The Umbrella Academy – Prima Stagione

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The Umbrella Academy – Prima Stagione

Introduzione

Oggi parliamo della serie tv prodotta da Netflix, ideata da Steve Blackman, ed è basata sull’omonimo fumetto di Gerard Way e Gabriel Bá. In particolare questi primi episodi sono tratti dal primo volume The Umbrella Academy – La suite dell’apocalisse.

Vi preannuncio già che le due opere sono veramente diverse tra loro, ma di questo parleremo lunedì nelle differenze.

La prima stagione è uscita sulla piattaforma il 15 febbraio scorso e io già non vedo l’ora che esca la seconda. È composta da dieci episodi che durano dai quaranta ai sessanta minuti.

Trama

Il primo ottobre dell’anno 1989, quarantatré donne in tutto il mondo partoriscono contemporaneamente. Il fatto strano, però, è che nessuna di loro mostrava segni di gravidanza fino al momento del travaglio.



Sir Reginald Hargreeves, un eccentrico miliardario, si mette sulle tracce di tutti questi bambini e riesce a trovarne e adottarne sette.

Hargreeves formerà con sei di loro una squadra di super eroi che soprannominerà l’Umbrella Academy.

I bambini crescono secondo rigide regole e vengono chiamati dal padre adottivo con i numeri. A dar loro dei veri nomi sarà la madre, unica fonte d’amore che possono avere.

Ignorati dal padre che li vedeva solo come ragazzi da addestrare, una volta diventati adulti abbandonano tutti l’accademia e la missione data loro dal padre, tranne Numero Uno o Luther.

I fratelli vengono riuniti solamente dalla notizia della morte del padre e si ritrovano per il funerale. Numero Cinque torna dal futuro, dopo essere sparito per anni, e annuncia ai suoi fratelli che l’apocalisse è imminente e che loro devono fermarla.

Commenti e critiche

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da The Umbrella Academy. Guardando la preview che parte in automatico su Netflix, non me lo sarei mai aspettata. Ma avrei commesso un errore perché l’ho trovato un riadattamento ben riuscito.

Già dalle scene iniziali della puntata uno, diventa subito chiaro lo stile surrealista che caratterizza questa serie. Un elemento che, a mio parere, faceva parte anche del fumetto, ma che è stato sottolineato, rimarcato e reso fondamentale nella trasposizione.

Ci troviamo, ad esempio, davanti ad un netto contrasto tra la colonna sonora e ciò che accade nella scena. I combattimenti, molto spesso anche cruenti, sono accompagnati da canzoni molto allegre. Allo stesso modo, i colori che sono stati scelti, spesso si scontrano con la cupezza che avvolge la vicenda narrata.

I personaggi hanno storie complicate e difficili, ma la maggior parte delle volte le azioni che li vediamo compiere risultano divertenti. Ci si rende conto di quanto il loro background li abbia portati a essere degli adulti vulnerabili e quante difficoltà stiano avendo, ma la serie ti porta a riderne. Senza, però, alleggerire la loro situazione.

Ognuno dei fratelli, ma anche i personaggi secondari, riescono a trovare il giusto spazio all’interno dei vari episodi per mostrarci il proprio vissuto e il proprio punto di vista, senza andare a discapito della trama. Allo stesso tempo ci vengono presentati pian piano e sono necessari tutti gli episodi per poterli conoscere a tutto tondo. Personalmente ho trovato difficile, se non impossibile, trovare un personaggio che mi piacesse più degli altri, o schierarmi idealmente solo con uno di loro.

I personaggi provenienti dal fumetto erano ben caratterizzati per l’autore, tuttavia, nel primo volume ci si concentra principalmente sull’avanzare della trama e si ha la sensazione che i protagonisti abbiano ben poco spazio. Costruendo la trasposizione, sono stati approfonditi maggiormente, in parte ampliati, in parte modificati, ma di questo parleremo nelle differenze. In ogni caso, la personalità e gli elementi caratteristici di molti di loro, sono stati ideati proprio per la realizzazione della serie e, secondo me, è stato fatto un bel lavoro.

Gli episodi durano un’ora l’uno, ma procedono molto velocemente, non risultando lunghi o pesanti.

In conclusione

Nonostante fossero proprio questi elementi contrastanti che si notano anche dal trailer a farmi tentennare, sono proprio questi che rendono interessante questa prima stagione.

Se ancora non avete guardato la serie, vi consiglio di andare a recuperarla.

Questa brevissima recensione si ferma qui non volendo scendere di più nei dettagli. Il mio scopo principale era quello di farvela conoscere e consigliarla.

Voi, però, ditemi che cosa ne pensate e soprattutto se avete idee o commenti sulla parte più tecnica, la sezione commenti qui sotto è tutta vostra.

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-Dal fumetto alla serie: The Umbrella Academy (lunedì 18 marzo)

Io vi saluto e spero di vederci presto nel prossimo articolo. Condividete l’articolo se lo trovate interessante e, per non perdervi altri contenuti, seguitemi su Youtube. Per rimanere aggiornati sulle uscite, invece, andate a seguirmi su Facebook, Instagram o sugli altri sociale che trovate sulla destra (o in alto).

Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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