La psichiatra; Wulf Dorn

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Recensione: La psichiatra di Wulf Dorn

Casa Editrice: TEA
Anno di Pubblicazione: 2011
Genere: Thriller
Numero di pagine:  416
Dove trovarlo: AmazonFeltrinelli

La psichiatra è il romanzo d’esordio dello scrittore tedesco Wulf Dorn. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2009, con il titolo originale di Trigger (titolo azzeccatissimo, peccato), e dopo essere diventato un caso editoriale ha raggiunto lettori in altre parti del mondo, in italia, appunto con il titolo di La psichiatra.

Lo scrittore, inizialmente conosciuto per i suoi racconti horror, ha continuato la sua carriera editoriali con altri romanzi dello stesso genere, tra le sue ultime uscite troviamo Gli erediL’incuboPhobia.

Trama

Ellen Roth nel suo lavoro si ritrova ogni giorno ad affrontare le paure più nascoste dei suoi pazienti; lavorando come dottoressa in un ospedale psichiatrico deve affrontare da vicino ciò che la sofferenza e il dolore possono causare sulla mente umana.



Il caso di una donna pesantemente maltrattata, però, la coglierà impreparata e la lascerà completamente sconvolta. Il caso è stato preso in carico dal suo compagno, Chris, che glielo aveva passato dopo essere partito, avvertendola che era un caso particolarmente interessante. Ellen troverà la paziente chiusa in sé stessa, raggomitolata in un angolo della stanza totalmente buia e nell’ambiente aleggia un odore malsano e penetrante. La donna si esprime come una bambina, canticchiando una canzoncina sull’Uomo Nero e le sussurra che adesso quel mostro prenderà anche lei, perché nessuno può fuggire dall’Uomo Nero.

Il giorno successivo, la paziente sembra completamente svanita, la stanza è ben illuminata e dell’odore stantio non c’è traccia. Uscire dal reparto da soli non è possibile e il personale sostiene di non aver mai visto nessuno in quella stanza. Ellen non ha modo di rintracciare la donna, della quale non era riuscita a sapere neanche il nome, ma Ellen deve trovarla, perché l’uomo che l’aveva ridotta così poteva ancora farle del male…

Commenti e critiche

Dedico le prime righe di questa recensione alla mia autocelebrazione perché per una volta nella vita avevo capito parte del finale fin dalle prime cento/duecento pagine. Solitamente sono completamente tonta e non ho quasi mai provato la soddisfazione di vedere pian piano i tassellini andare dove dicevo io. Nuove esperienze.

Ma torniamo seri. Avevo sentito parlare molto bene di questo romanzo e adesso, avendolo letto, capisco molto bene il motivo.

La scrittura di Dorn permette di creare rappresentazioni molto vivide dell’ambiente in cui si svolge la vicenda e della sofferenza provata, ma anche vissuta indirettamente, dai personaggi. Le sue descrizioni ti forniscono dettagli sia visivi, ma anche uditivi e, in questo caso particolare, olfattivi. La protagonista a un certo punto sognerà un grosso cane nero, personalmente ho un certo livello di paura nei confronti dei cani, e mi ero talmente immersa che, vi garantisco, avevo il terrore che il cane rispuntasse fuori durante la narrazione.

Ci sono molti indizi disseminati lungo la vicenda e che ti fanno intuire che cosa stia succedendo, ma Wulf Dorn riesce a farti immergere abbastanza nel punto di vista di Ellen che, nonostante tutto, fino alla fine, ti rimangono dei dubbi.

In questo romanzo le frasi sono costruite con una struttura abbastanza semplice, diretta, soprattutto nei momenti più concitati, per trasmettere, appunto la gravità della situazione e il susseguirsi rapido degli avvenimenti, ma soprattutto della paura provata dalla protagonista.

L’elemento che mi ha colpito di più della scrittura, è proprio la capacità di trasportarti all’interno della scena e rendere tutto reale. Rimanendo con il libro in mano, in un ambiente almeno minimamente illuminato!

La psichiatra non è un romanzo che ti terrorizza, però, riesce a instillarti la giusta dose di tensione, di ansia che ti tiene attaccata alle pagine per capire che cosa stia succedendo.

Gli stacchi da un capitolo all’altro non mi sono piaciuti molto. In molti punti il ritmo della narrazione si faceva veloce e incalzante per poi terminarsi e non riprendere nella pagina successiva, lasciandoti di fatto in sospeso. In alcuni punti anche la prosa mi ha lasciata un po’ interdetta, ma credo sia stato un problema di traduzione.

Sono rimasta un po’ infastidita per come Ellen, una psichiatra, definisca quasi tutti come psicopatici o pazzi. Non ho idea di come funzioni in Germania, però, già seguendo corsi piuttosto basilari di psicologia, fai fatica a definire “pazzi psicopatici” dei pazienti psichiatri. Tra le primissime cose che vengono insegnate, per lo meno in Italia, per lo meno dove ho studiato io, è proprio il fatto di non definire la persona attraverso la malattia, quindi un paziente non è schizofrenico, ma soffre di schizofrenia, deliri, psicosi ecc… Tra gli insegnanti che hanno sottolineato maggiormente questa modalità di denominazione è stato proprio il professore di Psichiatria. Mi ha lasciato un po’ infastidita, quindi, che i personaggi si esprimessero in quella maniera.

In conclusione

Mi dispiace aver aspettato tanto per leggere questo libro e mi sono anche pentita di non aver comprato L’incubo quando mi era capitato di vederlo in libreria. Ho sempre problemi ad acquistare i libri, visto che a casa c’è la pila ancora da leggere che mi fa sentire in colpa. Adesso vado ad aggiungerlo alla mia lista Amazon.

La psichiatra è un romanzo intenso e oscuro. Insieme a Ellen permette al lettore di addentrarsi all’interno della malattia mentale e negli abissi che può raggiungere. Sebbene sempre in maniera romanzata. La realtà è complicata e da fuori spesso si tratta di situazioni impossibili da descrivere.

Io vi saluto e vi auguro una buona e terrificante festa di Halloween.

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Alle.


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