Curiosità: Memorie di una Geisha


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Curiosità: Memorie di una Geisha

Torniamo a parlare di Memorie di una geisha, romanzo di Arthur Golden del 1997 e diventato un film nel 2005.

Il film, è stato diretto da Rob Marshall e prodotto da Steven Spielberg, nel 2006 ha vinto tre Academy Award e tre oscar.

Abbiamo visto le differenze e abbiamo parlato dell’opera in generale, oggi andiamo a vedere qualche dettaglio in più che troviamo nel romanzo, ma che è stato eliminato nella trasposizione.

Curiosità

Faccio una premessa importante, prima di partire.



Tutte queste informazioni sono prese esclusivamente dal libro Memorie di una Geisha. Questo genere di articoli è rivolto ai non lettori che sono curiosi di scoprire qualcosa di più del libro, dopo aver guardato il film.

Vista l’alta affidabilità di questa storia (ovviamente è ironia), prendete tutte le informazioni sul mondo giapponese come se fossero semplicemente prodotti di fantasia che fanno parte, per l’appunto, di una storia inventata.

**Momento chiarimento concluso, grazie per l’attenzione**

L’inizio della storia nel film è molto veloce, vediamo in poche scene la madre stare male e il padre parlare con l’uomo che le porterà via.

Nel libro, invece, abbiamo un po’ più di tempo e conosciamo meglio anche la famiglia di Chiyo e Satsu.

Scopriamo, ad esempio, che anche la madre di Chiyo ha una personalità predominata dall’acqua e ha sposato suo marito proprio perché invece la sua era dominata dal legno.

  • Il padre di Chiyo è un uomo molto anziano e la bambina ci ha messo un po’ a capire che era già stato sposato e che aveva avuto un’altra famiglia prima di loro.
    • Sua moglie e i suoi figli erano tutti morti e lui si era risposata in età avanzata.

Il dottore a un certo punto gli dice che è vecchio, ma in buona salute e che potrà “campare altri quattro o cinque anni”.

Ottimo.


  • Nel film vediamo un paio di volte zietta che sfrega la silice perché porta fortuna che la geisha venga toccata da un paio di scintille prima di uscire.
    • Sullo schermo vediamo questo gesto solo quando Chiyo e Satsu vengono portate all’okiya e quando Sayuri fa il suo debutto. In realtà è una pratica portafortuna che viene fatta ogni sera all’uscita della geisha.

  • Zietta e la Madre sono sorelle, ma non sono veramente imparentate.
    • Esattamente come Zucca e Chiyo, entrambe sono state prese dalla Nonna.
    • Tutte e due studiavano per diventare geisha, ma (l’ho accennato nelle differenze) la nonna una volta aveva punito zietta. L’aveva picchiata troppo forte col bastone di bambù, rompendole l’anca e danneggiandola irrimediabilmente.
    • Zietta, inoltre, racconta a Chiyo che la nonna l’aveva sempre odiata perché crescendo era diventata brutta, un investimento poco redditizio, quindi.

I trucchi usati dalle geishe, così come tutti i prodotti cosmetici in generale, all’inizio erano tutt’altro che sicuri.

  • La pelle del collo e delle spalle della nonna era “bitorzoluta e gialla come quella di un pollo crudo”.
    • La causa di questo deterioramento era il fondotinta bianco, chiamato “argilla cinese”, a base di piombo.
    • In aggiunta, da giovane andava nelle sorgenti termali e il fondotinta combinato con le sostanze disciolte nell’acqua avevano finito per rovinarle la pelle.

Hatsumomo è sempre carina con la piccola Chiyo. In questo dialogo, per esempio, sta parlando degli occhi della bambina.

Davvero? Be’, a me non sembra così bello. Una volta ho visto ripescare dal fiume un morto e la sua lingua aveva lo stesso colore di questi occhi.

Qui, invece, Hatsumomo le aveva mostrato come truccarsi.

Dèi del cielo, no! Ti ho fatto vedere tutto perché ti renda conto che non c’è nulla di magico. Un vero peccato per te! Infatti questo significa che il trucco da solo non basterà a cambiare la povera Chiyo in qualcosa di bello.

Chiyo, però, riesce a prendersi un paio di vendette.

  • Prese dal selciato gli escrementi di piccione e li mischiò nella crema per il viso di Hatsumomo.
    • Peccato che la crema conteneva normalmente feci di usignolo, quindi non arrecò un grande disagio.
  • Per quanto riguarda la nonna, invece, strofinò lo straccio per i gabinetti nella sua camicia da notte, divertendosi a vedere la sua faccia confusa e schifata.

Nel film vediamo spesso le geishe con i capelli sciolti quando stanno di giorno nell’okiya.

Ovviamente rende le attrici molto più avvenenti per l’occhio occidentale, abbiamo ormai chiaro che proprio l’occidente era il principale pubblico a cui quest’opera voleva rivolgersi.

Nella vita di una geisha, però, la questione capelli è più complicata.

  • Le geishe andavano a farsi fare l’acconciatura una volta a settimana e, come vediamo, dormivano con quell’arnese che dovrebbe essere un cuscino, proprio per non rovinarsela.
    • Ogni volta che l’acconciatura andava rifatta, dovevano prendere appuntamento e andare dal parrucchiere e perdevano quasi una giornata. Ovviamente non avevano tempo per andarci tutte le sere prima di uscire.

Se questa fosse ricaduta all’indietro mentre dormivo, i capelli sarebbero finiti nella polvere di riso, che si sarebbe appiccicata alla cera rovinandomi l’acconciatura. Avevo visto spesso Zucca in simili condizioni. Ora toccava a me. Per un certo periodo, ogni mattina al mio risveglio mi trovavo l’acconciatura rovinata e dovevo andare dal parrucchiere ad aspettare il mio turno per avere l’opportunità di essere torturata

  • Passano molti giorni tra uno shampoo e l’altro e la pulizia non è il massimo.
    • Gli ornamenti per capelli, quindi, diventano oggetti estremamente personali che si possono equiparare ad articoli di biancheria intima.

  • Solitamente il nuovo nome scelto per la maiko, prende origine dal nome della sua sorella maggiore.
    • Capite da voi che Sayuri e Mameha non hanno niente in comune. Non è solamente il suono a essere importante, ma anche il significato dei caratteri e il numero di segni usati.

Il mio nuovo nome era composto da «sa», che significa «insieme», «yu», dal segno zodiacale del Gallo (allo scopo di equilibrare gli altri elementi nella mia personalità), e «ri», cioè «comprensione». Tutte le combinazioni in cui compariva un elemento del nome Mameha erano state, purtroppo, giudicate infauste dall’indovino.

Le geishe, inoltre, sono molto superstizione e prima di prendere qualsiasi decisione importante, consultano un indovino che guarda quando sia meglio agire e come. Esattamente come aveva fatto Satsu prima di scegliere la data in cui partire.


Ormai siamo in vena di citazioni, vi riporto il discorso di Mameha sull’anguilla e la grotta.

Naturalmente non è un’anguilla», proseguì Mameha. «Ma è un paragone che rende le cose più facili da capire. Perciò immàginatelo così. Il punto è questo: l’anguilla vagabonda passa la sua intera vita a cercare una casa; e che cosa credi che abbia una donna dentro di sé? Una cavità, dove all’anguilla piace stare. E’ da questa cavità che esce il sangue ogni mese, quando “le nuvole passano sopra la luna”, come diciamo a volte.»

Ero abbastanza adulta da capire a che cosa Mameha alludesse parlando del passaggio delle nuvole sopra la luna, perché già da alcuni anni capitava anche a me. La prima volta avevo provato una tale sensazione di panico che, se anche, nel soffiarmi il naso, avessi trovato pezzi di materia cerebrale nel fazzoletto, sarebbe stato nulla in confronto. Avrei continuato a temere di essere in fin di vita se Zietta non mi avesse sorpreso a lavare uno straccio insanguinato e spiegato che le mestruazioni erano una prerogativa delle donne.

«Forse non lo sai», continuò Mameha, «ma queste anguille sono piuttosto possessive. Quando trovano una cavità che a loro piace, vi strisciano dentro dimenandosi per un po’ per assicurarsi che… be’, che sia una bella dimora, immagino. E, quando hanno deciso che è confortevole, marcano il loro territorio… sputando. Mi capisci?»

Se Mameha mi avesse detto in parole semplici ciò che stava cercando di spiegarmi, sono sicura che ne sarei rimasta scioccata, ma se non altro avrei capito più facilmente.

Infatti… no Mameha, nessuno capisce se spieghi così le cose. Sayuri, però, ci rivela che anche a lei era stato presentato così l’argomento.

«Agli uomini piace farlo. Anzi, piace molto. Ci sono persino alcuni maschi che nella loro vita si dedicano quasi esclusivamente alla ricerca di cavità diverse in cui mettere a dimora le loro anguille. E una cavità femminile è considerata assolutamente speciale se non è mai stata abitata prima da alcuna anguilla. Hai capito? E’ quello che noi chiamiamo “mizuage”.» «Che cos’è che chiamiamo “mizuage”?» «La prima volta in cui la cavità di una donna viene esplorata dall’anguilla di un uomo. E’ questo che vuol dire il termine mizuage.»

E qui vi rimando all’articolo Parliamone.

Vediamo insieme la sua prima (e ultima) notte con il Dottor Granchio.

  • Il dottore aveva messo due asciugamani bianchi tra lei e il futon, per assorbire il sangue.
  • Prima di cominciare prende dalla sua borsa alcune fiale e le mostra tutto tronfio a Sayuri.
    • Erano circa una cinquantina, ognuna etichettata e riposta ordinatamente.
    • In quella dedicata a Sayuri c’è già un batuffolo impregnato del suo sangue, preso quando la geisha si era tagliata la gamba.
    • Dopo che i due hanno avuto un rapporto, il Dottor Granchio taglia un pezzo di asciugamano e lo mette nella fialetta. (Questo comportamento è da cazzo di serial killer!)
  • La mattina dopo, prima di andarsene, lascia a Sayuri delle erbe cinesi con cui fare il tè e che servono a evitare una possibile gravidanza.
    • Le dicono che sono molto costose, quindi di non sprecarle, ma di non usare nemmeno troppa parsimonia perché un aborto è più costoso.

  • Dopo la guerra, la Madre ci mette qualche tempo a riaprire l’okiya e lo fa sotto la richiesta di Sayuri.
    • Zucca le scrive con la richiesta di riprenderla perché non aveva altro posto in cui stare, ma la Madre non si convince perché Zucca era un investimento poco valido.

  • Vi ho raccontato nelle differenze che il Presidente/Direttore Generale diventa il danna di Sayuri e in pratica i due diventano amanti.
    • Lui e Sayuri hanno anche un figlio maschio, mentre il Direttore Generale e sua moglie avevano avuto solo femmine e stavano combinando dei matrimoni.
    • I pretendenti, però, potevano non gradire il fatto che il Direttore Generale avesse un figlio maschio illegittimo, perché avrebbe potuto decidere di lasciare la società a lui.
      • Sayuri propone al Direttore Generale di farla trasferire negli Stati Uniti dove avrebbe aperto un okiya per tutti gli uomini d’affari giapponesi in viaggio, così il bambino non sarebbe stato un problema, perché sarebbe cresciuto e rimasto in un altro paese.

Partiamo con le curiosità randomiche che ormai caratterizzano questi articoli.

  • La nonna muore fulminata a causa di un calorifero della Iwamura Elettrica, proprio la compagnia del Presidente e di Nobu.
  • Mameha non aveva subito solo l’aborto che vediamo all’interno della narrazione. Ne ha già subiti altri tre, sempre del Barone.
    • Ma le erbe cinesi anche tu? No? Poi a me sembra ancora che anche questo non faccia altro che ribadire che lei sia una proprietà del Barone. Come se non potesse scegliere di tenersi i figli o meno.
  • Un’okiya più vicino è bruciato per sbaglio e l’avvenimento è descritto come il peggiore che può capitare e di solito dopo che accade le geishe devono cambiare lavoro.
    • Nel film Hatsumomo prima di andarsene brucia l’intero okiya. Nel romanzo, invece, se ne va e basta, altrimenti la storia sarebbe finita lì.

Non c’è molto altro da dire perché tra uno sclero e l’altro ho già esplorato ampiamente questo romanzo.

Se voi avete visto il film, ditemi cosa ne pensate, se vi è piaciuto e se queste curiosità sono state interessanti.

Potete leggere anche:
Dal libro al film: Memorie di una Geisha
Parliamone: Memorie di una Geisha

Io vi saluto e spero di vederci presto nel prossimo articolo.  Condividete l’articolo se lo trovate interessante, e per non perdervi altri contenuti seguitemi su Youtube, Facebook, Instagram o sugli altri social che trovate sulla destra o in alto.

Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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