Piccole donne di Louisa May Alcott

Parliamone: Piccole Donne di Louisa May Alcott

Titolo originale: Little Women or Meg, Jo, Beth, and Amy
Pubblicazione: 1868-1869
Genere: di formazione
Pagine: 380 circa
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio, Kobo

Il romanzo di Louisa May Alcott, che comprende Piccole donne e Piccole donne crescono è stato pubblicato la prima volta in due volumi usciti nel 1868 e 1869 e riuniti successivamente in un unico volume nel 1880.

Negli anni è diventato uno dei classici più conosciuti della letteratura dell’800

Trama

Conosciamo le sorelle della famiglia March, Meg, Jo, Amy e Beth, la mattina di Natale.

È un anno difficile per i March, il padre ha dovuto lasciarle per andare a combattere al Sud e, oltre sua alla mancanza, la famiglia si ritrova anche in ristrettezze economiche.

Le sorelle si danno man forte a vicenda, cercando di aiutare la madre dando il meglio di sé.

Le quattro ragazze non potrebbero essere più diverse: Meg è una sognatrice che immagina la sua vita futura tra agi e comodità, Jo, la secondogenita, vuole solo scrivere le sue storie, Amy è la più frivola ed egoista delle quattro e ama dipingere, mentre Beth, la più piccola, ha un’abilità innata pe la musica, anche se in casa loro c’è solo un vecchio piano forte scordato.

Parliamone

Salve a tutti, vi premetto, come sempre, che non ci troviamo in una recensione, ma in un articolo in cui scrivo a ruota libera quello che mi passa per la testa su questo romanzo.

Ovvero, riflessioni varie che mi sono venute in mente conoscendo questa storia.

Altra premessa: questo romanzo l’ho conosciuto tramite Audible.

Ero curiosa di conoscere la storia e il libro, ma ho trovato tediosa la scrittura che mi è sembrata estremamente lenta, ma soprattutto non ho apprezzato la presenza di interi spettacoli teatrali o articoli di giornale letti dalle ragazze.

Un’altra cosa che non ho apprezzato particolarmente, è il modo di parlare di Amy.

Amy, è quella ignorante e frivola tra le ragazze March e quindi fa un sacco di errori sia parlando, sia scrivendo e, ovviamente, vengono riportate.

Probabilmente la cosa non mi avrebbe infastidito particolarmente leggendo il romanzo (avrei ignorato gli errori, correggendoli in automatico, forse), mentre ascoltandolo non si può ignorare la cosa.

Ok, questi sono problemi esistenziali miei che non hanno a che fare con la qualità del romanzo che è molto alta (appunto questa non è una recensione).


Io non ne ero a conoscenza, ma, discutendo di questo romanzo, mi hanno detto che Louisa May Alcott si è ispirata alla propria famiglia per scrivere il libro.

Non sono sicura di questo fatto, quello che so è che effettivamente Alcott aveva tre sorelle, i genitori, però, non c’entrano niente con quelli delle March, quindi non so se è vero.

Questa curiosità mi è stata detta come risposta al mio scetticismo nei confronti dei personaggi.

Infatti, fin dalle prime pagine e fin da quando ho visto il film, le sorelle March mi sono sembrate irrealistiche: troppo perfette, troppo buone, troppo tutto.

Certo, ognuna di loro ha un carattere particolare e i propri difetti.

Amy è egocentrica, Joe si comporta come un maschiaccio e Meg ha una sorta di invidia verso le ragazze più ricche. Beth è perfetta sotto ogni punto di vista e basta.

Il problema, però, è che questi difetti sono effimeri.

Tutte quante si dispiacciono se fanno qualcosa di male o per ile proprie mancanze e immediatamente fanno di tutto per migliorarsi.

Insomma, ci ritroviamo con dei personaggi affettati e talmente positivi da non trovare riscontro nella realtà neanche in un convento.

Si ritrovano a litigare pochissime volte e immediatamente a chiedersi scusa, nonostante la situazione difficile e i molti validi motivi per non sopportarsi a vicenda.

Abbiamo detto che alcune sorelle sono quasi agli antipodi, eppure, nonostante debbano per forza vivere assieme, vanno sempre d’amore e d’accordo.

Non sono mai scocciate davvero dalle altre e rimangono sempre unite, capita che si arrabbino, ma passa più veloce di uno starnuto.

Non esistono rancore e antipatia che durino un tempo abbastanza lungo per far esplorare questo genere di sentimenti.

Certo erano altri tempi, ma una famiglia così amorevole io la reputavo possibile solo nelle pubblicità della Mulino Bianco.


È vero che ogni sorella ha un carattere e delle qualità peculiari, ma se si vanno a guardare meglio si scopre che sono accomunate da specifiche caratteristiche.

Sono tutte gentili, caritatevoli e generose: guarda caso rispecchiano le caratteristiche prescritte per essere delle brave donne.

Questo vale anche per Jo che viene descritta sempre come un maschiaccio, ma comunque si piega alle norme sociali che vigono in quella società.

Inoltre, viene sempre rimproverata per il suo comportamento non da signora e l’unica volta in cui fa veramente qualcosa che compromette la sua femminilità (tagliarsi i capelli), lo fa per una motivazione così nobile che si può solo apprezzare.

Nonostante le ragazze vengano mostrate come donne angeliche, fortunatamente non ho ritrovato tutta la retorica di diventare “angeli del focolare”, quindi essere persone così positive con lo scopo di diventare buone mogli.

Anzi, a differenza di altri romanzi come Orgoglio e pregiudizio o Via col vento, nella famiglia March la prospettiva di matrimoni convenienti non viene mai imposta e l’obiettivo principale è la felicità delle sorelle.


Veniamo a Amy.

Come vi dicevo prima lei è l’unica che ha delle vere e proprie caratteristiche negative: egoista, frivola, attratta da passatempi più leggeri e futili.

Ho riscontrato una problematica con questo personaggio.

Amy è stupida.

Non posso usare un modo migliore per dirlo.

Commette continui errori sia nello scrivere che nel parlare, errori che non fa neanche Beth che è più piccola.

Ha preoccupazioni effimere e sceme rispetto alle sue sorelle, considerando anche quello che sta passando la famiglia.

Ed è l’unica che mette in atto veri e propri comportamenti cattivi a causa della sua invidia (ancora una volta sentimento negativo stereotipicamente legato al mondo femminile).

Insomma rappresenta la donna bella e sciocca.

Guarda caso, è l’unica che avrà un matrimonio conveniente con Laurie, altro torto che fa alla sorella per ottusità, più che per ingegno o opportunismo.

Ci sono molte parti sicuramente positive in questo romanzo.

La storia è tenera ed è piacevole, ma io non riesco a non pensare che molti affrontano questa storia come se fosse semplicemente un racconto carino di una famiglia dolce.

In conclusione

Ho trovato questo romanzo stucchevole, ma soprattutto non sono mai riuscita a levarmi di dosso la sensazione che sia un manualetto che più che mostrare la forza delle donne, non faccia altro che ribadire alle future generazioni di bambine quali siano i modi giusti per essere donne.

Mostrare che si può essere in tanti modi, l’importante è essere gentili, disponibili e caritatevoli.

Insomma, tutte le qualità che servono a mantenere, tutt’ora, le donne al proprio posto, a evitare che alzino la voce o che pretendano qualsiasi cosa.

Le sorelle March sono affettuose e dolci, la loro storia ti scalda il cuore e impari a voler loro bene.

Tuttavia il romanzo continua a nascondere i problemi della società dell800 e ancora oggi quello che vediamo non sembra sbagliato, ci rimanda sentimenti positivi e lo assimiliamo forse in maniera acritica.

Riprenderò questo discorso quando parlerò di Via col vento.

Per questo articolo, io vi saluto.

Fatemi sapere che cosa ne pensate!

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Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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