Dal libro al film: Il bambino con il pigiama a righe

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Dal libro al film: Il bambino con il pigiama a righe

Ci troviamo nella settimana in cui cade il giorno della memoria e come l’anno scorso voglio parlarvi di una storia che racconta proprio di questo periodo storico.

Oggi parliamo de Il bambino con il pigiama a righe. Si tratta di un film del 2008 ed è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di John Boyne.

Ho guardato il film alcuni anni fa e sono rimasta subito colpita maggiormente dall’interpretazione di Vera Farmiga, ovvero Elsa, la madre di Bruno (Asa Butterfield), il protagonista.

Dal libro sinceramente mi aspettavo di più, essendo rimasta così positivamente colpita dalla trasposizione cinematografica, ma succede a volte che i film migliorino la versione originale. Come questa volta.



In questo articolo troverete sia le differenze che le curiosità.

Differenze

bambino-pigiama-a-righe-vera-madreCredo che questo articolo verrà leggermente diverso rispetto ai soliti Dal libro al film per il semplice fatto è che qui non è significativo parlare degli avvenimenti diversi, ma è proprio Bruno ad essere diverso nelle due versioni e di conseguenza cambiano anche i fatti.

Cercherò di spiegarmi meglio man mano che vediamo le differenze.

  • Partiamo dal dire che nel romanzo il punto di vista è quello di Bruno e noi lettori siamo in grado solamente di vedere ciò che vede lui.
    • C’è da dire che noi lettori sappiamo in generale molto più di quello che Bruno, un bambino di nove anni, sa e quindi cogliamo più cose rispetto a lui.
      • Nel film, Bruno ha otto anni, ma è molto più sveglio di quanto appaia nel romanzo.
  • Nel film, invece, siamo in grado di vedere tutti i personaggi e veniamo a conoscenza di molte più cose.

Veniamo alla trama vera e propria.

Il padre di Bruno è un soldato che è stato appena promosso dal Führer in persona. Per questo motivo dovranno trasferirsi da Berlino alla Polonia. Nel film alla fine ci si arriva a capire che siamo ad Aushwitz in Polonia, ma non viene mai specificato.

Per tutte le pagine del libro, Bruno non capisce il nome del luogo e continua a dire e pensare Auscit. Davvero fastidioso.

  • Nel libro la madre di Bruno è molto più turbata dal nuovo incarico, rispetto a quanto non si veda nel film.
    • Lei e il padre avevano litigato molto, come se lei già sapesse, o comunque intuisse che cosa succedeva nei campi. Nel film, invece, sembra che non sia un vero problema.
    • La madre aveva solamente spiegato a Bruno che il padre era un uomo con un lavoro importante e che era stato incaricato di un compito in particolare.
  • La settimana precedente il Führer in persona era stato a cena da loro.
  • Nel film li vediamo partire insieme, mentre all’inizio del romanzo, il padre è già partito mentre Bruno, la madre e sua sorella stanno preparando i bagagli e svuotando la casa.
    • Nel film, al contrario, partono tutti insieme pochi giorni dopo l’inizio.

  • Arrivati nella nuova casa, Bruno disfa i bagagli nella sua camera e vede il campo dalla finestra.
    • Nel film il campo è lontano qualche chilometro dalla casa ed è separato dalla casa da un muro che contorna la casa, mentre da come viene descritto nel libro è a pochi passi di distanza e non c’è niente a dividerli.
  • La sorella pensa che quel posto possa essere una fattoria, ma Bruno ribatte che non ci sono animali e il terreno era troppo brutto per far crescere qualcosa.
    • Bruno chiede direttamente al padre chi siano quegli uomini, non alla madre come nel film:

«Ma quelli non sono uomini, Bruno» disse. […] «Sì, almeno non secondo il significato che diamo a questa parola» proseguì il padre.

  • Passa del tempo, Bruno non si arrende al trasferimento e parla con Maria, la cameriera, per vedere se voglia tornare anche lei a Berlino.
    • Bruno dà dello stupido a suo padre, in preda alla rabbia, ma Maria lo difende. Il padre di Bruno, infatti, aveva assunto Maria alla sua prima esperienza e aveva aiutato sua madre quando stava male.
    • Guardando fuori dalla finestra, Maria si chiede come possa… Gretel li interrompe, Bruno non stava capendo e non tornano più sull’argomento.

bruno-bambino-pigiama-a-righeNel film sembra che tutti ignorino le vere finalità del campo, c’è addirittura una scena in cui il soldato biondo, il tenente Kotler, dice alla madre di Bruno che puzzano ancora di più quando bruciano e solo in quel momento la donna capisce che cosa succede al campo.

Nel libro, invece, sembra che gli adulti sappiano quello che accade. Ovviamente non sono d’accordo, ma si sa che non ci potessero fare niente.

  • Non vedremo mai la madre che si lamenta col marito per quanto il campo sia vicino, come accade nel film (in realtà una volta sì, ma non è come nel film).
    • Nel romanzo il padre è una figura molto più autoritaria e molto meno umana rispetto a quanto sia stato reso nella trasposizione.

  • L’ebreo che lavora in casa loro, Pavel, nel romanzo si occupa solamente della cucina, mentre nel film fa tutto.
    • Quando Bruno si fa male cadendo dall’altalena, Pavel lo vede dalla finestra e lo va a soccorrere.
    • La madre lo manda di sopra, ma Bruno la sente ringraziare Pavel e dirgli che se il comandante avesse fatto domande, avrebbero detto che era stata lei.
  • Qualche mese dopo, Bruno racconta a Maria che Pavel gli aveva raccontato di essere un dottore, ma aveva sicuramente mentito.
    • Maria gli dice che lo era, ma nella vita precedente, prima di arrivare lì e gli chiede di non dire niente a nessuno se gli racconta la sua storia.

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  • Nella trasposizione non si capisce particolarmente, ma sono passati mesi dal loro arrivo quando Bruno decide di iniziare ad esplorare.
    • Il campo, come abbiamo detto, è poco distante dalla casa e non è diviso da un muro.
    • C’è una panchina che è rivolta verso la casa e dietro di essa a distanza di pochi metri, inizia la recinzione che si perde fino all’orizzonte.
    • L’esplorazione di Bruno, quindi, consiste nel percorrere la recinzione e vedere dove termina, anche se alla fine si ferma quando trova Shmuel. Nel film, invece, doveva trovare proprio l’inizio del campo.

  • Data la vicinanza del campo, dalla finestra Bruno era in grado di vedere i soldati, compreso suo padre, entrare e uscire dal reticolato.
    • Aveva anche notato che molti di quei soldati venivano invitati a cena, ma che nessuno degli uomini in pigiama andava mai da loro (tranne Pavel, ovviamente).

Vi ho già detto che il Bruno del libro è molto più ingenuo rispetto a quello che vediamo nel film.

  • Shmuel gli spiega come è arrivato lì. Nonostante il suo racconto sia abbastanza chiaro, Bruno continua a non capire e anche dopo molto tempo gli continua a dire che potrà andare a trovarlo quando tornerà a Berlino.
  • Vi dico che non è un bambino particolarmente sveglio perché, nonostante veda le condizioni di Shmuel e decida di portargli del cibo, nel tragitto gli viene fame e lo mangia. LO MANGIA! Lasciando al suo amico pochissima roba.
    • Il bello è che lo vede che Shmuel è sempre più magro e deperito.

  • La sera in cui Pavel rovescia la bottiglia di vino, non viene trascinato subito fuori dalla stanza per essere picchiato.
    • Semplicemente dopo questo episodio non si vede più.
  • Nel film è la stessa cena in cui viene fuori che il padre del tenente Kotler è partito per la Svizzera. Accade anche nel film, ma durante un’altra cena.

  • Nel film Shmuel ha un occhio nero dovuto al fatto che era stato portato a casa di Bruno per pulire e il tenente Kotler lo aveva picchiato per aver accettato del cibo.
    • Nel libro un giorno Bruno lo trova con il livido, ma non ne sappiamo il motivo.
  • Dopo un paio di capitoli, arriva il momento della festa e Shmuel viene mandato a lucidare l’argenteria. Succede più o meno quello che vediamo nel film.
    • Tranne per il fatto che Bruno non corre via, ma si fa spedire da Kotler nell’altra stanza.

  • Fino a questo momento del libro, Gretel non ha abbracciato anima e corpo la causa del Führer e non si era nemmeno messa a fare la gatta morta con Kotler.
    • Aveva anche tenuto tutte le sue bambole nella sua camera.

  • Nel frattempo passa un anno dal loro arrivo ad Aushwitz e vediamo il funerale della nonna di Bruno.
  • Bruno ci dice che Kotler se ne è andato e che quel giorno i suoi genitori avevano avuto un acceso diverbio.
    • Solo da questo possiamo intuire che la sua partenza ha qualcosa a che fare con il padre che è partito per la Svizzera.
    • Gretel cambia tutta la sua stanza dopo la partenza del soldato.

  • madre-padre-bruno-bambino-pigiama-a-righeBruno parla con sua sorella, gli chiede come mai ci sia la rete e perché loro non possano superarla.
    • Quella poveretta di Gretel deve spiegargli che non sono loro a non poterla superare, ma gli uomini in pigiama a non poterne uscire.
    • A quanto pare Bruno non conosce neanche la parola con cui chiamano gli ebrei. Quindi nella narrazione ci dice che sua sorella ha pronunciato una parola strana.

Tralasciando l’enorme fastidio che questo espediente, usato in continuazione, crea nel lettore, quanto è plausibile? Ai bambini venivano insegnate a scuola queste cose, quanto devi essere scemo per non conoscerle?

In più erano lì da un anno e si è visto che il maestro che avevano era molto instradato nel regime. Almeno le divisioni base noi/loro le avrebbe dovute imparare, ormai!

Bruno le chiede anche che cosa sono loro e sua sorella, a tredici anni, non glielo sa dire! Cavoli, immagino che le parole “popolo ariano” fossero piuttosto diffuse. Assurdo che lei non sia in grado di dirglielo.


  • Gretel e Bruno prendono i pidocchi e il padre tosa i capelli di Bruno a zero.
    • Quando Shmuel lo vede scoppia a ridere e dice che adesso sono uguali.
  • La madre, intanto, se la prende con suo marito perché è ovvio che i figli abbiano preso i pidocchi in un posto come quello.
    • Lei si è stufata, Bruno la sente parlare col padre del fatto che vuole tornare a Berlino e non capisce come possa fare quel lavoro.
    • Bruno ci fa sapere che in quei mesi i riposini della madre erano aumentati, esattamente come i suoi rimedi allo sherry.

  • È di Shmuel l’idea di far andare Bruno dalla sua parte della rete, nel film, invece è Bruno a proporlo.
    • Shmuel lo fa, nonostante sappia come si vive lì.
    • La scomparsa del nonno, che è la scusa per cui nel film entra, è avvenuta mesi prima nel libro.
    • Shmuel dice che è sparito anche suo padre e chiede a Bruno di aiutarlo, visto che poi sarebbe partito con la madre e la sorella per Berlino.
  • Nel film, Bruno spia una riunione di suo padre in cui viene proiettato un filmato di propaganda che mostra quanto sia fantastica la vita nel campo.
    • Nel libro non c’è niente di tutto ciò, era stato Bruno a immaginarsi delle cose del genere.
  • Bruno decide di entrare nel campo. Nel film inizia a piovere quando loro vengono portati alle docce. Nel libro quando arriva all’appuntamento con Shmuel piove già e il terreno è completamente zuppo.
    • La rete non è elettrificata come nel film e per entrare basta sollevarla un po’, non c’è bisogno di scavare.
  • Si arrendono dopo poco al fatto che non troveranno il padre e Bruno aveva già chiesto a Shmuel di portarlo alla recinzione.
    • Stavano per andare quando vengono circondati da un gruppo di soldati.
    • Bruno chiede se la marcia durasse tanto, visto che doveva tornare a cena, ma Shmuel gli dice che non lo sa perché non ha mai visto le persone tornare.
  • Arrivano nelle docce, ma mentre nel film li fanno togliere i vestiti nello spogliatoio e poi li chiudono in doccia, nel libro sembra solamente che vengano chiusi dentro e poi si attivi il sistema.

  • Visto che nel film c’è un muro e un cancello che separa il retro della casa dal campo e che Bruno aveva lasciato la finestrella dello sgabuzzino da cui sgattaiolava fuori, aperta, i suoi genitori capiscono immediatamente dove fosse andato.
    • Nel libro, invece, è tutto aperto e Bruno non aveva lasciato molte tracce e quindi pensavano fosse scappato in qualche città vicina.
    • Un soldato trova i suoi vestiti fuori dalla rete e chiama il comandante, ma non capiscono che sia entrato, visto che non hanno scavato una buca.
    • La scena in cui la madre si dispera fuori dalla rete (e che è fantastica) è stata aggiunta nel film.
  • Gretel e la madre dopo qualche mese che Bruno non viene trovato, tornano a Berlino.
    • Lei pensava che Bruno potesse essere riuscito a tornare da solo e si aspettava quasi di trovarlo lì, ma non è così.
  • Il padre continua a lavorare ad Auschwitz per un anno e torna dove erano stati trovati i vestiti del figlio e nota che la rete in quel punto si può sollevare un po’.
  • Poco dopo dei soldati lo vanno a prendere e lo portano via, ma a lui non importava più niente.

Le differenze sono finite, non sono interessanti tanto quanto quelle di altri articoli, ma fondamentalmente è per il fatto che Bruno nel libro è un totale imbecille.

Curiosità

madre-bruno-differenze-bambino-pigiama-a-righeVediamo alcune delle curiosità che ho trovato interessanti e che non spiccano molto dalla trasposizione cinematografica.

  • Tra le parole che Bruno non capisce, nonostante abbia la bellezza di nove anni, c’è anche Führer che lui continua a chiamare “Furio”. Non immaginate il fastidio.

  • Quando stanno partendo da Berlino, sua madre sta osservando la casa vuota e si lascia sfuggire tra sé che non avrebbero dovuto invitare il Führer a cena, senza rendersi conto che Maria era nella stanza.
    • Se ne accorge e cerca di ritrattare ciò che aveva detto, ma la cameriera dice che stava andando alla macchina ed esce facendo finta di nulla.
  • In una delle prime scene del film vediamo Bruno correre per la città e sullo sfondo si vedono delle camionette su cui dei soldati stanno facendo salire degli ebrei.
    • Nel romanzo non c’è nulla di simile, ma quando sono in stazione per prendere il treno Bruno vede che sull’altro binario si sta ammassando una folla di persone. Bruno pensa che siano tutti matti, visto che il suo vagone è quasi vuoto.

  • Bruno va a parlare col padre perché non gli piace la nuova casa e gli chiede se avesse fatto qualcosa di brutto a lavoro e se il Führer lo volesse punire e che avrebbe potuto chiedere scusa.
    • Il padre tra l’altro gli aveva insegnato a fare il saluto nazista, ma Bruno non sa dire neanche quello. È dislessico ‘sto ragazzino.

  • Shmuel e Bruno sono nati lo stesso giorno dello stesso anno, il 15 aprile del 1934 (quindi siamo nel 1943/44).
    • Probabilmente quando il padre viene portato via, il campo era stato preso dai soldati russi.
  • Shmuel è polacco, ma visto che Bruno lo aveva salutato in tedesco, aveva risposto nella stessa lingue.
    • Il bambino sa solo quelle due lingue, mentre la madre sapeva anche il francese, l’inglese e l’italiano.
  • Inizialmente Shmuel pensa di essere molto lontano dalla Polonia, probabilmente per il massacrante viaggio che aveva dovuto fare o l’enorme differenza di ambiente in cui viveva.
    • Parlando si rende conto di essere ancora nella stessa nazione, mentre Bruno viene a sapere solo in quel momento di trovarsi ad Auschwitz (altro nome che non è in grado di dire).

  • Tra le cose crudeli che il tenente Kotler ha fatto c’è anche l’aver sparato a un cane che si era avventato sulla recinzione.

Con questa nota di felicità, io concludo questo articolo.

Potete leggere anche:
Dal libro al film: Storia di una ladra di libri

Io vi saluto e spero di vederci presto nel prossimo articolo.

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Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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