Recensione: Ali d’argendo – Camilla Läckberg

camilla-läckberg-ali-d'argento-recensioneRecensione: Ali d’argento di Camilla Läckberg

Titolo originale: Vingar av silver
Pubblicazione:
giugno 2020
Casa Editrice: Marsilio Farfalle
Pagine: 287
Dove trovarlo:  AmazonFeltrinelliMondadoriIbsIl LibraccioKobo

Ali d’argento è il seguito del romanzo di Camilla Läckberg La Gabbia dorata uscito nel 2019.

Camilla Läckberg è una famosa scrittrice svedese, autrice anche della serie I delitti di Fjällbacka, diventati anche una Serie Tv. 

Trama

L’azienda creata da Faye, la Revenge, ha avuto successo.

Faye la sta gestendo dall’Italia: dopo aver fatto condannare suo marito per l’omicidio della figlia che Faye stessa aveva inscenato, aveva lasciato la Svezia.

La Revenge sta per essere lanciata nel mercato americano, ma una grave minaccia rischia di far saltare l’affare.

Faye è costretta a tornare a Stoccolma per cercare di capire quale delle sue investitrici stia vendendo le azioni…

Commenti e critiche

Se avete letto la recensione della Gabbia dorata sapete già che questo romanzo mi aveva lasciato con l’amaro in bocca.

Il motivo principale era per come è stato travisato il romanzo: lo hanno pubblicizzato come il libro femminista per eccellenza, ma non è vero.

Faye si macchia dei crimini peggiori, ma viene inquadrata come l’eroina della situazione perché si è vendicata degli abusi che aveva subito dagli “uomini cattivi”.

Non è questo essere femministi. Lei ha ammazzato delle persone e non è stata mai punita né dal narratore, che non la condanna, ma la esalta, né da ciò che accade nella trama.

Faye arriva all’apice, ritrova la figlia e vive felice e libera.

Quando ho scoperto che la Läckberg aveva scritto un seguito mi sono detta che forse ero rimasta delusa perché la storia non era ancora conclusa…

In realtà la storia non è ancora conclusa perché ci sarà un terzo libro, tuttavia mi sono ricreduta e penso che non sia questo il problema.

In Ali d’argento i problemi del primo tornano prepotenti, ma, mentre nel primo libro la scrittura e la novità poteva salvare il romanzo, in questo secondo libro non c’è neanche questo.

Conosciamo già la maggior parte dei personaggi che rimangono fissi, non hanno un ulteriore sviluppo. Li troviamo alla pagina uno in un modo e li lasciamo uguali a sé stessi.

I personaggi nuovi sono delle comparse piatte e strumentali per mostrarci quanto sia forte e indipendente Faye o per mandare avanti la trama.

Conosciamo: coppie o persone con cui Faye va a letto.

Perché si sa: se sei una donna forte, indipendente e non occupata, devi andare a letto con tutti, partecipare a sesso di gruppo e chi più ne ha più ne metta.





In due pagine si dimentica completamente della figlia che viene, per ovvi motivi, lasciata in Italia, ma a cui Faye penserà al massimo tre volte.

Evidentemente l’autrice a un certo punto si è resa conto che Faye dovrebbe essere anche una madre e ha aggiunto una frasetta per dire: “guarda che nonostante la carriera, pensa anche a sua figlia! Una dea!”.

L’altro personaggio che la Läckberg ci ha presentato è un uomo, ricco e potente, proprio come l’ex marito, con cui inizia a uscire.

In un soffio ritroviamo la Faye sottomessa dell’inizio del primo libro, anche se adesso rimane comunque una donna in carriera che se la racconta da sola.

Sorpresa delle sorprese: è un altro uomo cattivo e traditore che si approfitta di lei e di cui si vendica.

In conclusione

Il libro è noioso, ridondante e scontato. 

La trama procede con una lentezza imbarazzante e la storia principale viene interrotta in continuazione per vedere la “Faye libertina” in scene piccanti che però risultano solo brutte.

Una ripetizione continua delle stesse dinamiche e si continua a dipingere Faye come da un lato la vittima, dall’altro l’eroina che si rialza e combatte.

Ma ancora una volta in maniera illegale e sfruttando il sesso e la femminilità per fregare gli uomini.

Ancora una volta questo non è femminismo: è solo svilente per il genere femminile.

Potete leggere anche:
Recensione: La gabbia dorata di Camilla Läckberg
Recensione: Tre Donne di Lisa Taddei
Armocromia di Rossella Migliaccio

Per questa recensione vi saluto.

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Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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