Dal libro al film: La Compagnia dell’Anello (Libro Primo)

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Dal libro al film: Il Signore degli Anelli
La Compagnia dell’Anello (Libro Primo)

Introduzione

Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings) è stato scritto tra il 1937 e il 1949 da J.R.R. Tolkien.

Si tratta di un’opera unica, una storia suddivisa in sei libri, ma che è stata pubblicata in tre volumi, tra il 1954 e il 1955: La Compagnia dell’Anello, Le due torri e Il ritorno del re.

Nonostante questa trilogia sia la più famosa, la storia continua da dove si è interrotto Lo Hobbit del 1937.

Tra il 2001 e il 2003 escono le tre trasposizioni cinematografiche dei tre libri che compongono Il Signore degli Anelli.

Esattamente come i libri, tutti e tre i film diretti da Peter Jackson sono stati girati simultaneamente in Nuova Zelanda e hanno richiesto ben otto anni di lavoro.

Premesse prima di imbarcarci in questa impresa titaniche e che rimando da anni

Questo articolo è a dir poco utopistico.

Se conoscete questo genere di articoli, saprete che io scrivo, o cerco di scrivere, ogni minima differenza tra i libri e le trasposizioni cinematografiche.

Il Signore degli Anelli è un’opera talmente grande e complessa che è impossibile riuscire a scrivere tutto e soprattutto gli articoli sarebbero talmente lunghi da essere illeggibili.

Già così non scherziamo.

Ho deciso, quindi, di riportare le differenze più grandi che esistono tra le due versioni.

Per facilitarmi il compito, terrò la divisione in libri, creando più articoli e dividerò le varie parti seguendo l’andamento dei capitoli del libro.

Prima di cominciare alcune NOTE: ho deciso di non tenere in considerazione le versioni estese dei film, quindi le parti presenti in quelle pellicole, ma eliminate dalla versione “breve”, le citerò nel corso delle differenze.

Voglio precisare che a me la storia, sia versione film che versione libro, è piaciuta, quindi tutte le battute che seguono non hanno niente a che fare con la mia opinione e non sono da leggere come una critica.

Ultima nota: io ho recuperato questa saga solamente quest’anno. Ho guardato tutti i film e ho letto i libri per la prima volta, senza saperne assolutamente niente.

Il mio approccio, quindi, è da totale ignorante e da persona che scopre tutto per la primissima volta.

Questo articolo è rivolto, ovviamente, a tutti coloro a cui è piaciuta la saga cinematografica, ma che non hanno avuto voglia di affrontare quei mattoni spaventosi che sono i romanzi.

Vi capisco.

Qui trovate le Curiosità del Libro Primo della Compagnia dell’Anello, ovvero tutto ciò che è interessante, ma che è stato escluso da questo articolo.

Differenze

Il film comincia con la voce fuori campo che ci racconta degli Anelli del Potere e di cosa è accaduto all’Unico Anello e al suo potente e terrificante proprietario.

Il romanzo si apre con un lungo prologo in cui Tolkien ci fa un gentile riassunto della situazione della Terra di Mezzo, ci spiega chi sono gli Hobbit, ci racconta alcuni dei loro usi e costumi (come l’abuso di sostanze psicotrope) e ci fa un excursus su come Bilbo sia entrato in possesso dell’Anello.

Parti del libro che io avrei ignorato, ma che ho letto sotto minaccia.

Grazie per la minaccia, è stato molto utile, ma le Appendici non le leggerò mai!


I. Una festa a lungo attesa

Passiamo al Capitolo 1 che tratta, come il film, il compleanno di Bilbo (come per le altre trasposizioni, ho voluto racchiudere qualche Curiosità).

Il film si apre con Frodo che va ad accogliere Gandalf ancora per strada e insieme raggiungono casa Bilbo.

  • Nel romanzo, un gruppo di piccoli Hobbit insegue il carro di Gandalf fino alla casa di Bilbo perché hanno sentito che il mago avrebbe portato con sé dei fuochi d’artificio per la festa.
    • Dopo aver scaricato il carro, aiutato da dei Nani, Gandalf manda via i bambini con qualche spicciolo ed entra con Bilbo.

  • Merry e Pipino non fanno la loro comparsa stile gemelli Weasley durante la festa.
    • L’enorme drago rosso fatto di fuochi d’artificio non viene scatenato per errore da una loro marachella, ma è la degna conclusione dello spettacolo pirotecnico che Gandalf ha regalato a Bilbo.
      • Merry comparirà per la prima volta nel libro solo dopo la partenza di Bilbo.
        • Ovviamente partecipava alla festa, come Pipino, come Sam (come tutta Hobbiville), ma verranno tutti citati solo molte pagine dopo.

Passiamo all’evento clou della festa: il discorso di Bilbo e la sua sparizione grazie all’Anello.

Nel film lo vediamo sparire sotto gli occhi di tutti e subito dopo viene inquadrato Gandalf che sembra capire in qual momento come ha fatto.

Nel romanzo:

Scese dalla sedia e scomparve. Una luce accecante abbagliò per un attimo gli invitati. Quando aprirono gli occhi, non c’era più traccia di Bilbo. Centoquarantaquattro Hobbit stralunati caddero a sedere.

  • Il lampo era stato provocato da Gandalf che aveva già capito le intenzioni di Bilbo e si è assicurato che l’Anello rimanesse segreto.
  • Nel libro, prima che Gandalf raggiunga Bilbo a casa dopo la festa, Bilbo aveva già chiuso l’Anello in una busta indirizzata a Frodo.
    • Prima la mette sulla mensola del camino poi ci ripensa e si intasca la busta… almeno finché lo stregone non torna sull’argomento.,
      • Infatti, Gandalf ne aveva già parlato con Bilbo e lo aveva convinto a lasciarlo a Frodo.
  • Se nel film dobbiamo aspettare il terzo capitolo per conoscere la verità su Bilbo e Gollum, nel libro la conosciamo dal prologo e, inoltre, nel primo capitolo del libro Bilbo parla di lui come ex proprietario dell’Anello.

Bilbo sta per andarsene, Gandalf gli fa notare che ha ancora l’Anello in tasca.

  • Nel romanzo, come abbiamo detto, l’Anello è già dentro la busta e Bilbo lo sta per consegnare a Gandalf insieme al testamento e ad altri documenti, non lo butta a terra come nel film.
    • Gandalf gli dice di metterlo direttamente sul camino:

Bilbo tolse dalla tasca la busta, ma mentre stava per posarla vicino all’orologio, la sua mano si ritirò bruscamente e il pacchetto cadde per terra. Prima che potesse raccoglierlo, lo stregone si chinò a prenderlo e lo mise a posto. Di nuovo la rabbia contrasse per un attimo il viso dello Hobbit, ma poi lasciò il posto a un’espressione di sollievo e a una risata.

“Un’altra cosa fatta!”, disse. “Ora sì che posso partire!”.

  • Dopo di che, Gandalf lo accompagna alla porta e Bilbo parte insieme a tre Nani, non da solo.

L’Anello è già nella sua bella bustina sopra al camino, quindi Frodo non ci inciampa sopra quando torna a casa poco dopo.

  • Quando torna Frodo, Gandalf si limita a mostrargli la busta con il testamento e a raccomandarsi di tenere al sicuro l’Anello e possibilmente non usarlo (sempre con molta più calma rispetto al film a mio parere).
    • Dopo di che se ne va, per tornare solo la sera successiva.

  • Il giorno dopo, Gandalf vuole sapere cosa Bilbo gli abbia raccontato dell’Anello.
    • Ebbene a Frodo, Bilbo ha raccontato la verità su come ha trovato l’Anello e lo ha portato via a Gollum.
      • Frodo non ha mai capito perché Bilbo abbia mentito agli altri, soprattutto perché non è da lui.
      • Gandalf non aggiunge molto altro e parte.
II. L’ombra del passato

Nel film, lasciamo la Contea subito dopo la partenza di Gandalf e voliamo fino a Mordor, dove il povero Gollum viene seviziato e i Nazgûl partono alla ricerca di Bilbo e dell’Anello.

Nel romanzo, invece, resteremo per tutto il primo libro con Frodo.

  • Nella trasposizione sembra accadere tutto molto in fretta, nell’arco di mesi, se non giorni. Nel romanzo, al contrario, passano anni senza che Frodo abbia notizie di Gandalf, per questo motivo inizia a raccogliere informazioni:
    • Vede Elfi e Nani che stranamente passano per la Contea per dirigersi a ovest.
      • Tra le parole che gli si sentivano pronunciare c’erano “il Nemico” e “la Terra di Mordor”
    • Viene a sapere che la Torre Oscura era stata ricostruita e che in tutto l’est e nel sud imperversavano guerre, gli Orchi si moltiplicavano e i Troll erano diventati astuti e dotati di armi spaventose.
  • Gandalf torna nella Contea tre anni dopo la festa di Bilbo, poi per due anni la visita spesso, dopo di che passano ben nove anni prima che Gandalf torni a farsi vivo.
    • In pratica Frodo ha quasi cinquant’anni quando il viaggio inizia.
  • E no. Frodo non si ritrova Gandalf in casa, così a caso, come un senza tetto che cerca di appropriarsi dei tuoi averi, stendendoti con un infarto.
    • Una sera, bussa alla porta e Frodo lo accoglie: come gli stregoni normali.
      • Gandalf arriva, ma solo la mattina successiva gli inizia a spiegare cosa sono gli Anelli del Potere e i suoi sospetti su quello che aveva Bilbo e, infatti, Sam si trova a origliare perché sta lavorando in giardino, come al solito.
  • Solo in questo capitolo abbiamo tutta la storia degli Anelli e della loro distribuzione tra i vari popoli, storia che nel film ci viene raccontata all’inizio dalla signorina fuori campo.
    • Scopriamo anche la verità su Gollum e Sméagol, visto che è proprio Gandalf a raccontarla a Frodo in questo punto (nelle curiosità per saperne di più).
  • Gollum, dopo aver perso l’Anello, lasciò la sua grotta per cercare Bilbo, arrivando a Bosco Atro.
    • Fu proprio lì che lo trovò Gandalf: anche se non abbia ricavato molte certezze da lui… vai tu a capire cosa sta dicendo uno che parla costantemente con la sua altra personalità, dicendo cose assurde che neanche il peggior negazionista sulla piazza.
      • Gandalf lascia perdere Gollum perché anche lui ha da fare: quando lo ritroverà, molti anni dopo, anche grazie a Aragorn, è chiaro che Gollum abbia fatto un bel viaggetto a Mordor.

Questa è la prima volta che, nel libro, sentiamo nominare Aragorn.


È arrivato il momento di darsela a gambe e portare l’Anello lontano dalla Contea quindi gli avvenimento tornano a essere come nel film?

Manco per niente.

Intanto, ancora una volta, al signor Gandalf del film serve una dose doppia di camomilla in vena.

  • Nel libro, sta parlando con Frodo riguardo alla sua partenza e pensa che dovrebbe avere un compagno.
    • Sente singhiozzare dalla finestra e si allunga fuori per e tirare su Sam per un orecchio e, come nel film, gli comunica che partirà con Frodo.
      • Sam ama gli Elfi, quindi è super contento di poter partire e poterli finalmente vedere.

Quindi adesso partono!

Finalmente, siamo a pagina 120!

No… Non così in fretta, caro il mio frettoloso.

III. In tre si è in compagnia
  • Passano altre tre settimane e Frodo neanche si prepara a partire.
    • Decidono di stabilire la partenza in autunno (per essere chiari siamo ad aprile!)

Quando si dice essere un procrastinatore seriale…

  • Gandalf partirà dalla Contea a giugno, con la promessa di tornare per la festa di addio di Frodo, a settembre, e per accompagnarlo lungo la via.
    • Per non far sapere a nessuno che sta lasciando la Contea sparge la voce che si trasferirà nelle campagne di Buckburgo.
      • Con l’aiuto di Merry aveva comprato una casa a Crifosso nella Terra di Buck, il confine orientale della Contea e dove Frodo aveva passato l’infanzia.
  • A metà settembre, Merry parte insieme a un altro Hobbit per arrivare a Crifosso di Frodo e sistemare casa.
    • Frodo, Sam e Pipino, invece, sarebbero partiti a piedi il giorno dopo, ancora stavano aspettando Gandalf che, però, non dava segni di vita che neanche Godot.

Noi, grazie al film, sappiamo che Gandalf ha avuto un piccolo contrattempo chiamato rapimento, ma, appunto, nel romanzo seguiamo solo Frodo e le sue brillanti idee.

Quindi:

  • A differenza del film, Merry e Pipino erano già considerati nel viaggio, non è che se li trascinano dietro A CASO.
    • Che poi, le loro famiglie non avranno chiamato l’equivalente Hobbit di Chi l’ha visto?, mi chiedo io… spariscono per mesi. Mah…
  • E seconda cosa, Frodo non ha capito la gravità della situazione perché:

Frodo aveva deciso di andare a piedi. Per fare un viaggio piacevole e poter dare allo stesso tempo un’ultima occhiata alla sua Contea, il piano di Frodo era di camminare con la massima calma da Hobbiville al Traghetto di Buckburgo.

La massima calma!

Hai gente che ti vuole fare la pelle in tutta la Terra di Mezzo e vuoi andare con la massima calma?

Avevi l’erba pipa nel cervello quando Gandalf spiegava?

Con calma vuole andare lui…

  • E arriviamo alla scena che vediamo anche nel film: verso il tramonto del loro primo giorno di cammino, sentono un rumore di zoccoli dietro di loro e decidono di nascondersi.
    • Il problema è che nel libro si nascondono senza un vero e proprio motivo… o meglio il motivo c’è, ma è questo:

Forse non è molto importante”, disse scusandosi, “ma preferirei non esser visto da nessuno qui per la strada. Non ne posso più della gente che spia, commenta e discute ogni mia azione. E se si tratta di Gandalf”, soggiunse dopo un attimo, “gli prepareremo una piccola sorpresa, per fargli pagare il ritardo. Presto, nascondiamoci subito!”.

Invece era un Nazgûl, quando si dice il culo, proprio.

  •  Nel film abbiamo visto la scena in cui un Nazgûl andava a importunare un povero Hobbit per chiedere di Baggins, nel libro è Sam a raccontarci questo avvenimento.
    • Una volta che il Cavaliere Nero si allontana, Sam si ricorda che la sera prima quando era tornato a casa, suo padre gli aveva detto: 

È venuto uno strano individuo a chiedere del signor Baggins di Casa Baggins. È appena andato via; l’ho spedito a Buckburgo, ma non mi piaceva affatto quel tipo. Sembrò arrabbiarsi un bel po’ quando gli dissi che il signor Baggins era partito per sempre. Mi sibilava in faccia, mi sibilava […] Alto e tutto nero e si curvava su di me. Mi sa tanto che era uno della Gente Alta venuto dall’estero.

Fingiamo di non accorgerci della xenofobia e andiamo avanti: nel film, dopo questo incontro col Nazgûl, arriviamo veloci e spediti all’attraversamento del fiume (sempre col cattivone che li insegue) e dopo al Puledro Impennato, dove i nostri eroi incontreranno Grampasso.

Mettetevi comodi, perché passerà all’incirca metà libro prima di avvicinarci a questo pezzo.

  • Più tardi devono nascondersi nuovamente dal cavaliere, ma fortunatamente per loro incontrano un gruppo di Elfi, guidati da Gildor Inglorion della Casa di Finrod.
    • Nella versione estesa una parte di questa scena è presente, ma Frodo e Sam, ancora in viaggio da soli, li guardano solo da lontano.
  • Sentendo nominare i Cavalieri Neri, gli Elfi li invitano a fare la strada con loro e a passare la notte insieme.

Non so se continuare a inneggiare al culo o richiamare direttamente Manzoni con la Divina Provvidenza.

IV. Una scorciatoia che porta ai funghi
  • Partiti dall’accampamento degli Elfi, Frodo, Sam e Pipino camminano tutta la giornata senza più imbattersi nel Cavaliere Nero e arrivano a casa di un Hobbit: il “vecchio Maggot”.
    • Scoprono che il Cavaliere Nero si era fermato da lui poco tempo prima proprio a chiedere informazioni su Baggins
    • Maggot, così, si offre di accompagnarli a prendere il traghetto col suo carro… dopo una bella cena, ovviamente.
  • A poche miglia dal traghetto, sentono rumore di zoccoli davanti a loro, fermano il carro e fanno nascondere Frodo.
    • E… a chiedere a Maggot se avesse visto il signor Baggins è solo Merry, uscito per andare a cercare i suoi amici che tardavano ad arrivare.
      • Così raggiungono il traghetto, senza dovercisi buttare sopra di corsa per salvarsi dal Nazgûl.

Inutile dire che per la traversata che nel film dura cinque secondi, nel libro servono almeno due pagine, giusto?

Giusto.

Ma non mi sto lamentando, lo giuro!

Lo dico solo per dovere di cronaca… giuro…

V. Una congiura smascherata
  • Arrivati dall’altra parte, guardano verso la riva opposta e vedono una figura nera a carponi.
    • Quindi, effettivamente il Cavaliere Nero era alle loro calcagna
      • Hanno movimentato un po’ il tutto nel film, capisco.

Nel film siamo al momento in cui arrivano al Puledro Impennato, nel romanzo arrivano a Crifosso nella nuova casa di Frodo, ancora nella Contea.

  • A questo punto del romanzo (quasi 200 pagine), Frodo non ha ancora detto a Merry e Pipino che il vero scopo non era trasferirsi, ma lasciare la Contea.
    • Frodo avvia il discorso, ma Merry lo ferma, rivelando che avevano già capito tutto e che sarebbero andati con lui.

Ti sentivamo ogni momento borbottare: ‘Chissà se rivedrò mai più stendersi ai miei piedi questa valle!’ e altre cose simili.

L’ho già detto che Frodo non si dimostra una cima?

  • Non solo hanno capito che Frodo doveva partire, ma sanno anche che ha a che fare con l’Anello.

“Mio caro vecchio Hobbit, non ti accorgi degli amici ficcanaso. È da anni che sono al corrente dell’esistenza dell’Anello, da prima che Bilbo partisse, per essere più precisi; ma poiché evidentemente egli lo considerava un segreto, mi sono tenuto per me la mia scoperta, fin quando formammo il nostro complotto.

  • Merry era anche riuscito a dare qualche sbirciata al libro di Bilbo prima che questo partisse.
  • Pipino, Merry, Frodo e Sam lasciano Crifosso nelle mani di Grassotto Bolgeri, che non aveva alcuna intenzione di avventurarsi nella Vecchia Foresta e al di fuori della Contea.
    • Il suo compito consisteva nell’occuparsi della casa e far credere a tutti che Frodo stesse abitando lì.
      • Oltre che dire a Gandalf dove si erano diretti gli altri, se lo stregone fosse passato di lì.

Ricordatevi di Grassotto, perché è il soggetto di una delle battute più brutte che si potessero leggere, ne riparleremo.

VI. La vecchia foresta
  • Il mattino successivo i quattro lasciano Crifosso con dei pony, non a piedi, per fortuna.

…Li hanno presi per fare Lo Hobbit, potevano noleggiarne un paio, invece che far vedere questi disgraziati camminare per metà della Terra di Mezzo a piedi!

  • Dieci pagine dopo, si sono persi nella foresta finché stanchi decidono di riposarsi a ridosso di un salice, vicino a un corso d’acqua.
    • Merry, Pipino e Frodo si addormentano, Sam non si fida granché di quel posto (impareranno ad ascoltare questo Hobbit prima o poi? Ovviamente no).
      • Va a vedere dove sono i pony, riesce a riacchiapparli prima che si allontanino troppo.
      • Dopo di che sente un suono sospetto, torna indietro e salva Frodo che era caduto in acqua stava per essere avvolto da una radice, senza opporre nessuna resistenza.
        • Ma c’è di più: Pipino era svanito, intrappolato in una fessura dell’albero che, intano si era richiusa.
        • Di Merry, invece, si vedevano solo le gambe, mentre il resto del corpo era serrato in un’altra fessura.
    • Per salvarli, pensano bene di accendere un fuoco e bruciare l’albero, ma questo inizia a stritolare Merry e Pipino.

Voglio solo sottolineare una piccola, cosa, irrisoria: NON SONO NEANCHE ARRIVATI A GRAN BURRONE E GIÀ RISCHIANO DI CREPARE!

  • Per fortuna, loro, non mia, arriva Tom Bombadil.
    • Potrei risparmiarvi l’inizio della sua canzone, ma invece no, la trovate nelle curiosità.
VII. Nella casa di Tom Bombadil

Morale della favola: siamo al settimo capitolo e i nostri “eroi” hanno già una lunga lista di benefattori che li hanno salvati nel loro viaggio che ancora non li ha portati neanche alla prima tappa.

  • Più tardi, nella casa di Tom Bombadil, scoprono che lui non li aveva sentiti urlare, ma era arrivato per caso.
    • Inoltre, vengono a sapere che tutti i sentieri della Foresta portano al Vecchio Uomo Salice Grigio: un potente cantore da cui la “gente piccolina” non ha modo di sfuggire.
  • Tom Bombadil sa già molto sul loro conto.
    • Parte delle informazioni erano arrivate sia dagli Elfi, incontrati da Sam, Frodo e Pipino, sia dal vecchio Maggot.
  • Chiede a Frodo di mostrargli l’Anello.
    • Tom se lo infila al mignolo, ma con stupore di tutti i presenti, non scompare.
      • Frodo è talmente sconvolto dalla cosa che si infila anche lui l’Anello, per essere sicuro che sia proprio il suo.
        • Scompare, si alza per andare verso la porta, ma viene richiamato da Tom che riesce comunque a vederlo, nonostante l’Anello.

Adesso so che Tom non è altro che Malocchio Moody.

Non mi convincerete mai del contrario!

  • Prima di mandarli a dormire, Tom spiega loro come fare a uscire dalla foresta senza bisogno di una balia…
    • perché lui ha le sue cose da fare con sua moglie, la figlia del fiume, non ha mica tempo da perdere a portare in giro degli scemi! (L’ultima parte è una battuta, ovviamente… ritirate i forconi).
VIII. Nebbia sui Tumulilande
  • Fanno letteralmente due passi fuori dalla casa di Bombadil che si ritrovano immersi nella nebbia e Frodo perde i suoi amici.

E questa è la parte facile del viaggio!

La

parte

FACILE!

  • Torna indietro e perde anche il pony.
  • E poi capisce che devono essere stati intrappolati da uno Spettro dei Tumuli e perde i sensi, vabbé lo faceva anche Dante, possiamo perdonarlo.
    • Quando si riprende, si rende conto che accanto a lui ci sono anche Merry, Sam e Pipino.
      • Si ritrovano circondati da tesori e con dei cerchi preziosi in testa e anelli e cinture d’oro.
  • Prima di finire ancora peggio di così, Frodo si mette a cantare la canzone di Tom che, ancora una volta, poveraccio, accorre per salvarli.

E giustamente, conscio del fatto che se li avesse lasciati, gli sarebbe toccato ritornare indietro per evitare che morissero, dice:

“Ehi amici! Tom viene con voi, per condurvi sani e salvi fino alla strada; […]”

Tom rise, dicendo che loro erano tanto abili nell’arte dello smarrirsi, che non si sarebbe sentito tranquillo finché non li avesse visti al sicuro oltre i confini della sua terra. “Ho tante cose da fare […] Tom non può star sempre accanto alle porte aperte e alle fessure dei salici. Tom deve badare alla sua casa, e Baccador aspetta”.

Io qui leggo solo una cosa: frustrazione.

  • Li lascia mangiare e va a prendere i tesori del Tumulo per romperne l’incantesimo, infatti, i tesori devono essere liberi di esser presi da chiunque.
    • Per ogni Hobbit sceglie un pugnale a forma di foglia e intarsiato di serpenti oro e rossi: lame forgiate dagli uomini dell’Ovesturia, nemici dell’Oscuro Signore.
  • Dopo di che, Tom Bombadil li accompagna fino alle pendici del Colle Brea e li lascia con le indicazioni per raggiungere Brea e Il Puledro Impennato.
IX. All’insegna del Puledro Impennato

E dopo una cosa come cinque capitoli, torniamo finalmente a ricongiungerci con il film e vediamo i nostri amici giungere FINALMENTE a Brea… sempre a cavallo dei pony.

Nel libro non è specificato che piova, e visto che Tolkien non può aggiungere dettagli post scriptum come la Rowling, affermo con discreta certezza che sia un’aggiunta drammatica e scenica del film.

Tra l’altro: non avete pensato a Gazza vedendo il guardiano alle porte di Brea?

Io sì. È lui dopo il licenziamento da Hogwarts.

  • Sam non vorrebbe fermarsi alla locanda, ma visto che è stata raccomandata loro da Bombadill, Frodo insiste.
    • Il Puledro Impennato appartiene a Omorzo Cactaceo e chiedono direttamente di lui.
      • Cactaceo chiede loro se vengano dalla Contea e:

[…] improvvisamente si batté la mano contro la fronte, come se cercasse di ricordarsi qualcosa che gli sfuggiva dalla mente. “Hobbit!”, esclamò, “Mi fa pensare a qualcosa, ma non saprei dire…”

  • Nel film quando Frodo si presenta come Sottocolle all’oste viene in mente Gandalf e il fatto che non lo veda da mesi, nel romanzo, invece, i loro nomi non gli dicono niente e li fa accomodare.
    • Mangiano in una saletta appartata e, solo dopo aver finito decidono di unirsi alla compagnia del locale (vi evito tutti i discorsi che sentono dagli altri commensali) e Frodo vede Grampasso.
      • Nel film sembra fissarlo, ma è talmente lontano che per quanto figo non potrebbe MAI sentirli parlare, nel romanzo “sedeva in ombra vicino al muro ascoltando attentamente la loro conversazione“.
      • Per questo motivo, Frodo chiede al signor Cactaceo chi sia.
    • Frodo si accorge che Grampasso lo sta guardando e il Ramingo a quel punto gli fa cenno di avvicinarsi.
      • No, niente giramento dell’Anello tra le mani e occhi da pesce lesso dopo una sniffata di cloroformio.
  • Frodo va da Grampasso che come prima cosa gli consiglia di tappare le bocche ai suoi amici perché girano tipi loschi.
    • Presi dall’ebrezza stanno raccontando storie della Contea, però Pipino NON grida ai quattro venti il nome di Frodo e Frodo non corre inciampando e facendo volare l’Anello che magicamente gli si infila al dito dopo un triplo carpiato.
      • Che scena ridicola, lo possiamo dire?
  • Pipino stava SOLO facendo un’imitazione del discorso di Bilbo e stava raccontando della sua scomparsa.
    • Ma Frodo è urtato dalla raccomandazione di Grampasso: “La storia era del tutto innocua”.
  • Due secondi di riflessione dopo, Frodo si rende conto che forse la gente l’aveva già sentita quella storia e avrebbe riportato facilmente alla mente il nome “Baggins”.

Quindi cosa fa Frodo per evitare che Pipino attiri così tanto l’attenzione?

Frodo saltò in piedi e con un balzo fu ritto su di un tavolo, mettendosi a parlare.

…sto rivalutando il triplo carpiato dell’Anello e la faccia da cloroformio.

  • A questo punto, sentendosi un imbecille, si mette a giocherellare con l’Anello nella sua tasca perché giustamente vorrebbe scomparire, come le adolescenti che dichiarano il proprio amore in un impeto di ormoni a uno che non sa nemmeno il loro nome.
    • Per uscire dall’imbarazzo, Frodo si mette a cantare… abbiamo concetti diversi di “uscire dall’imbarazzo”
    • Per fortuna si becca un applauso e una birra.

Vi ricordate che ho detto che la scena del film era ridicola?

È pure peggio nel libro.

  • Frodo si rimette a cantare e nell’apice del successo, intontito dalla birra, salta come una cavalletta ubriaca e… e niente cade, è in coma etilico ormai!
    • Aveva ancora la mano in tasca che giocava con l’Anello e quindi gli si infila al dito.
      • Per fortuna è un libro, quindi non possiamo vedere l’Anello che si esibisce come un tuffatore olimpico.
    • Niente visioni di occhi, cavalieri, rumore straziante, ma solo una enorme e profonda vergogna ghermiscono Frodo dopo questa colossale figura di merda.

Frodo si sentiva un idiota. Non sapendo che cosa fare, strisciò sotto i tavoli fino all’angolo buio dove si trovava Grampasso.

  • A questo punto, Grampasso lo sgrida, come nel film, ma visto che Frodo fa finta di nulla, per fargli capire che sa, lo chiama Baggins e gli dice che vuole parlare con lui… non lo trascina come un sacco di patate.
    • Vabbé che è basso, ma un po’ di rispetto!

Le chiacchiere sulla sparizione continuano per un po’ e Cactaceo continua a dire che deve essersene andato e che non può essere sparito come dicono… due pagine per questo… due pagine.

Ok, andiamo avanti.

X. Grampasso

Sebbene la presentazione nel film con Grampasso che si leva il cappuccio, mostrando i suoi capelli spettinati da casanova ecc… abbia fatto sicuramente scaldare gli animi e altre parti che non menziono, dell’esiguo pubblico femminile, nel libro non c’è niente di simile.

  • Frodo, Pipino e Sam tornano nella loro stanza, Grampasso li sta aspettando nel buio: quindi no, i suoi amici non devono andare a salvarlo, come nel film.
  • Grampasso dice che ha informazioni utili, ma che per rivelarle c’è un prezzo da pagare: portarlo con loro finché lo dice lui.
    • Rivela di averli seguiti da fuori Brea, dopo averli sentiti pronunciare il nome di Baggins e dice loro che lui era lì proprio alla ricerca di Frodo che il loro segreto lo conosceva già e che era pure più bravo di loro a mantenerlo.

A questo punto, nel film, è già tutto deciso, arrivano i Nazgûl e entrano alla locanda. 

Un minuto di silenzio per il guardiano del villaggio schiacciato da una porta… non lo vediamo accadere nel libro, ma hey, potrebbe essere successo, chissà cosa passava per la mente di Tolkien.

Ma secondo voi, esiste una scena così corta e veloce nel libro? Dai…

Nel libro siamo ancora in camera con Grampasso e con gli Hobbit che non si fidano di lui.

  • Non sono tutti favorevoli a portarsi Grampasso dietro e, mentre discutono, arriva Cactaceo.
    • Inizia a scusarsi e confessa di essersi dimenticato di una richiesta di Gandalf fatta tre mesi prima, mandare una lettera nella Contea a Frodo Baggins.
      • Oltre che a stare attento a quando Frodo, sotto il nome di Sottocolle, sarebbe arrivato alla locanda e di aiutarlo.
      • Gandalf ha anche aggiunto che nel caso non lo avesse visto arrivare insieme a Frodo, voleva dire che si trovava in qualche guaio.
  • A questo punto l’oste chiede dove sia Merry e Frodo gli risponde che era andato a fare quattro passi.

“Avete bisogno di essere sorvegliati e protetti, non c’è che dire: sembrate in vacanza!”, disse Cactaceo.

  • Nella lettera, Gandalf diceva a Frodo di partire subito, prima di luglio e di lasciargli un messaggio alla locanda.
    • Aggiunge anche che incontrerà Grampasso e di fidarsi di lui.
    • Infine, gli dice che si incontreranno a Gran Burrone e, nel caso non dovesse arrivare, sarà Elrond a consigliargli cosa fare.
      • Raccomandazioni varie come: non usare l’Anello, viaggia di notte.
    • Alla fine della lettera gli raccomanda di capire se quello che dice di essere Grampasso non sia un impostore e gli mette una poesia (curiosità) e rivela il suo vero nome: Aragorn.
  • Solo a questo punto Grampasso dice di conoscere Gandalf.
    • Sam che, abbiamo capito, essere l’unico che tiene veramente alla propria vita, ancora non si fida, visto che Grampasso non ha mai fatto cenno a Gandalf fino a quel momento.
      • Grampasso, senza aver letto le parole di Gandalf, si presenta col nome di Aragorn figlio di Arathorn e parlando così con nonchalance cita il primo verso della poesia a lui riferita.
  • Tira fuori la spada e vedono che è spezzata poco sotto l’elsa.

“Non serve a gran che, vero, Sam?”, disse Grampasso. “Ma vicina è l’ora in cui tornerà nuova”.

E così si fidano di lui.

  • Il capitolo si conclude con Merry che corre dentro con l’ansia di vivere addosso perché fuori aveva visto i Cavalieri Neri.
    • Merry aveva sentito l’impellente necessità di seguire la prima ombra che aveva visto, poi, arrivato all’ultima casa della via li ha visti parlare in gruppo.
      • E solo allora è morto di paura e ha deciso di scappare… cadendo a terra.
  • Lo troverà il garzone della locanda, Nob, vicino alla casa di Billy Felci che cito soltanto perché è lui che ha raccontato ai Cavalieri che cosa era successo alla locanda quella sera.
    • Così Grampasso e Nob vanno nella loro stanza e mettono dei cuscini sotto le lenzuola.

Nel film questo espediente viene usato come colpo di scena, nel romanzo ci viene solamente detto.

XI. Un coltello nel buio

Nelle prime pagine del nono capitolo, torniamo nella Contea.

  • I Nazgûl sono andati a far visita a Crifosso per vedere se Frodo e l’Anello fossero lì.
    • Grassotto Bolgeri, appena capito di quale pericolo si tratta, se la da a gambe.
      • Nella Contea è tutto un suonare di corni per dare l’allarme e quando i Cavalieri si rendono conto che dentro non c’è nessuno, se ne vanno.
  • Nello stesso momento, Frodo si sveglia sentendo rumore di corni in lontananza, ma si convince che si tratta di un sogno.

Nel film, quindi partono, gli Hobbit felicemente a piedi al seguito di Grampasso.

  • Niente è così semplice: la sorpresa di quella mattina, però, è che i loro pony sono scomparsi durante la notte, la stalla era stata aperta.
    • Dopo tre ore di ritardo, scoprono che Billy Felci è l’unico ad avere un pony da vendere.
      • Tranquilli per i pony, hanno raggiunto quello di Tom Bombadill.
      • Il pony di Billy, invece, è una povera creatura maltrattata a cui Sam si affezionerà molto.
  • Quindi, nonostante la fretta, riescono a lasciare la città solo in tarda mattinata e con le acclamazioni di mezzo villaggio.
    • Quindi, sì, sono felicemente a piedi con un delizioso pony porta bagagli.

Nel film dopo essere partiti, disquisiscono sul fidarsi o meno di Grampasso, ma, appunto, abbiamo visto che nel libro è già tutto risolto.

E così passano cinque giorni.

Nel libro non andiamo a vedere cosa combina il povero Gandalf e lo sterminio della bio diversità sotto casa di Saruman, rimaniamo con gli Hobbit tutto il tempo.

  • I nostri eroi si stanno dirigendo a Colle Vento, come nel film, ma nel romanzo è una tappa scelta da Grampasso perché possibile luogo di incontro con Gandalf.
    • A questo punto, il narratore ci tiene a farci sapere che è il 5 ottobre e che avevano lasciato Brea sei giorni prima.
      • Mi sono chiesta a che scopo, ma l’ho scoperto alla fine del libro, nel parliamo nelle curiosità del Ritorno del re.
  • Trovano un segno del passaggio di Gandalf:

[…] un grande anello di antichi massi mezzo sgretolati, su cui da tempo era cresciuta l’erba. Ma nel centro pietre e rocce sfaldate parevano annerite dal fuoco. […] la pietra in cima al mucchio: era più piatta delle altre e più bianca, come se il fuoco non l’avesse nemmeno fiorata. […] Sul lato piatto del sasso, Frodo vide dei graffi: \” III [ovviamente non sono così, esattamente ma non posso farli con la tastiera, perdonatemi]

[…] “La barra a sinistra potrebbe essere una runa, e più precisamente una G con due esili rami […] significherebbero G 3, ossia che Gandalf è stato qui il tre ottobre, tre giorni fa.

  • Suppongono che Gandalf fosse in pericolo se non ha scritto altro di più comprensibile.
    • Pensano, inoltre, ai lampi di luce che hanno visto tre notti prima e che potrebbero essere proprio dovute all’incendio su quella collina.

Sembra che facendo il film si siano impegnati tanto per rendere scemi i personaggi, se non risultassero così teneri, mi arrabbierei:

  • Nel film i Nazgûl arrivano perché Pipino e Merry accendono il fuoco per prepararsi da mangiare.
    • Intanto, dovete spiegarmi come altro avrebbero potuto fare a cucinare senza.
    • Seconda cosa: accade anche nel libro, ma i Nazgûl non sono falene, quindi non corrono lì a sbattacchiare contro la luce del fuoco come se fosse una lampadina!
  • Sono nella grotta, hanno cucinato, hanno mangiato e dopo Sam e Merry si alzano per fare due passi e tornano indietro spaventati, Merry aveva visto due o tre forme nere che si avvicinavano.
    • Sapete cosa gli dice Grampasso? “State vicinissimi al fuoco, con il viso rivolto verso l’esterno” e di armarsi e stare pronti.

E la prode impresa di Grampasso che sbaraglia i Nazgûl non la vediamo perché Frodo sviene nel momento clou, come solo Dante saprebbe fare, e si risveglia una volta finito tutto.

XII. Fuga dal guado

Nel film, dopo che Grampasso si sbarazza dei Nazgûl, si rendono conto di quanto Frodo sia messo male e comincia la corsa folle cheli porterà da Arwen.

  • Nel romanzo, invece aspettano che Frodo si risvegli.
    • I Nazgûl rimangono ad aspettare, dice Grampasso, perché pensano di aver inferto una ferita mortale a Frodo e che stanno per ottenere l’anello.
    • Grampasso mostra loro un lungo coltello che “parve squagliare, e svanì come fumo” fino a che non rimase solo l’elsa.
      • Grampasso, però, non si scompone ed era già andato a cercare un’erba chiamata athelas e fa degli impacchi, nonostante sappia che non può bastare.
  • Arrivato il giorno, caricano Frodo sul pony e partono in direzione sud.
    • E da qui passa più di una settimana, Gran Burrone dista due settimane.
  • Una sera, dopo che si sono accampati, li raggiunge un Elfo su un cavallo bianco e Grampasso lo presenta come Glorfindel.
    • Era stato mandato da Gran Burrone a cercare Frodo, temendo che il pericolo potesse sorprenderlo per la via… che dire, sei un po’ in ritardo.
      • In ogni caso, Glorfindel lascia il proprio cavallo a Frodo (perché lui può cavalcare un cavallo e gli altri solo pony, me lo devono spiegare… anche i bambini vanno a cavallo, non bisogna essere alti due metri, ma farò finta di niente).
      • Inoltre, fa bere qualcosa agli altri per restituirgli vigore e farli muovere in fretta verso la meta. Insomma, li droga.

Arrivati al fiume, vengono inseguiti, come nel film.

  • Glorfindel e Grampasso rimangono a fare la retroguardia, mentre gli altri scappano.
  • Frodo, però, arrivato al fiume, sente l’impulso di fermarsi e fronteggiare i cavalieri.
    • Glorfindel urla a Frodo di andare, ma visto che Frodo non ne vuole saperne, lo comanda in elfico al cavallo che ascolta di più.
      • Spuntano Cavalieri da tutte le parti, ma il cavallo di Frodo è velocissimo e distanzia tutti e i Cavalieri si fermano sulla sponda del fiume, come nel film.
    • Vedendo così, Frodo fa il gradasso:

“Per Elbereth e Lùthien la Bella”, disse Frodo, rizzando la spada con un ultimo sforzo, “non avrete né l’Anello né me!”.

Ma vai via, Frodo, che cosa vuoi fare contro di loro!?

E infatti:

Fu allora che il capo, già a metà strada nel Guardo, si alzò minaccioso sulle staffe e levò la mano. Frodo divenne improvvisamente muto. Sentì la lingua paralizzarglisi nella bocca e il cuore battere affannosamente. La spada si frantumò e gli cadde dalla mano tremante.

Frodo viene salvato dallo sciacquone, come vediamo nel film… ma almeno lì se ne stava morente e buono buono, non faceva lo spaccone.


Ed eccoci qua, alla fine del primo libro della Compagnia dell’Anello.

Ho scritto un sacco, quindi grazie se sei arrivato alla fine.

Potete continuare leggendo:
Dal libro al film: La Compagnia dell’Anello (Libro Secondo)
Curiosità: La Compagnia dell’Anello (Libro Primo)
Dal libro al film: Le Due Torri (Libro Terzo)

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Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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