Gli errori di Darwin di Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor

Parliamone: Gli errori di Darwin di Massimo Piattelli Palmarini e Jerry Fodor

Titolo originale: What Darwin Got Wrong
Casa Editrice: Feltrinelli
Pubblicazione: 2010
Genere: saggio scientifico
Pagine: 263
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio

Massimo Piattelli Parmarini è un accademico italiano laureato in filosofia della scienza, biochimica, scienze cognitive e linguista (tenete a mente quest’ultima specializzazione, perché sarà importante).

Jerry Fodor è stato un filosofo e ricercatore, nel campo delle scienze cognitive.

Trama

Nel saggio Gli errori di Darwin i due scrittori si dimostrano contrari alla teoria evolutiva, sostenendo che la legge di basa di essa, ovvero la selezione naturale, non solo non può spiegare tutto ciò che vediamo, ma non si può neanche provare.

Parliamone

Se siete nuovi di questa categoria di articoli: quella che state per leggere non è una recensione, ma una discussione in cui mi esprimo più o meno a ruota libera. Quindi, fatevi sotto nei commenti.

Se dovessi esprimere un parere su questo libro lo boccerei senza possibilità di appello.

Non si capisce il target di riferimento.

Sembra essere un saggio divulgativo rivolto a un pubblico ampio, ma per decifrare quello che stanno dicendo serve un bagagliaio con quattro o cinque lauree.

Per capire che ti stanno cercando di intortare, più che altro.

È scritto in maniera volutamente complessa con un uso spasmodico di paroloni in latino o parole poco comuni, per confondere il lettore, che, quindi, non può fare altro che credere di saperne troppo poco e pensare che gli autori stiano dicendo delle cose intelligenti.

È tutto fumo negli occhi.

Sembra scritto per arrivare a molte persone e farle ragionare su una teoria scientifica e salire uno scalino in più, invece che credere e basta a quello che viene insegnato.

Nella realtà dei fatti, non è possibile seguire il ragionamento degli autori perché è nascosto da artifici linguistici (non mi ha sorpreso scoprire che uno degli autori è un linguista e che tra le sue pubblicazioni c’è anche L’arte di persuadere).

Inoltre, quando riesci a sorvolare su tutti questi arzigogoli inutili e riesci a capire dove ti stanno portando, la conclusione logica del ragionamento è tutt’altro che logica.

È un libro fazioso, in cui è evidente che gli autori si sono inerpicati sul loro trono e guardano tutti gli altri scienziati dall’alto del nulla, spesso prendendoli in giro più o meno apertamente.

Spesso sottintendono, quando non lo dicono proprio apertamente, cose che non c’entrano niente con la teoria, spacciandole per elementi fondamentali del darwinismo.

In molte parti usano delle citazioni di autori apertamente darwinisti estrapolate dal loro contesto per darsi ragione.

Cito solo un esempio: continuano a sostenere che i darwinisti pensano che ci sia qualcuno che decida dove l’evoluzione debba andare.

Non è così.

Questo elemento non fa parte della teoria. Nessuno lo dice (a parte chi crede in Dio, ma comunque tendenzialmente tiene le due cose separate).

Spesso si usano frasi che fanno intendere che ci sia una volontà superiore o che la selezione naturale agisca come un essere senziente o che l’essere vivente stesso abbia scelto dove andare (la selezione ha scelto X invece che Y o il virus si è evoluto), ma si tratta di una limitazione linguistica, una semplificazione per intendersi, non di un elemento presente davvero nella teoria.

Sinceramente, oltre a trovare questo modo di agire moralmente scorretto, non lo reputo neanche un buon modo per fare divulgazione e spiegare la propria idea.

Inoltre, qual era lo scopo?

In un mondo in cui le teorie anti-scientifiche prendono sempre più piede e la disinformazione regna sovrana, qual era lo scopo?


Non ho finito qui, c’è un elemento ancora più grave (ce ne sono molti… ma non sto scrivendo un romanzo, quindi).

Dal testo risulta chiaro che i due autori abbiano dimenticato di partecipare alla lezione sul metodo scientifico e su come proceda il processo di scoperta e aggiornamento della conoscenze.

Nella scienza non esiste nessuna teoria che è vera punto e basta.

In scienza non si può provare niente.

L’obbiettivo è falsificare.

Una teoria è plausibile solo se potrebbe essere falsificata.

Una teoria è vera fino a prova contraria.

Oggi molte teorie sono ritenute vere punto e basta perché abbiamo potuto vedere coi nostri occhi che è così: la Terra è sferica e nessuno potrà dire il contrario perché l’abbiamo vista (sì, sono consapevole che esistono i Terrapiattisti a cui puoi mostrare le foto e non ci credono manco a pagarli, ma so anche che la spiegazione è semplice: disturbo paranoide di personalità e se avessimo i soldi per un TSO a tutti avremmo risolto metà dei problemi), ma qualsiasi cosa può essere messa in dubbio se esiste una prova che falsifica quella cosa.

Quello che Parmarini e Fodor cercano di fare per tutto il libro è arrampicarsi sugli specchi.

La loro argomentazione principale è che la selezione naturale non può essere considerata valida perché non regge a una spiegazione “e se”.

Ovvero, nessuno di noi può rispondere alla domanda: “Che cosa sarebbe successo se…

Esempi:

  • Cosa sarebbe successo se un asteroide non fosse caduto in testa ai Velociraptor?
  • In che mondo vivremmo se le piante non avessero iniziato a espirare ossigeno?
  • Come sarebbe un maiale se avesse sviluppato le ali? (Tenere a mente il maiale, perché lo usano davvero per cercare di dimostrare qualcosa).

Loro sostengono che se la teoria evolutiva fosse valida e se la selezione naturale fosse una vera e propria legge scientifica, allora dovrebbe rispondere a queste domande.

Ma non è così.

La verità è che in nessun campo scientifico o no possiamo rispondere ai questi.

O meglio, l’uso del pensiero controfattuale serve nella costruzione degli esperimenti scientifici per poter capire se sia o meno una data situazione a portare alla conseguenza che noi vediamo. Per poter trovare il nesso causale.

Un esempio semplice: è la tachipirina a farmi passare il mal di testa?

Per poterlo sapere bisogna rispondere alle domande: “Cosa succederebbe se non prendessi la tachipirina?”, “Cosa succederebbe se prendessi un altro farmaco?”

I due autori non affrontano così l’argomento e non vanno minimamente a trattare i vari esperimenti che sono stati fatti nel corso degli anni per vedere se la selezione naturale avesse un senso (esperimenti citati da Dawkins, tra l’altro).

Tornando alla teoria evolutiva, si potrebbe usare lo stesso tipo di ragionamento: che cosa sarebbe successo gli esseri viventi fossero sempre esistiti esattamente come li vediamo?

Domanda che gli autori non si pongono mai, tra l’altro.

Una delle risposte è che andando a scavare alla ricerca di fossili, tutti gli animali si troverebbero in tutti gli strati di sedimento geologico, indipendentemente a quando i suddetti strati risalgono.

Potrei trovare un cavallo così com’è fatto oggi in uno strato di cento anni fa, così come di un milione, così come di dieci milioni.

Questo non avviene.

Tuttavia Palmarini e Fodor non fanno menzione di questo, ma preferiscono chiedersi perché un maiale non abbia le ali, senza accettare la risposta che sostiene che il suo percorso evolutivo lo ha portato da un’altra parte.

I due autori dicono che la teoria evolutiva non è una teoria, ma un racconto storico, perché racconta, appunto, ciò che è già successo.

Vero, ma come tutte le altre teorie scientifiche esistenti?

Il nostro Giacomino ha deciso di fare lo scienziato.

Cosa fa uno scienziato?

Si guarda intorno, vede ciò che lo circonda e prova a spiegarlo con delle ipotesi, mette insieme le ipotesi e dopo cerca di capire se queste spiegazioni si possono generalizzare e permettono di anticipare degli eventi.

Lo fanno?

Complimenti Giacomino! Hai appena realizzato la tua teoria scientifica.

Non è finita qui. Giacomino deve rendere pubblica la sua teoria, così che altri Giacomini e Giacomine nel mondo possono studiarla e metterla alla prova.

Possono metterla alla prova?

Sì?

Ottimo, la teoria ha ottenuto credibilità.

Goditela Giacomino finché dura.

Le teorie scientifiche non si basano su gli “e se”, si basano su fatti che sono stati osservati e su quanto si possono usare le conoscenze acquisite per predire eventi futuri.

E, vi svelo un segreto che Palminari e Fodor non conoscono, le previsioni sono state fatte e funzionano.

I fossili dimostrano che l’evoluzione c’è stata (non mi dilungo, ma se volete un bel libro sull’evoluzione, vi consiglio di cercare Richard Dawkins).

La selezione artificiale è letteralmente la selezione naturale, ma con l’uomo che decide una direzione, ma se non esistesse la selezione naturale, niente spiegherebbe come mai l’uomo possa mettere in pratica la selezione artificiale.


Qui arriviamo a un altro tasto dolente! (Ve l’avevo detto che ce n’erano tanti).

Fa proprio male pensare che due persone plurilaureate possano arrivare a partorire un’argomentazione simile!

Secondo loro la selezione naturale non può esistere perché altrimenti bisognerebbe dare per assodato che ci sia qualcuno che la direzioni.

Ma non è vero.

I miei libri delle superiori e dell’università mi hanno mentito? Perché non citavano questa cosa?

Non la citavano perché nessuno scienziato darwinista pensa che esista un’entità che direzioni e scelga!

Parafrasando Dawkins: l’evoluzione è un avvenimento causale basato su avvenimenti casuali.

Ovvero è causale perché avviene con una ragione, banalmente, far vivere il singolo individuo più del loro vicino, ma lo fa grazie a differenze individuali che sono comparse per caso.

Questo spasmodico ripetere che Darwin e i neo-darwinisti danno per scontato che esiste una forza sovraumana che governa l’evoluzione non solo è falso, ma è anche stupido.

Non esiste nessuno scienziato con un minimo di cognizione di causa che crede davvero che dietro l’evoluzione ci sia una divinità o qualsiasi cosa che decida (beh, sì, come ho già detto, quelli che credono in Dio, ma penso che trattino la scienza come la loro amante segreta e tengano le due cose separate).

È assurdo pensare che esista un essere senziente dietro all’evoluzione perché nel caso, avrebbe fatto un lavoro molto più ordinato del marasma di casino che sono gli esseri viventi presenti sulla terra.

Basti pensare al semplice fatto che noi esseri umani partoriamo cosi completamente inutili a sé stessi che rischiano pure di morire da soli nel sonno se non li metti nella posizione giusta.

E questo perché?

Perché per stare in posizione eretta il bacino ha cambiato forma e non è possibile partorire un essere più grande (e già così direi che è troppo).

Signora Selezione Naturale, avresti potuto metterti a progettare un attimo in più. Cos’è quel giorno finivano i saldi del Black Friday e avevi fretta?


Chiudiamo questo mio sclero con il maiale.

I due (inserite voi l’aggettivo che volete, altrimenti mi dite che sono presuntuosa) citano come prova del fatto che la teoria evolutiva, guidata dalla selezione naturale, non abbia senso l’assenza delle ali nei maiali.

E tu, caro lettore, ti starai chiedendo: “Ma che cazzo c’entra?”

E io che ho letto il libro non so risponderti.

Cerchiamo di calmarci e seguire il loro ragionamento:

[…] perché certi fenomeni, perfettamente immaginabili, semplicemente non si danno, né qui e ora né in alcun punto della documentazione fossile. Perché, per esempio, non ci sono maiali con le ali?

Qui danno per scontato che tra due milioni di anni non esisteranno sicuramente maiali con le ali, ma niente può farci avere questa certezza.

[…] i maiali non hanno le ali perché sui maiali non c’è posto dove metterle. Bisognerebbe cambiare in molti modi diversi un maiale, se gli si volessero aggiungere le ali.

E qui c’è un errore di forma: “volessero aggiungere”.

Volessero chi?

Quindi loro sostengono che i maiali non hanno sviluppato le ali perché ci sarebbero troppi cambiamenti da apportare affinché potessero averle.

Strano, io credevo che la vita fosse nata da un organismo unicellulare che poi è diventato tutto quello che vediamo intorno a noi, compresa la faccia da schiaffi che ci guarda dallo specchio ogni mattina, o il disgraziato in autobus che ha fatto la doccia col minestrone marcio.

Ma, effettivamente, ci sono troppi ostacoli che separano un maiale dalle sue ali. Mi dispiace, amico, dovrai accontentarti di diventare una cotoletta.

Partiamo dal fatto che, se volessimo aggiungergli le ali, potrebbe farlo. Abbiamo fatto crescere un orecchio su un topo. Abbiamo clonato una pecora. Direi che è una sfida accettabile.

Ma non è questo il punto: qui stiamo parlando della selezione naturale, che non agisce con un desiderio o con un obiettivo.

E, sebbene non abbiamo tra noi maiali con le ali, potrebbero comparire, con le condizioni giuste, nell’arco di migliaia di anni.

Infatti, cose simili sono successe.

Non abbiamo maiali con le ali, ma abbiamo maiali perfettamente adattati alla vita acquatica: le balene.

Ovviamente, non è che il maiale che abbiamo in mente noi ora, è stato riadattato (da chi poi?!) per diventare una balena, ma è esistito un essere milioni di anni fa, diverso sia dai maiali moderni che dalle balene moderne, che nel corso degli anni ha dato origine a quelle due specie e a molte altre.

Quindi, questo esempio stupido dei maiali che non hanno le ali, non ha senso e niente ci impedisce di pensare che tra altri milioni di anni, quelle che noi oggi consideriamo semplici porchette che non possono neanche alzare la testa per guardare le stelle, potrebbero volarci in mezzo (un po’ di poesia non guasta mai).

Nessuno può saperlo.

Ragionare sugli “e se” non ha senso, ma soprattutto non può essere un argomentazione per smontare una teoria che ha prove su prove alle spalle.

Senza contare che così qualsiasi discussione potrebbe essere conclusa con un semplice: “E se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una carriola”.

Non è possibile sapere perché una cosa non è successa perché le possibilità sono infinite.

Ciò che è possibile fare, e infatti è quello che fa la scienza, è formulare teorie sul perché e come qualcosa che vediamo è accaduto.

In conclusione

Per il momento la chiudo qui, ma potrei continuare per ore.

Infatti lo farò in un video su Youtube… non mi seguite ancora su Youtube?

Potete rimediare subito, cliccando qui!

Vi consiglio di guardare il video di EntropyforLife che di sicuro ha più competenze in materia di quante ne possa avere io che mi sono laureata in psicologia (una branca spaventosamente vicina a quelle degli autori, quindi… mi vengono i brividi al pensiero).

Per fare il punto: Gli errori di Darwin è un libro scritto da persone che stanno esponendo un’opinione debole e pregiudizievole e lo sanno.

Il fatto che ne sono consapevoli è palese da come hanno deciso di usare le parole e da come hanno esposto i fatti, in modo da farli travisare.

Chiunque legga questo libro, a meno di non saperne tanto quanto gli autori, è portato a sentirsi uno stupido.

Questo per instillare nel lettore la sensazione di non saperne abbastanza e di conseguenza portarlo a fidarsi degli autori perché in fondo “Ehi, hanno scritto un libro, sapranno bene di cosa parlano”.

Facendo riverberare in noi il principio di autorità: “lo ha detto un medico, sarà vero”.

È così che nascono e crescono le bufale e le fake news, non fidatevi neanche di vostra madre, soprattutto se inserisce una parola in latino ogni due.

Io seguo molti divulgatori, EntropyforLife è solo uno dei tanti tra Dario Bressanini, Zoosparkle, Adrian Fartade, Barbascura, ma leggo anche molti saggi e la differenza qualitativa tra questi e Gli errori di Darwin è abissale.

Quelli che sanno fare il proprio lavoro, sia nel campo della comunicazione, sia nel campo della scienza, sono quelli che ti spiegano le cose chiaramente, senza trincerarsi dietro alla retorica spicciola e all’uso di paroloni dove non ve n’è bisogno.

È meglio parlare in modo semplice, come fa Dawklins nei suoi libri (per fortuna che esiste, dopo questo scempio ho avuto bisogno di lui).

Ebbene sì, questo libro mi ha fatto arrabbiare per molti motivi diversi e quelli che vi ho citato sono solo una goccia nel mare.

Adesso, davvero, basta.

Mi sono lamentata abbastanza.

Commentate qui sotto e fatemi sapere cosa ne pensate, oppure venite a scrivermi su  Facebook o su Instagram.

Potete leggere anche:
Il più grande spettacolo della terra – Richard Dawkins
Pane e Bugie di Dario Bressanini
Parliamone: A piedi nudi su Marte di Adrian Fartade
Un antropologo su Marte di Oliver Sacks

Vi lascio anche la mia pagina Ko-fi e qui sotto trovate anche i miei link di affiliazione, se volete aiutarmi a sostenere questo progetto.

Alle.


recensione-gli-errori-di-darwin

Gli Errori di Darwin:
Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio


No votes yet.
Please wait...

Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.