Horrorstör di Grady Hendrix

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Recensione: Horrorstör di Grady Hendrix

Casa Editrice: Mondadori
Pubblicazione: 
2021
Genere: horror
Pagine: 264
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio, Kobo

Horrorstör è stato pubblicato in lingua originale nel 2014, ma è arrivato in Italia solamente nel 2021.

Grady Hendrix ha all’attivo numerosi libri, ma che solo uno è stato tradotto: Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe.

Trama

Ci troviamo a Cleveland in Ohio, nel superstore di mobili scandinavi Orsk. 

Amy sta evitando il suo superiore, Basil, convinta che il licenziamento si avvicini.

Quando riesce a raggiungerla, però, il suo capo vuole offrirle una possibilità.

A Orsk stanno succedendo delle stranezze: mobili a pezzi, bicchieri in frantumi, divani letto vandalizzati e vendite in calo.

Basil vuole che Amy, insieme a lui e a una collega fidata, passi una notte nel negozio per scovare il malfattore che si nasconde dopo l’orario di chiusura…

Commenti e critiche

Si tratta di un libro horror, ma l’espediente che ha dato origine al libro non lo è.

L’autore ha creato una parodia dell’Ikea, Orsk, un suo diretto concorrente americano che, però, è stato modellato su una catena scandinava: i nomi, la tipologia di mobili, i cibi e le bevande proposte hanno origine nordiche.

Il libro stesso visivamente ricalca il catalogo Ikea che tutti noi conosciamo e in ogni capitolo ci viene presentato un mobile con la sua descrizione.

All’inizio, inoltre, troviamo una presentazione di Orsk, attraverso le regole del negozio, i loro motti e un modulo per la consegna a domicilio dei mobili.

Insomma, tutto ci sta urlando, da una parte quando Orsk sia una famiglia, oltre che un luogo di lavoro, uno stile di vita, un credo.

Dall’altro, invece, ci sta dicendo che è tutto finto.

Perfino l’azienda stessa è una copia mal riuscita e non solo per noi lettori, ma anche nel mondo in cui stiamo per entrare in cui, appunto, l’Ikea esiste.

Il libro parte, infatti, con la descrizione cinica, e molto divertente, degli impiegati Orsk che percorrono il parcheggio per entrare a lavoro.

Non scendo nello specifico, anche se si tratta dell’inizio e non di uno spoiler, perché è uno degli incipit più belli che mi siano capitati, quindi ve lo lascio godere (tanto si trova gratis aprendo l’anteprima).

Amy, la protagonista, osserva da lontano, proprio a dimostrarci subito che è distante dallo spirito aziendale che le viene propinato. Non vede Orsk come una casa, un sogno, ma uno store come molti altri, creato per lo specifico compito di ipnotizzare i clienti e far loro aprire il portafogli.

Il libro nasce, quindi, come una parodia, una critica, per poi scendere pian piano verso l’horror, quando i protagonisti si trovano rinchiusi nel supermercato deserto.


È proprio questo che funziona.

Lo stile di scrittura è estremamente semplice e le descrizioni diventano quasi superflue perché chiunque di noi sa come dovrebbe essere l’ambiente.

Ma di più: chi non ha mai pensato a come sarebbe ritrovarsi in un grande negozio dopo l’orario di chiusura, al buio? 

Molti di voi che leggeranno questo articolo ci avranno pensato e siete già spaventati dall’idea ancora prima di leggere che cosa accade.

Quello che ci fa paura è già dentro la nostra testa, per creare un horror che funziona, bisogna saper colpire lì.

La parte horror del libro sicuramente non sarà completamente originale, si gioca su scene già viste, espedienti già usati, ma è tutta l’idea del romanzo a essere particolare.

È proprio quell’idea che a me ha fatto apprezzare l’intera storia.

Se una volta iniziata la parte più horror la sensazione è quella di “già visto”, la fine, invece, mi ha sorpreso.

Avrebbe potuto fermarsi prima, al contrario prosegue un po’ per chiudere il cerchio, anche se i protagonisti non sono più quelli di partenza.

In conclusione

Si tratta di una lettura molto leggera e ironica

È un horror a tutti gli effetti, ma non vi aspettate Stephen King e nemmeno Wulf Dorn. 

A giudicare dall’altro titolo dell’autore, sono convinta che l’obiettivo principale non era spaventare, quanto lasciarti con un sorriso… dopo qualche brivido.

Per questo articolo è tutto, se avete letto il libro scrivete qui sotto che cosa ne pensate. Ditemi cosa ne pensate qui sotto, oppure nella mia pagina Facebook o su Instagram.

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Potete leggere anche:
La psichiatra di Wulf Dorn
It di Stephen King
La nona casa di Leigh Bardugo

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Alle.


 


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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