Il mistero della casa del tempo (film)

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Recensione film: Il mistero della casa del tempo

Paese di produzione: Stati Uniti
Durata: 
105 minuti
Genere: fantasy

Il film Il mistero della casa del tempo è la trasposizione cinematografica del romanzo di John Bellairs del 1973, conosciuto anche con il titolo di La pendola magicaLa pendola stregata. In italiano, in lingua originale si è sempre chiamato e si chiama ancora, in maniera più didascalica: The House with a Clock in Its Walls

La pellicola è uscita al cinema il 31 ottobre del 2018 e vede come attori protagonisti Jack Black e Cate Blanchett, rispettivamente Jonathan Barnavelt e Florence Zimmerman. Nei panni del piccolo Lewis troviamo, invece, Owen Vaccaro, che per sua fortuna non è dovuto andare a scuola in Italia.

Trama

Dopo la prematura morte dei suoi genitori, Lewis si trasferisce a casa dello zio Jonathan, il fratello della madre. Lewis ha sempre sentito parlare dello zio come una persona stramba ed eccentrica e vedendo la casa questo dipinto non fa che acquisire colori più vividi.



Scopre che suo zio e la sua vicina e amica Florence Zimmerman sono due stregoni e la dimora è piena di oggetti magici e misteri. Dalle pareti della casa, inoltre, proviene un ticchettio costante, che Jonathan ha cercato di mascherare con il rumore di molti altri orologi. Nei muri è stato nascosto un orologio magico, Jonathan non è ancora riuscito a scoprire dove sia stato nascosto l’orologio, ma sa che è stato lasciato lì dal suo vecchio maestro e proprietario della casa, Isaac Izard, per un motivo ben preciso…

Commenti e critiche

jonathan-florence-zimmermann-filmQuando sono andata a vedere il film ero consapevole che si trattasse di un prodotto per ragazzi, quindi le mie aspettative erano misurate e tutte le mie riflessioni a riguardo tengono conto di questo fattore.

Solo che anche guardandolo in questo modo, secondo me, è un prodotto di qualità. The House with a Clock in Its Walls è più un racconto breve che un romanzo vero e proprio, in quanto tutti gli argomenti non vengono approfonditi, ma solamente accennati. A me non è piaciuta, vedremo il motivo nelle Differenze, e la trasposizione poteva essere un’ottima occasione per ampliare la storia e i personaggi.

In parte questo lavoro è stato fatto, è stata aggiunta la storia della signora Zimmerman, si sono ricordati di dirci qualcosa in più del rapporto di Jonathan con i suoi genitori e sua sorella, la madre di Lewis. Hanno aggiunto una storia un po’ più complessa per quanto riguarda appunto l’orologio e Isaac Izard. Tuttavia, la qualità e l’interesse che suscitano tutte queste aggiunte rimane piuttosto bassa. La trama rimane comunque poco approfondita, hanno cercato di creare un finale più articolato e anche più scenografico, ma la storia in generale rimane troppo semplice.

Hanno appunto le storie dei personaggi principali, nel libro totalmente assenti, però non era ciò di cui si sente veramente il bisogno: l’ambientazione. Il grandissimo problema di questo romanzo, infatti, è proprio l’assenza di spiegazioni per quanto riguarda il mondo in cui la storia è stata inserita. Nemmeno nel film sono riusciti a creare un mondo che ti coinvolge e che sembra che potrebbe veramente esistere nella realtà. I nostri personaggi rimangono sospesi nell’approssimazione dello scenario.

Mi viene da paragonarlo a Harry Potter, in cui già dai primissimi capitoli il mondo magico di delinea perfettamente, si capisce come la magia riesce a coesistere con la realtà che noi lettori conosciamo. In Il mistero della casa del tempo, al contrario, sia nel romanzo che nel film, non si riuscirà mai a capire come questo sia possibile. Avendo scelto di rimaneggiare l’opera di Bellairs avrebbero potuto concentrarsi su questo punto e creare un film godibile e interessante. Magari la trama principale sarebbe rimasta piuttosto banale, ma ciò che avrebbe colpito maggiormente sarebbe stata proprio l’ambientazione.

Non l’hanno fatto.

Hanno voluto sottolineare la parte comica che in minima parte si trova anche nel libro, avendo scelto Jack Black come interprete, avranno ritenuto questa la strada migliore. Il suo tipo di comicità, però, la trovo infantile e le scena che dovevano essere tra le più divertenti, in realtà sono squallide. Come il cespuglio animato a forma di leone che fa la cacca. Non fa ridere la prima volta che lo vedi, di certo non fa ridere la terza. Così come un “neonato” che fa la pipì. Potrebbero scatenare delle risate in bambini di cinque anni, ma è una tipologia di risata che non dura molto. Personalmente ritengo che un buon film, un buon libro, un buon prodotto, possono risultare piacevoli per un pubblico più ampio del target di riferimento. A diverse tipologie di pubblico piaceranno per diversi motivi o ci saranno diversi livelli di gradimento, però, risulta piacevole.

In conclusione

Non credo sia un film che abbia attirato molto l’attenzione e al cinema stanno uscendo film migliori. Se, però, siete in dubbio se guardarlo o meno, vi consiglio di rivolgere la vostra attenzione altrove.

Il mistero della casa del tempo non è piacevole, nonostante duri un’ora e mezza più o meno, è noioso da morire. Hanno voluto puntare sulle risate, però non ci sono molti momenti veramente comici o battute interessanti.

La trama, essendo rimasta molto abbozzata, quasi in secondo piano, non cattura l’attenzione e, appunto, non hanno sviluppato il contesto che avrebbe avuto molte potenzialità. Mi è sembrato che abbiano puntato tutto sugli attori, rispetto che alla storia vera e propria.

Sono molto delusa, le mie aspettative, già minime, sono state ampiamente distrutte. Mi è sembrato che abbiano fatto il minimo indispensabile, quando, per una volta, cambiare l’opera originale sarebbe stata la chiave vincente per creare una storia godibile.

Direi che per questa recensione possiamo anche chiuderla qui, direi che il mio parere sia chiaro. Ditemi cosa ne pensate, se lo avete letto.  Condividete e seguitemi su Facebook o Instagram o sugli altri social che trovate sulla destra (o in alto).

Alle.


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