Tartarughe all’infinito; John Green

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Recensione: Tartarughe all’infinito; John Green

Casa Editrice: Rizzoli
Anno di Pubblicazione: 2017
Genere: young adult
Numero di pagine:  350
Dove trovarlo: AmazonFeltrinelli

Abbiamo già parlato di John Green per i suoi romanzi Colpa delle StelleCittà di Carta, entrambi diventati successivamente film. Il suo romanzo d’esordio è Cercando Alaska uscito nel 2006.

L’autore è stato selezionato dal Time tra le cento persone più influenti al mondo.

Trama

Aza Holmes, una ragazza di sedici anni, imprigionata all’interno della sua testa dai suoi stessi pensieri intrusivi. I pensieri la costringono all’interno di sé stessa, quando neanche lei riesce a capire che cosa voglia dire “sé stessa”.



Starle vicino non è semplice, ma Daisy è la sua migliore amica dalle elementari. La loro avventura inizia con la scomparsa di Russel Davis Pickett, un milionario, padre di un amico d’infanzia di Aza, Davis. La polizia offre diecimila dollari a chiunque offra informazioni utili sull’uomo. Daisy ha sempre avuto problemi economici e insiste affinché Aza parli con Davis per scoprire qualcosa…

Commenti e critiche

Il focus centrale del romanzo è sicuramente la malattia mentale che influenza tutta la vita di Aza e di chi le sta accanto. Aza, infatti, ha un disturbo ossessivo compulsivo e i suoi pensieri intrusivi sono l’unica cosa su cui la sua attenzione riesce a concentrarsi per la maggior parte della narrazione.

La trama più ampia, ovvero la scomparsa del milionario e la conseguente ricerca, è in realtà inutile. Dovrebbe essere questa storia a farci andare avanti, però viene appena accennata come scusante per inserire il personaggio di Davis. Non è interessante e non è nemmeno trattata con un minimo di approfondimento. Infatti, si risolve in tre pagine scarse. Mi è sembrato come se neanche allo stesso John Green importasse di questa trama che dovrebbe essere la principale.

Probabilmente John Green voleva concentrarsi sulla malattia mentale e a mio parere l’ha anche trattata nella maniera adeguata. Alcuni elementi possono sembrare senza senso, ma la verità è che spesso i disturbi mentali lo sono. Sono irrazionali e assurdi anche agli occhi di chi ne soffre, come nel caso di Aza, e non seguono una logica. Ad esempio Aza è terrorizzata dal prendersi il Clostridium difficile e morire uccisa dai batteri nel suo intestino, ma quando cammina in una fogna buia e puzzolente, non fa una piega.

In ogni caso quella che dovrebbe essere la trama principale non serve a niente. Non capisco la scelta di inserire la storia dell’uomo milionario, che ha lasciato due figli minorenni a casa da soli, per poi mantenerla marginale e inutile. Nei primi capitoli sembrava che Aza e Daisy sarebbero diventate due investigatrici in erba, che avrebbero risolto tutto, non si sa bene come, poi, invece non succede niente. La risoluzione del caso viene aggiunto nelle ultimissime pagine, solo perché altrimenti i lettori sarebbero rimasti fastidiosamente in sospeso, ma comunque non è rilevante per la storia. In pratica: non frega niente a nessuno!

La narrazione è completamente incentrata su Aza e ci dà la possibilità di conoscere veramente poco gli altri personaggi, tranne Daisy che, però, è di un’antipatia unica. Visto la problematica di cui soffre Aza è perfettamente normale che anche il lettore venga immerso nel suo mondo, ignorando quasi completamente gli altri.

Ma rimane il fatto che ciò su cui in teoria è costruito il libro non serve a niente. Tra l’altro tutti i personaggi sono tutti amanti della letteratura e tirano fuori citazioni su citazioni su citazioni. Non è normale.

In conclusione

Il romanzo non mi ha entusiasmata. Aza è un personaggio interessante, la tematica dei problemi mentali è altrettanto interessante, ma doveva essere ben incorporato in una trama ben costruita. La storia poteva anche essere incentrata solo sulla sua vita quotidiana, non c’era bisogno di prendere in considerazione qualcosa di grande come delle indagini dell’FBI e una storia veramente pesante per Davis e suo fratello e ignorare praticamente completamente tutte le conseguenze psicologiche dell’accaduto.

Il risultato è che rimane tutto un po’ accennato e sinceramente non ho capito bene dove dovesse portarci questa storia.

Per ora Colpa delle Stelle, rimane l’unico romanzo di John Green che mi ha veramente colpita. Gli altri sono belli, ma evitabili.

Potete leggere anche:
Dal libro al film: Colpa delle Stelle
Dal libro al film: Città di Carta
Will ti presento Will; John Green e David Levithan

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Alle.


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Tartarughe all’infinito; John Green – AmazonFeltrinelli


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