sa che presto arriveranno ad aiutarla.
  • Il capitolo si conclude proprio con l’attacco a sorpresa di Rohan contro l’esercito di Orchi.
VI. La battaglia dei campi del Pelennor
  • L’esercito di Théoden attacca, nel film la scena è molto più lunga e vediamo anche cosa stanno facendo Merry e Éowyn.
    • Nel romanzo tutta la descrizione fino alla caduta di Théoden dura solo un paio di pagine.
      • Quando il re cade, Éowyn si lancia a terra da lui piangendo, ma quando accade, noi lettori non sappiamo ancora che sia lei: “…il giovane Dernhelm, fedele nonostante la paura; e piangeva, poiché amava il suo signore come un padre.
    • Dopo questa frase torniamo indietro e vediamo cos’è successo a Dernhelm (Éowyn) e a Merry.
      • Merry è a terra nel panico, dopo che entrambi sono stati disarcionati, e sente Dernhelm gridare contro un Nazgûl la frase “Ma io non sono un uomo […]. Stai parlando con una donna!”
        • Questa frase è presa pari pari dal romanzo.
          • Ed è proprio grazie a questa frase che scopriamo che Dernhelm in realtà è Éowyn.
        • Il drago lo decapita dopo questa rivelazione, però.
      • Dopo di che, come nel film, Merry corre in suo aiuto e insieme mettono k.o. il Nazgûl… che non si disintegra tipo lattina schiacciata, ma semplicemente la corona si toglie, i vestiti ricadono a terra vuoti.

Nel film vediamo la battaglia da molti punti di vista insieme, ovviamente, nel romanzo prosegue in modo molto più lineare e semplice.

  • Infatti, continuiamo a vedere la stessa scena anche dopo la morte del Nazgûl: nel film è Éowyn ad accorrere da Théoden, nel romanzo è Merry ad andare da lui.
    • Éowyn, infatti, è svenuta dopo aver battuto il Nazgûl.
      • Théoden dice che sta per unirsi ai suoi padri, Merry si scusa per aver disobbedito, il re lo perdona e chiede di Éomer e Éowyn.
  • Proprio in quel momento si sente il fragore dei corni e delle trombe, Merry vede Éomer combattere valorosamente e avvicinarsi a loro.
    • Quando si accorge del re, va da lui. Théoden lo saluta come nuovo Re del Mark e si muore dicendo di salutare Éowyn, senza accorgersi che lei era sdraiata poco lontano.
      • Éoden ordina ai suoi uomini di restare con lui e portare via il suo corpo con onore.
        • Subito dopo, guardando tra i caduti, scorge sua sorella e accorre da lei. Vedendola così ordina la carica contro i nemici.
  • Merry non verrà trovato svenuto dopo da Pipino, ma accompagna il corteo di re Théoden e di Éowyn.
    • Si avvicina a loro Imrahil, Principe di Dol Amroth, e quando vede Éowyn si sorprende che lascino combattere anche le donne, gli spiegano chi sia e Imrahil si china per guardarla più da vicino.
      • A quel punto sente il suo respiro e capisce che non è morta, ma soltanto ferita, così manda un uomo a chiamare i soccorsi e riparte per la battaglia.

  • La battaglia prosegue ancora e Aragorn non si vedrà per altre tre pagine per poi fare il suo ingresso trionfale alla fine del capitolo, con la Stella di Elendil che gli brillava sulla fronte.
    • E la battaglia prosegue duramente.
      • Non vi immaginate chissà quante descrizioni dettagliate: dall’arrivo di Aragorn alla fine del capitolo in cui vediamo la battaglia passa circa mezza pagina in cui ci viene detto in breve che riescono a vincere.
        • Il film è molto più approfondito per quanto riguarda gli scontri.
VII. Il rogo di Denethor

Abbiamo visto che nel film a questo punto Pipino e Gandalf sono già tornati in battaglia, dopo aver evitato che Faramir venisse cotto allo spiedo ancora prima di morire.

Nel libro questi due avvenimenti proseguono in contemporanea, quindi mentre nel capitolo V Pipino correva per avvertire Gandalf, fuori dalle mura, nel capitolo VI, la battaglia proseguiva, come avete appena letto.

Avevamo lasciato Pipino che arrivava da Gandalf per avvertirlo dell’amore per la griglia di Denethor.

Andiamo alle differenze del capitolo che comincia esattamente con Pipino che raggiunge Gandalf e lo chiama in soccorso.

  • Innanzitutto nel libro, appena Gandalf vede Pipino gli chiede cosa ci faccia lì.
    • Questo perché Pipino fa parte della corte di Denethor e i membri della corte durante un attacco devono rimanere chiusi nella cittadella.
      • Sei un po’ una rottura Signor Gandalf, possiamo dirlo?
  • In ogni caso, Pipino gli dice della grigliata di Ferragosto che sta imbastendo Denethor, così Gandalf corre per fermarlo.
  • Nella versione estesa del film, un Cavaliere Nero con un drago si para loro davanti.
    • Distrugge il bastone di Gandalf, lo fa cadere a terra ed è pronto a dargli il colpo di grazia ma…
      • Ma suonano le trombe perché sta arrivando l’esercito di Rohan, quindi lui prende e se ne va.

La devo davvero commentare questa scena?

Devo dire che NON esiste nel libro o ci arriviamo da soli che è una cazzata enorme?

Sei a un passo dal dare il colpo di grazia allo stregone più potente che esista e tu te ne vai perché sta arrivando un altro esercito?

Quale sarebbe la logica? Voglio saperlo!

Un film di quattro ore e mezzo per inserire scene del genere… io non so che pensare.

Le differenze! Concentriamoci!

Immaginatevi tutta la scena senza Ombromanto, infatti il cavallo è ancora nelle stalle tranquillo e beato, perché nella città non si può accedere con le cavalcature.

  • Vi ricordo che Pipino aveva chiesto a una guardia sua amica, Beregond, di impedire ai servitori di Denethor di entrare da Faramir, così da dargli il tempo di chiamare Gandalf.
    • È proprio così che trovano Beregond quando arrivano: sta combattendo con le guardie di Denethor. Solo sull’ultimo gradino prima dell’ingresso, contro i servitori di Denethor già pronti con le torce.
      • Nel film questi ultimi sono già dentro.
  • Una volta entrato, Gandalf vede Denethor , in una stanza adiacente a quella del rogo, non in piedi su di esso.
    • Gli chiede cosa ci faccia Denethor nella Casa dei Morti e parafrasando Denethor gli risponde: “Il palazzo è mio, faccio quello che voglio io!!” (potete anche immaginarlo che sbatta i piedi a terra, in ogni caso molto meno wow di com’è la scena nel film).
      • Gandalf gli chiede dove sia Faramir e il regnante risponde che sta già bruciando.
    • A questa notizia Gandalf, Pipino e Beregond si precipitano da Faramir, scaraventando via Denethor , ma il falò non era ancora stato acceso.
      • Nel film vediamo Pipino lanciarsi nel fuoco per salvare Faramir, nel romanzo è sempre Gandalf che salta a salvarlo.
        • Gandalf prende tra le braccia Faramir, nel romanzo, il ragazzo dice il nome di suo padre e questo fa risvegliare Denethor dall’ipnosi, ma comunque vorrebbe morire insieme a suo figlio perché ritiene che la battaglia sia ormai persa.
  • Denethor non viene spinto nel rogo da Gandalf, per poi fare la torcia umana e lanciarsi giù, come vediamo nella trasposizione.
    • Sta inveendo contro Gandalf perché pensa che lui voglia comandare al suo posto, poi ordina ai suoi servitori di andare da lui, prende la torcia da uno di loro, lancia il tizzone sulla legna del falò e ci si sdraia dentro, dopo aver spezzato il bastone da sovraintendente.
      • Dopo il grido di Denethor , che comunque rimane sdraiato nel falò, Gandalf dice la frase che c’è anche nel film: “Così è scomparso Denethor, figlio di Ecthelion”

Nel film torniamo a vedere la battaglia, nel libro, invece, rimaniamo ancora con Gandalf, Pipino e Beregond.

  • Faramir viene portato alle Case di Guarigione, il soldato si rammarica di aver dovuto uccidere dei servitori per impedire loro di entrare da Denethor.
    • Gandalf sale sulle mura per dire agli altri che cos’è successo (Curiosità).

Il capitolo si conclude con la pioggia che spegne i fuochi e Gandalf e Pipino che scendono nella città bassa.

VIII. Le case di guarigione

Nel film siamo alla fine della battaglia, così torniamo da Sam alle prese col salvataggio di Frodo (questa parte la vedremo nel Libro VI). Dopo di che torniamo a Minas Tirith dove Gandal sta già discutendo con Aragorn e gli altri di quale sarà la prossima mossa.

Non è ancora il momento!

In questo capitolo la battaglia non è ancora finita, ma noi non la seguiamo.

Vediamo, invece, Merry che entra a Minas Tirith scortando Éowyn e Théoden.

  • Proprio alle porte della città, Pipino lo raggiunge.
    • Il re e Éowyn sono stati portati alla cittadella, ma Merry doveva aver sbagliato strada, esausto com’era, per questo Pipino era tornato indietro a cercarlo.
      • Merry è rimasto ferito e non riesce a muovere il braccio da quando ha colpito il Cavaliere, così Pipino lo aiuta e lo porta alle Case di Guarigione.
  • Mentre la battaglia fuori continua, Gandalf si occupa dei feriti, facendosi raccontare come stesse andando la battaglia.

  • In tutto ciò, Aragorn non sa ancora che cosa sia successo e si rifiuta di entrare a Minas Tirith in qualità di sovrano finché la battaglia non è finita o senza uno specifico invito da parte di Derenthor.
    • Decide che lui e i suoi uomini si accamperanno fuori, intanto Éomer e Imrahil salgono alla cittadella per cercare il Sovrintendente.
      • Quando arrivano, ovviamente, non trovando Denethor vengono mandati alle Case di Guarigione da Gandalf.
        • Lo trovano accanto a una figura con un mantello grigio.
          • Venendo a sapere della morte di Denethor e che Faramir era ancora in punto di morte, Imrahil pensa di andare a chiamare Aragorn che, sorpresa, era l’uomo col manto grigio… che burlone! Non potevi andare a cercare i due disgraziati che avevi mandato dentro?
    • Gandalf era andato a chiamarlo e lui era entrato non come Aragorn figlio di… ma come Capitano dei Dúnedain e vuole che sia Gandalf a governare finché la guerra non sarebbe finita.
      • Ha chiamato Aragorn perché solo lui poteva curare i feriti.
IX. L’ultima discussione
  • Gimli e Legolas vanno a chiamare il principe Imrahil perché Aragorn ha indetto una riunione, ma non vuole entrare di nuovo in città.

In questo capitolo Legolas, Gimli, Merry e Pipino si incontrano e si raccontano di com’è andata la battaglia.

Molte delle informazioni che abbiamo noi lettori in merito agli scontri e a com’è andata con l’esercito di morti derivano proprio da questo pezzo, non abbiamo assistito direttamente.


Tutta la parte dei racconti la potete trovare nelle Curiosità, adesso andiamo alla discussione che è presente anche nel film:

  • Alla discussione sono presenti tutti i capitani, Legolas e Gimli non ci sono.
    • Gandalf li mette al corrente della missione di Frodo e dell’unica speranza che hanno di sconfiggere Sauron.
  • Nella trasposizione la prima cosa di cui si preoccupa Gandalf è di aver mandato a morire Frodo perché lo ha perso di vista e si ritroverà addosso orde di Orchi.
    • Gandalf, nel romanzo, dopo essersi separato da Frodo, non ha più saputo dove fosse, è venuto a conoscenza della strada che aveva preso da Faramir, quindi non è che si preoccupa solo a questo punto di dove sia andato, ma non sa altro.
  • Nel libro riprende le preoccupazioni di Denthor che aveva guardato nel palantìr: infatti nonostante Sauron gli ha fatto vedere ciò che voleva, la pietra non dice delle bugie.
    • Le forze del nemico sono troppo grandi per loro che hanno resistito a malapena al primo attacco.
      • Inoltre se Sauron entra in possesso dell’Anello qualsiasi loro speranza sarà vana.
  • Sauron non ha idea di dove sia l’Anello: è in dubbio sul fatto loro lo abbiano trovato e che sia proprio Aragorn a esserne venuto in possesso.
    • Nel film, nella versione estesa, solo a questo punto Aragorn si mostra a Sauron attraverso la Pietra di Orthanc,
      • Nel romanzo lo aveva già fatto prima di partire alla volta di Minas Tirith, proprio per attirare la sua attenzione lontano da Mordor e aiutare Frodo e Sam nel loro viaggio.
        • Inoltre la spada riforgiata, la sconfitta del suo capitano e la battaglia vinta sono tutti segni che fanno aumentare il suo dubbio sul possesso dell’Anello.
  • Così arrivano alla stessa idea del film: distrarlo ancora in modo da dare un po’ più di tempo a Frodo.

Nel film la partenza sembra immediata, nel romanzo decidono di partire due giorni dopo alla volta del Cancello Nero.

X. Il Cancello Nero si apre
  • Merry e Éowyn nel romanzo vengono obbligati a rimanere a Minas Tirith a riposare.

Siamo quasi al finale della trasposizione: nel film si alternano scene dell’esercito guidato da Aragorn con quelle di Frodo e vediamo proprio come l’Occhio di Sauron si distoglie da loro grazie all’arrivo dell’esercito.

Nel romanzo noi seguiamo solo e soltanto Aragorn, di Frodo e Sam non sappiamo niente da quando Frodo era stato portato via dagli Orchi e rinchiuso.

Questo rende possibile un momento di suspense che è stato riportato solo nella versione estesa.

Nel film “breve” vediamo Aragorn insieme a Gandalf e gli altri capitani avvicinarsi al cancello, si sente il rumore della porta che si apre e loro tornano indietro con lo sfondo dell’esercito di Orchi che li attacca.

Vediamo cosa accade nel romanzo e nella versione estesa:

  • Nel film si presenta solo un cavaliere, nel libro un gruppo di ambasciatori a portare un messaggio da parte di Sauron.
    • Il Gandalf della trasposizione perde subito la pazienza e gli dice che non sono venuti a trattare, quello del libro sgrida l’ambasciatore per l’insolenza, ma poi si dimostra disposto ad ascoltare.
      • L’ambasciatore mostra loro degli oggetti: nel film mostra solo la cotta di maglia che portava Frodo, nel romanzo parte dalla spada di Sam, un manto grigio e la spilla elfica e infine, la cotta di maglia.

Ora: nel romanzo questa scena ha un senso perché noi non abbiamo idea di cosa sia successo a Frodo ed è plausibile pensare che sia successo qualcosa di brutto.

Nel film le due storie proseguono di pari passo e sappiamo che Frodo è scappato!

Lo sappiamo già! Perché fare questa scena per poi tagliarla?

Sono felice di aver visto la versione breve la prima volta perché avrei buttato ore della mia vita così!

  • Pipino fa per balzare in avanti e dire qualcosa, ma Gandalf, nel libro, lo zittisce prima che possa dire qualunque cosa. Nel film dice “Frodo”, ma il risultato è lo stesso.
    • L’ambasciatore capisce che hanno riconosciuto quegli oggetti.
      • Gandalf non nega, ma capisce il suo bluff e che l’ambasciatore non sa che significato abbiano.
        • Infatti pensa che si tratti di una spia che a loro non dispiaccia perdere e dice che il destino del prigioniero dipende da loro e gli dà delle condizioni.
          • Territori che devono dare a Mordor, sciogliere l’esercito, le solite cose.
  • Nel film si vede Gandalf con gli occhi lucidi… ma per piacere!
    • Lo stregone mantiene la sua compostezza e chiede se Sauron abbia perso le speranza dopo la sconfitta se deve chiedere tutte queste cose come parte di uno scambio.
      • Chiede di vedere il prigioniero prima di esaminare le richieste.
  • Nella trasposizione, la cotta di maglia è stata lanciata a Gandalf, nel romanzo no.
    • A queste parole, l’ambasciatore risponde che l’offerta è quella “prendere o lasciare”.
      • Così Gandalf si fa avanti, sfodera la spada e gli sfila di mano gli oggetti di mano: “Prenderemo questi!”.
        • Poi se ne tornano indietro dall’esercito, rifiutando l’offerta.
  • A quel punto parte direttamente l’attacco di Sauron che si era preparato per coglierli di sorpresa.
    • Nelle ultime righe assistiamo ai pensieri di Pipino che si rammarica che la sua storia debba finire in quel modo.
    • Mentre qualcuno avvista le aquile.

Il capitolo e il Libro Quinto finiscono così e noi torniamo indietro col Libro Sesto e finalmente vediamo che cosa accade a Sam e Frodo alla Torre di Cirith Ungol!

Potete leggere anche:
Dal libro al film: Le Due Torri (Libro Quarto)
Curiosità: Le Due Torri (Libro Quarto)
Dal libro al film: Il Ritorno del Re (Libro Terzo e Libro Quinto)

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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