Te la sei cercata; Louise O’Neill

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Recensione: Te la sei cercata; Louise O’Neill

Casa Editrice: Hot Spot
Anno di Pubblicazione: 2018
Genere: young adult
Numero di pagine:  273
Dove trovarlo: Amazon,  Feltrinelli

Te la sei cercata, o Only Ever Yours, è il secondo libro che ho letto di Louise O’Neill.

Solo per sempre tua, non mi aveva lasciata soddisfatta, se volete sapere la mia opinione più approfondita lo trovate qui. Si trattava di un romanzo distopico, quindi un genere un po’ particolare e pieno di insidie, al contrario Te la sei cercata è ambientato nel mondo reale, al nostro tempo, perciò ho voluto darle un’altra possibilità.

Passiamo alla mia recensione del romanzo Te la sei cercata.



Trama

Per Emma O’Donovan sentirsi speciale è fondamentale, perché lei è speciale. Nella sua cittadina di provincia, fin da quando era una bambina, tutti le hanno sempre detto quanto fosse bella e brava e Emma si impegna affinché tutti la pensino così anche adesso che frequenta il liceo.

Uscire coi ragazzi e finirci a letto è normale, tutti d’altronde la desiderano, l’importante è fare finta di niente la mattina dopo, fino a quella serata. La mattina dopo non si ricorda niente, ma come ricordi ci sono le foto che sono finite in rete e che tutti quanti hanno visto.

Emma è una troia, una puttana, una sgualdrina. Da quella notte il suo corpo non è più suo e lei vorrebbe solo che tutto tornasse come prima, ma non è possibile.

Commenti e critiche

Lo stile di scrittura della O’Neill continua a non piacermi. Nonostante il libro faccia parte di un genere molto semplice, ho trovato la sua prosa ostica. Le frasi e il vocabolario sono semplici, ma non è per niente scorrevole e diventa fastidioso proseguire. Andando avanti tutti i tasselli combaciano, ma mentre si legge sembra che manchi qualche passaggio fondamentale e ti rimane sempre il dubbio di aver saltato qualcosa.

Molte volte ho faticato a capire quando si passava da un contesto all’altro, fortunatamente nella seconda parte del romanzo la questione si semplifica.

Nelle prime pagine vengono inseriti tutti i personaggi e ho fatto davvero fatica a capire chi fossero e quando tornavano a essere menzionati, mi ero già dimenticata di loro. Questo accade perché spesso si tratta solo di nomi, con un paio di dettagli accanto e basta.

È più semplice in Game of Thrones e lì c’è un personaggio nuovo a pagina…

Se in Solo per sempre tua era la trama a cui mancava qualcosa, qui è la gestione degli spazi e dei personaggi a essere carente. La storia ci viene raccontata direttamente in prima persona da Emma e spesso per mantenere la sua maschera di perfezione, mente, ad esempio dice che non studia e va bene a scuola, mentre noi sappiamo che si è svegliata alle cinque per ripassare. Essendo narrato in prima persona dovrebbe essere facile capire che stia mentendo, ma la sensazione che a me ha dato è che l’autrice si fosse dimenticata che cosa aveva scritto due pagine prima.

Forse voleva far passare il messaggio che Emma era così abituata a mentire, che nemmeno lei se ne rendeva più conto e quindi non troviamo nel testo parole in cui lei ammette di star mentendo. Può darsi, ma questo è più un mio viaggio mentale che qualcosa che traspare dal libro.

Ci troviamo spesso in situazioni di gruppo, come ad esempio, feste, o semplicemente lei che parla con le sue tre amiche, e i dialoghi che comprendono più di due persone sono totalmente confusionari, ho dovuto rileggere le parti più volte per capire chi dicesse cosa.

Il finale, non voglio spoilerarvelo, ammetto, però, che da un lato sono rimasta delusa, arriva come un fulmine a ciel sereno, mentre vorresti che si arrivasse a qualcosa di concreto. D’altro canto, anche grazie alla spiegazione della stessa autrice, capisco la scelta e posso anche condividerla.

Ho apprezzato la caratterizzazione della protagonista, Emma è una vera stronza e anche il lettore è portato a pensare: “Te la sei cercata”, anche se ovviamente l’autrice mostra che non è così. Tuttavia, non sono del tutto sicura che gli intenti nobili della O’Neill possano passare a persone che davvero incolpano la vittima.

In conclusione

Louise O’Neill continua a non convincermi.

Anche questa trama, come l’altra, poteva essere molto interessante e per quanto il romanzo sia carino, poteva essere sfruttata molto meglio a mio parere. Si poteva anche fare peggio indubbiamente.

Entrambi i titoli che ho letto mi hanno lasciato con un senso di incompiuto, manca qualcosa, non dà il senso di realismo che ci si aspetta. È chiaro che sia una storia inventata, i personaggi non sono vivi.

Se anche voi avete letto questo romanzo, ditemi cosa ne pensate quali sono state le vostre sensazioni a riguardo.

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Per questa recensione è tutto, se lo avete letto commentate e ditemi che cosa ne pensate, condividete e seguitemi su Facebook o Instagram o sugli altri social che trovate sulla destra (o in alto).

Alle.


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Te la sei cercata; Louise O’Neill – Amazon,  Feltrinelli

 

 

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