A un metro da te – Mikki Daughtry, Rachael Lippincott e Tobias Iaconis

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Parliamone:
A un metro da te di Mikki Daughtry, Rachael Lippincott e Tobias Iaconis

Casa Editrice: Mondadori
Pubblicazione:
marzo 2019
Genere: young adult, narrativa
Pagine: 236
Dove trovarlo: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Ibs, Il Libraccio, Kobo

A un metro da te è il romanzo dell’omonimo film uscito nello stesso periodo.

Il libro è stato scritto da Rachel Lippincott insieme ai due sceneggiatori della pellicola, Mikki Daughtry e Tobias Iaconis.

Trama

Stella soffre di fibrosi cistica, o FC, fin da quando era piccola.

La sua vita è stata costellata da continui ricoveri per combattere le infezioni a cui i suoi polmoni sono soggetti.

La vita di Stella, però, può migliorare grazie a un trapianto di polmoni e per farsi trovare preparata, Stella segue ossessivamente le terapie, fa esercizio fisico e sta attenta a qualsiasi rischio.

Uno dei rischi maggiori per una persona con la FC è il contatto con un altro malato di FC da cui, perciò, è necessario rimanere a due metri di distanza.

Per Stella questa distanza non è mai stata un problema fino a quando in ospedale arriva Will.

Will odia la sua malattia e rimpiange ogni singola rinuncia. Come atto di ribellione contro la madre, si rifiuta di seguire le terapia e aspetta solo di compire diciotto anni per girare il mondo come meglio crede.

Stella non può accettare la totale disorganizzazione del ragazzo, per cui decide che da quel momento in poi lo avrebbe aiutato a seguire le terapie.

Man mano che si conoscono diventano amici, fino a che l’amicizia diventa qualcosa di più e i due metri di distanza diventano quasi insopportabili…

Parliamone

Si tratta della classica storia da adolescenti con una data malattia degenerativa, costretti a fare i conti con la morte prima del tempo.

Ne abbiamo viste tante di storie simili, negli anni abbiamo conosciuto le malattie più disparate.

Questo elemento della trama, quindi, ha smesso di essere interessante dopo Colpa delle Stelle di John Green.

Possiamo tralasciarlo e andare a parlare di altri elementi.

Primo tra tutti: questo libro è stato scritto dopo il film e non viceversa.
Se non avete voglia di leggere vi lascio il video in cui ne parlo:

Per voi persone volenterose che non si lasciano scoraggiare dalla parola scritta, ecco cosa ne penso.

Da un lato capisco la mossa di marketing, molte persone avranno comprato il libro pensando che fosse stato scritto prima del film e aspettandosi di trovarci molti più elementi.

Altri, invece, appassionati dalla storia strappa lacrime e con un finale non troppo felice, avranno comprato il romanzo con la speranza di trovarci qualche cambiamento.

Cambiamento che tra l’altro c’è stato visto che il finale del libro aggiunge un pezzetto che riempie i cuori di zucchero delle persone dalla lacrima facile di speranze per questi moderni Romeo e Giulietta.

Tuttavia, il libro è inutile.

È vero il finale è leggermente diverso, ma questo è l’unico elemento di distacco dal film.

Tutto il resto della storia è uguale.

Il che è un vero peccato, perché ci sono molti punti che nel film sembrano frettolosi, irrealistici e aver deciso di pubblicare un libro poteva dare l’occasione di aggiustare queste problematiche.

Si potevano aggiungere elementi, momenti di incontro tra i due, raccontare di più della storia di Will che, nonostante abbia dei capitoli suoi, sembra svilupparsi solo per far crescere il personaggio di Stella.

Stella d’altro canto sembra pazza.

Si interessa a questo ragazzo perché ha dei problemi di controllo, ma questi problemi dovrebbero essere nati un anno prima. Niente ci fa pensare che risalgano all’infanzia e che siano cresciuti con lei, diventando sempre più permeanti nella sua personalità e quindi impossibili da sopprimere.

Posso capire perché lei sia così rigida nei confronti delle proprie terapie e di quelle del suo migliore amico.

Niente, però, mi spiega come mai si interessi di un perfetto sconosciuto che all’inizio le sta pure antipatico.

Non ha il minimo senso.

Inoltre, sembra che i loro sentimenti nascano e si sviluppino nel giro di pochi giorni.

Capisco il colpo di fulmine, ma, prima cosa, qui non si parla di colpo di fulmine.

In secondo luogo: la sua stessa vita è in pericolo e si fa fatica a credere che possa avere le stesse priorità di tutti gli altri adolescenti.

Questa velocità estrema la posso comprendere nel film, ma non nel romanzo.

Il libro doveva essere l’occasione per mostrare i piccoli cambiamenti, i piccoli gesti che facevano innamorare Stella e Will.

Invece no. 

Esattamente come nel film loro passano dal darsi fastidio al non poter sopportare tutta quell’aria in mezzo a loro, all’allontanarsi di nuovo perché Will ha capito a che rischio stava esponendo Stella.

Il tutto in forse un mese.

Realistico, non c’è che dire.

Era proprio necessario creare un libro per riportare semplicemente quello che accade nel film?

Secondo me no.


Arriviamo a quella che potrebbe sembrare una recensione, invece.

Come dicevo all’inizio di questo Parliamone, storie di adolescenti malati sono pieni gli scaffali delle librerie e anche quelli dei siti di streaming.

Ormai ne abbiamo visti in tutte le salse e sinceramente non se ne può più.

In particolare, A un metro da te è banale, non aggiunge niente a questo genere, non apporta nessuna novità, nessun elemento che lo distingua dagli altri.

È noioso, prevedibile e anche troppo positivo.

Una volta visto non ti lascia niente.

Al contrario, i protagonisti hanno anche una serie di caratteristiche che sono negative, ma vengono mascherate come positive.

Will sembra avere dei tratti borderline: la prima scena in cui lo vediamo sta affittando la sua camera d’ospedale a degli amici per farci sesso.

Nella seconda è sul tetto dell’ospedale, seduto incurante sul cornicione.

Questi elementi dovrebbero farlo sembrare il ragazzaccio che sfida le regole e che mette un po’ di pepe nella vita rigida di Stella, a me sembrano solo delle stronzate.

Stella, invece, sembra la ragazza per benino, ligia alle regole fino alla nausea, con problemi di controllo a livello maniacale.

Niente di veramente negativo, se non fosse che impone a Will di seguire la terapia.

Letteralmente.

Lo assilla finché lui non cede e gli piomba in camera per organizzargli la stanza.

Si conoscevano da mezza giornata e lei lo odiava e trovava riprovevole il suo comportamento.

Come può nascere una relazione sana da un incipit del genere?

Non può, infatti che cosa succede? 

Stella cambia, inizia a infrangere le regole, non rispetta la distanza di sicurezza e mette in pericolo la sua vita quando non ce ne sarebbe bisogno.

Dico che non ce ne sarebbe bisogno perché lei ha una vita piuttosto normale quando non è in ospedale e ci viene detto che lei viene ricoverata due o tre volte l’anno per un paio di settimane.

Il resto del tempo va a scuola, ha degli amici, studia, va in gita, esce… insomma la vita normale di un adolescente!

Ci fa sapere la stessa Stella che non ha mai avuto un ragazzo non perché non ha avuto occasioni, ma perché ha sempre rifiutato i suoi coetanei visto che sapeva di non avere una lunga aspettativa di vita.

Lei si è autoimposta di non avere relazioni intime per anni, ma poi guarda un po’ il caso si innamora di un malato di FC che ti fa rischiare la vita ogni volta che respira.

Chiaro, ovvio, REALISTICO!

In conclusione

Per tirare un po’ le somme: non solo la storia è banale, trita e ritrita, poco emozionante, ma si basa anche su dei presupposti che non stanno né in cielo né in terra.

Questo vale per il film, ma è ancora più grave nel romanzo in cui avrebbero potuto approfondire, spiegare meglio, farci immergere meglio in questa storia d’amore.

Non voglio perdermi ulteriormente, direi che questo lungo articolo e il video siano più che sufficienti.

Ditemi se avete visto il film o letto il libro e che cosa ne pensate, qui sotto nei commenti o sugli altri social.

Potete leggere anche:
Parliamone: Frankenstein – Mary Shelley
Parliamone: Romeo e Giulietta
Dal libro al film: Colpa delle Stelle

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Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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