Dal libro alla serie: Il carosello carnivoro – Lemony Snicket (Stagione 2)

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Dal libro alla serie:
Il carosello carnivoro
(episodi 9/10 – seconda stagione)

Una serie di sfortunati eventi è un ciclo di tredici romanzi scritto da Lemony Snicket, personaggio della storia e pseudonimo dell’autore, Daniel Handler.

I libri sono stati pubblicati tra il 1999 e il 2006. Lemony Snicket ha scritto altri libri collegati a questa serie, come The Beatrice Letters o Lemony Snicket: The Unauthorized Autobiography, ma non sono mai arrivati in italia.

Nel 2017 Netflix ha pubblicato una serie televisiva che traspone tutti i romanzi del ciclo. Siamo alla seconda stagione, che arriva fino all’ottavo libro, Il Carosello Carnivoro, e in attesa della terza e forse ultima stagione.

Qui parliamo proprio delle differenze che la serie tv ha apportato rispetto alla storia originale dei romanzi.



La seconda stagione è uscita a marzo del 2018, ed è composta da dieci episodi che narrano le vicende trattate nei romanzi L’atroce accademiaL’ascensore ansiogenoIl vile villaggio, L’ostile ospedale e Il carosello carnivoro.

Siamo al nono romanzo della serie, Il carosello carnivoro, pubblicato per la prima volta nel 2005.

Differenze

olaf-circo-serie-sfortunati-eventiCi siamo, dopo questo articolo non ci rimarrà che aspettare l’uscita della terza stagione, ma siamo fortunati, perché l’uscita sarà proprio domani, il 1° gennaio. Beh sappiamo tutti come passare i postumi dei festeggiamenti dell’ultimo dell’anno.

Intanto, non ci resta che vedere le differenze tra il nono libro di Una serie di sfortunati eventi e le puntate nove e dieci e poi siamo tutti pronti a guardare la nuova stagione!

La puntata nove della serie, si apre con un ballo in maschera. Il ballo in maschera in cui vediamo tutti gli ex tutori dei Baudelaire, Jacquelyne, la segretaria di Mr Poe, Larry e i fratelli Snicket.

Nel romanzo, invece, ci ritroviamo direttamente insieme a Violet, Klaus e Sunny rinchiusi nel bagagliaio.

  • All’inizio della seconda puntata Lemony Snicket ci introduce gli avvenimenti tragici che stanno per succedere tramite un modo di dire, ovvero: “Trovarsi nel ventre della bestia” (“in the belly of the beast”). Da questo momento in poi vedremo tre momenti “nel ventre delle bestia”.
    • Nel libro, invece, inizia proprio con questa metafora e il primo “nel ventre della bestia” si riferisce agli orfani Baudelaire nel bagagliaio della macchina di Olaf.
  • I fratelli sentono parlare Olaf e i suoi scagnozzi. Una delle donne incipriate si confessa scettica rispetto ai chiromanti, ma Madame Lulù era sempre riuscita a far in modo che trovassero i Baudelaire.

  • Quando arrivano al circo, nella puntata vediamo i Baudelaire aprire il bagagliaio dall’interno. I bagagliai delle macchine, però, non si aprono da dentro e per riuscirci, nel libro, Violet deve inventarsi qualcosa.
    • Per forzare la serratura usa il monocolo che Olaf aveva indossato per impersonare Gunther.
  • Nella serie, noi seguiamo Olaf, Esmé e i suoi complici nella tenda di Madame Lulù, nel romanzo, invece, rimaniamo insieme ai Baudelaire.
    • Vicino alla macchina c’è una cabina telefonica e Violet, Klaus e Sunny pensano di chiamare Mr Poe. Ancora una volta, però, non hanno soldi.
    • Decidono di fare il numero del centralino che vuole sapere che tipo di emergenza abbiano. Violet con pazienza spiega tutta la situazione, ma l’addetto non risponde più, probabilmente credendo fosse uno scherzo.
    • A questo punto decidono di smettere di cercare aiuto dagli altri e di cavarsela da soli. Così vanno a vedere che cosa stia combinando Olaf dentro la tenda.
  • Si travestono e vanno anche loro da Madame Lulù. Nell’episodio, invece, Olaf sente dei rumori all’esterno, vanno a controllare e li trovano.


  • Passano la notte insieme agli altri fenomeni e vengono svegliati dall’uomo con gli uncini.
    • L’uomo è di pessimo umore perché Olaf e Madame Lulù sono andati a fare una commissione e la sfera di cristallo ha detto che uno dei Baudelaire (i genitori) è sopravvissuto.
  • Vediamo la “tagliatella grande” tenuta dall’uomo uncinato non da Esmé.
    • Vi ho messo tra virgolette “tagliatella grande” perché è esattamente così che la chiamano anche in lingua originale.

Questa differenza era inutile, bene andiamo avanti.

  • Olaf e Madame Lulù tornano con i leoni. Nel film gli animali faranno la loro comparsa solo all’inizio della seconda puntata, nel libro, invece, ci troviamo nel capitolo quattro, poco dopo l’inizio della storia.
    • I leoni sono un regalo di Olaf a Madame Lulù. Quando Esmé sente questa cosa, fa scorrere le unghie sulle sbarre della gabbia in cui sono tenuti gli animali, facendoli spaventare.

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  • Essendo arrivati la notte precedente, i Baudelaire non erano riusciti a vedere bene la tenda della chiromante.
    • In questo momento, alla luce del giorno, riconoscono il disegno che vi è raffigurato.
    • È proprio in questo momento che per la prima volta Violet, Klaus e Sunny riescono a vedere nel disegno dell’occhio la sigla V.F.(D.)

La vena polemica che è in me, non è contenta che al momento di creare le prime illustrazioni per i libri, abbiano disegnato un occhio che non può minimamente contenere quelle lettere. Probabilmente al momento della stampa del primo libro questa rivelazione non era nota… mah. Probabilmente non sapevano a cosa dovesse somigliare, perché nei libri successivi è stato cambiato.


  • Nella serie, vediamo Violet usare come nastro per capelli il braccialetto dell’ospedale.
    • Nel romanzo, invece, ritrova proprio il suo nastro nella tasca del pantalone di Olaf e che lei stava usando per travestirsi da fenomeno.

  • Nella tenda trovano un sistema di specchi che serve a riflettere la luce dell’alba e a creare dei lampi che devono sembrare magici.
    • Per questo la chiromante può fare le predizioni solo al mattino.
  • Sotto al tavolo, non c’è una raccolta di pellicole che vengono trasmesse nella sfera. Come abbiamo visto è la luce a far sembrare la sfera di cristallo attiva.
    • Nascosta lì trovano una biblioteca e tra i documenti c’è anche un articolo preso dal Daily Punctilio sulla loro permanenza al Villaggio dei Fanatici, la lista degli studenti della Prufrock Prep. e una foto sfocata di loro tre all’imbarcadero di Damocle con dietro una scritta: “Spero possa esserti utile”, firmato K. (o R, i Baudelaire non riescono a decifrare bene la lettera).
  • I Baudelaire non si sono tolti il travestimento, hanno troppa paura che qualcuno li possa trovare. Così, impacciati come sono, nel tentativo di togliere la tovaglia per vedere meglio, rompono la sfera di cristallo.
  • Non hanno ancora scoperto cosa vuol dire V.F.(D.) quando entra Madame Lulù.
    • La donna è furiosa con loro perché i fenomeni non devono entrare nella sua tenda. Evidentemente non li ha riconosciuti.
    • I Baudelaire la accusano di essere un’impostore (allora se qualcuno vuole rompermi le scatole: ho messo l’apostrofo perché Madame Lulù è una femmina, ma il termine “impostora” mi fa schifo).
    • Madame Lulù scoppia a piangere e spiega che lei aiuta chiunque vada da lei perché il motto del carosello è

Dai alla gente quello che vuole

  • Quindi se Olaf le chiede dove si trovino i Baudelaire, lei glielo dice. Se uno dei volontari vuole delle informazioni, allo stesso modo, lei gliene fornisce.
  • A questo punto si presenta. Il suo vero nome è Olivia e per soddisfare la gente, ricerca le informazioni nelle biblioteche.
    • Quando non riesce a trovare nulla, inventa.
    • Klaus, Violet e Sunny le chiedono se abbia inventato il fatto che uno dei Baudelaire si sia salvato.
    • Soltanto adesso si tolgono il travestimento e rivelano la loro identità.
  • Olivia confessa di non sapere se uno dei loro genitori è vivo, ma se lo fosse sicuramente si troverebbe tra i Monti Manomorta perché lì c’è uno degli ultimi quartier generali di V.F.(D.)
    • È convinta che loro siano già a conoscenza di questa organizzazione, perché hanno seguito tutte le regole per travestirsi e sembra che abbiano usato il kit.
    • Quando le dicono di non sapere niente mostra loro il suo baule, che prima era chiuso a chiave.
  • Olivia non è contenta di aver aiutato i cattivi per tanto tempo, ma non sa se può smettere.

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Capite anche voi leggendo queste differenze che, sebbene il nome sia rimasto lo stesso, Olivia non è la bibliotecaria della Prufrock che abbiamo conosciuto nella serie. Durante L’atroce accademia lei si trovava già al carosello probabilmente. In più ricordo che i Baudelaire non l’hanno mai incontrata prima, così come lei non ha dato segno di averli riconosciuti. Ma come? Non sapete questa differenza? Non avete letto L’atroce accademia? Male, male! Andate subito cliccando sul titolo della puntata!

Tornando a noi, non ho ancora letto gli altri libri, ma secondo me, la serie ci ha mostrato la sotto trama che nei romanzi si scoprirà solamente alla fine. Almeno, questa è la mia opinione.


  • Nella serie Violet vuole aggiustare l’otto volante tramite la “tagliatella grande”, mentre nel libro pensa di usare una cinghia presa dal sistema di specchi di Madame Lulù e quindi devono aspettare che lei la usi con Olaf e poi glielo porti. Effettivamente capisco che sarebbe stato uno spreco avere un elemento come la tagliatella e non usarla per qualcosa.
    • La chiromante dice loro di aspettare la mattina per lavorare, quando Olaf sarà nella sua tenda. Nella serie lo fanno di notte.
    • Partiranno nel pomeriggio quando tutti saranno distratti dallo spettacolo dei fenomeni.
  • Olivia promette di aiutarli e non raccontare niente a Olaf, in cambio vuole andare con loro a cercare i V.F.(D.)
  • Olaf, nella puntata, entra nella tenda, ed è a questo punto che inizia a capire tutto.
    • Nel libro, invece, Lulù lo tiene fuori dicendo che sta terminando un rito segreto.
  • Mentre cercano di rimettere in funzione la giostra, ancora una volta, non si tolgono il travestimento.

Ancora non sappiamo niente sul vero significato della sigla.


  • La fossa dei leoni si trova proprio di fianco all’ottovolante che Violet deve aggiustare.
  • Devono andare a prendere la cinghia, ma vengono fermati da un fan dello spettacolo appena fuori dalla tenda di Madame Lulù e proprio in quel momento Olaf annuncia che lo spettacolo sta per cominciare.

donne-incipriate-madame-lulùNon ci troviamo all’interno di un tendone, ma all’esterno, appunto di fianco all’ottovolante.

Che lo spettacolo abbia inizio, quindi.

  • Ancora una volta Mr Poe e sua moglie non sono presenti.
  • Così come i professori delle Prufrock Prep.
  • Quando Madame Lulù arriva, i Baudelaire sono sul trampolino e per un momento sembra che li voglia lanciare giù sul serio. Nel libro, avrete capito, non è così scontata la sua lealtà.
    • I fenomeni si mettono a litigare su chi debba eseguire il compito che Esmé gli aveva assegnato per assicurarsi così un posto tra gli scagnozzi di Olaf.
    • Anche i complici di Olaf si mettono a litigare perché non vogliono i fenomeni come colleghi.
    • A loro si aggiunge anche il pubblico, visto che Olaf aveva promesso loro una ricompensa speciale. Come nella serie.

Più o meno succede così anche nella serie, ma… volete sapere chi finisce nella fossa dei leoni?

  • I Baudelaire non vengono spinti dall’altra parte della fossa. Riescono a indietreggiare e scendere dal trampolino.
    • A cadere sono Madame Lulù, come nella serie, e l’uomo calvo, uno dei complici di Olaf. I due si aggrappano l’uno all’altra e alla fine finiscono entrambi in the bell of the beast.
    • I poveri orfani riescono a chiudere gli occhi prima che la scena straziante potesse cominciare, per questo noi non la vediamo.
  • Sappiamo che Madame Lulù era effettivamente una volontaria, come ci grida nella puntata, perché Snicket si riferisce a lei con: “la mia collega”.

  • I Baudelaire arrivano alla tenda della chiromante.
    • Era stata proprio Violet ad aizzare la folla e a suggerire che venissero spinti di sotto, quindi si sente in colpa per la morte di Olivia.
  • Arriva Olaf, prende subito in braccio Sunny, senza che la bambina riesca ad opporre resistenza, anche se l’audacia che le hanno fatto avere nella serie è molto appropriata.
    • Ordina a Beverly e a Elliot, ovvero al finto fenomeno formato da Klaus e Sunny, di appiccare il fuoco alla tenda. Non torna indietro per costringerli, come nella puntata.
    • I Baudelaire lo fanno e poi escono.
  • Olaf è riuscito a far ricadere la colpa dell’incendio sui Baudelaire.

  • finale-seconda-stagione-sfortunati-eventiColette, Hugo e Kevin riescono a stare nella macchina di Olaf, non nel bagagliaio, ma nel sedile posteriore perché tanto l’uomo calvo e quello che non è né uomo né donna sono morti (se vi siete persi la fine di quest’ultimo, ancora una volta male! Vuol dire che non avete letto L’ostile ospedale, sono molto delusa da voi, andate).
  • Olaf li chiama con la ricetrasmittente e dice loro che Madame Lulù gli aveva raccontato chi fossero…
  • Colette, Hugo e Kevin si sporgono dai finestrini e formano una catena umana tenendosi per le caviglie per arrivare alla corda.
    • Kevin è l’ultimo e usa entrambe le mani per tagliare.

Nella serie, Olaf lo aveva capito da solo, qui  i giovani Baudelaire vengono traditi proprio dalla chiromante. Alla fine della puntata vediamo una donna arrivare al Carosello Carugati. La risposta più scontata è che sia proprio la madre dei Baudelaire e che sia lei il genitore sopravvissuto.

Nemmeno lei è presente nei libri, ma scopriremo presto tutto quanto.

Vi anticipo che il prossimo libro si chiama: La scivolosa scarpata.

Curiosità

Vediamo tutto quello che è stato eliminato creando la serie tv e che ho trovato interessante o divertente.

  • Per travestirsi da bambina-lupo Sunny usa la vecchia barba che Olaf aveva usato per interpretare Stephano.

Nella serie non si vede come gli orfani si siano messi ad usare gli oggetti che il Conte aveva utilizzato per travestirsi nei vari episodi, ed è un vero peccato.


Snicket ci racconta la storia della Regina Debbie e del suo fidanzato Tony, i protagonisti di una storia inventata e che abitavano in due regni immaginari vicini.

La regina Debbie aveva mandato come regalo di compleanno a Tony uno storno, ma Tony l’aveva chiamata solo per lamentarsi del presente. Lui voleva dei diamanti, non uno storno.

La regina, però, non voleva mandagli dei diamanti per posta, qualcuno avrebbe potuto rubarli. Decise, così, di far mangiare le preziose pietre ai suoi leoni e mandarli attraverso di essi a Tony. Nessuno avrebbe mai attaccato dei leoni feroci.

Tony aspettò con impazienza fuori di casa per il resto del giorno, mangiando tutto il gelato e la torta e prendendo in giro il suo storno, e infine, proprio al tramonto, vide i leoni avvicinarsi all’orizzonte e corse a prendere il suo regalo.
«Datemi i diamanti, stupidi leoni!» gridò Tony, e non c’è bisogno che vi racconti il resto della storia, la cui morale è piuttosto ovvia. A leone donato non si guarda in bocca’.

Questa storia ci viene raccontata per introdurre il fatto che Olaf e Madame Lulù erano andati a prendere dei leoni selvatici.


  • Il capitolo cinque inizia due volte, in due pagine consecutive, perché Lemony Snicket ci parla di che cosa sia un déjà-vu.
    • Ci parla di questo fenomeno quando Olaf ripete il discorso del mulo fatto muovere con la carota o col bastone. Stesso identica metafora che aveva usato quando i Baudelaire vivevano con lui.
    • Non sono sicura che nella serie questa cosa sia effettivamente ripetuta in questi due momenti, perché io ho una sensazione di déjà vu a prescindere avendo visto due volte la serie, una volta il film e letto i libri, quindi almeno due volte l’ho di sicuro sentita. Ditemi voi.

Snicket ci dice che Esmé ha sul vestito ricamata la scritta “IO AMO I FENOMENI, ma al posto della parola ‘amo’ c’era un enorme cuore,

un simbolo usato a volte da chi non capisce bene la differenza tra parole e forme.


Esmé va a trovare i fenomeni e porta loro anche dei regali.

  • A Hugo, il gobbo, Esmé regala una grossa giacca, abbastanza grande per contenere la gobba. Si tratta dello stesso capo che l’uomo con gli uncini aveva usato per travestirsi da portiere durante L’ascensore ansiogeno.
  • Per Colette, la contorsionista, c’è un abito ampio e sformato che le permette di contorcersi come vuole, senza che nessuno lo veda.
  • Al problematico ambidestro, Kevin, dà una corda, con cui legarsi la mano destra, per essere soltanto un normalissimo mancino.
  • A Chavo, ovvero a Sunny, consegna il rasoio di Olaf, così che potesse radersi e sembrare meno lupesca.
  • Infine a Beverly e a Elliot, Violet e Klaus, regala un sacco per coprire una delle due teste.

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  • Allo spettacolo è presente una giornalista del Daily Punctilio.
    • Olaf si presenta col suo nome perché voleva i meriti per l’idea dei leoni.
    • La giornalista gli dice che non è possibile perché il Conte Olaf è stato ucciso dai Baudelaire.
    • Olaf le dice che si sbaglia, perché quello era il Omar, non Olaf. Credo accada anche nella serie, ma mi fa troppo ridere.

Anche per la seconda stagione abbiamo finito, presto toccherà alla terza.

Io vi saluto e mi raccomando, se vi è piaciuto l’articolo commentate e condividete.

Potete leggere anche:
L’ostile ospedale
La scivolosa scarpata 

Per questa recensione è tutto, se lo avete letto commentate e ditemi che cosa ne pensate, condividete e seguitemi su Facebook o Instagram o sugli altri social che trovate sulla destra (o in alto).

Alle.


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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