Sesso, omicidi e cappuccino; Kyra Davis

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Recensione: Sesso, omicidi e cappuccino; Kyra Davis

Casa Editrice: Mondadori
Anno di Pubblicazione: 2005
Collana: Red dress ink
Numero di pagine:  289
Dove trovarlo: Amazon

Incredibilmente ho trovato questo titolo ancora in vendita su Amazon e vi ho messo il link di affiliazione perché veramente merita. Io sono entrata in possesso di una copia di questo libro grazie a un mercatino dell’usato e sono molto contenta di averlo preso.

Questa frase può apparire strana, visto che avete letto solo il titolo e visto la copertina, ma partiamo dall’inizio.

Sesso, omicidi e cappuccino è il primo libro di Kyra Davis, ma non l’ultimo. Questa autrice ha una bibliografia piuttosto lunga, un paio di titoli sono: Obsession, Deceit, and Really Dark Chocolate o Lust, Loathing and a Little Lip Gloss. Purtroppo non ho trovato i suoi romanzi tradotti, ma se qualcuno ne ha notizia scrivetemi subito.



Trama

Vi copio direttamente la trama perché così potrete avere un assaggio della prosa che potrete trovare in questo libro.

Sophie Katz scrive thriller e ultimamente è molto molto eccitata. E questa eccitazione ha poco a che fare con i litri di caffè che Sophie ingurgita ogni giorno.

Il fatto è che il suo ultimo romanzo, “Sesso, droga e omicidio”, è stato opzionato dal produttore di Hollywood Alex Tolsky per diventare un film. Ma i sogni hollywoodiani di Sophie hanno vita breve (più breve di un espresso ristretto). Il produttore viene infatti trovato morto nel suo bagno, apparentemente suicida. Sarà la sua fervida immaginazione di scrittrice, sarà l’eccesso di caffeina che sempre circola nelle sue vene, ma Sophie è convinta che ci siano inquietanti similarità tra la dipartita di Tolsky e la scena del delitto del suo ultimo film, “L’assassino silenzioso”.

Senza contare che anche il rapper JJ Money è stato assassinato secondo uno schema descritto in uno dei suoi video… E quando alcuni eventi cominciano a ricalcare le scene più inquietanti di “Sesso, droga e omicidio”, Sophie capisce che è il suo turno… E a tenerla sveglia, a questo punto, non sono proprio né caffè né cappuccini…

Commenti e critiche

Sesso, omicidi e cappuccino è tra i libri più trash e divertenti che mi sia mai capitato di leggere. Non si tratta di uno di quei brutti libri scritti male, con personaggi creati male e dal messaggio molto poco condivisibile, o meglio, la scrittura non è geniale o bella, ma è talmente assurda, insieme alla trama, da diventare un capolavoro dei libri di serie z, se così si può dire.

Si susseguono situazioni irreali una dietro l’altro che ti lasciano senza parole. Un esempio: la protagonista Sophie, abbondantemente trentenne, nelle primissime pagine, fa una scenata a un uomo, sconosciuto, in uno Starbucks perché secondo lei le ha rubato il quotidiano e va a dirlo alla cassiera, che giustamente rimane interdetta chiedendosi perché non abbia continuato a studiare.

Meglio ancora, come avrete letto nella trama, Sophie stava per vedere il suo libro trasformato in un film e il progetto salta perché il produttore, Alex Tolsky, muore. Sophie non si dispiace minimamente per la morte di quella persona, nemmeno per un secondo. È palese che non gli importi assolutamente nulla e quindi fa morire dal ridere.

Si tratta di un thriller, ma è talmente evidente che ti stiano dando indizi fasulli che tu sai perfettamente che il tizio di turno che stanno incolpando, non è il vero colpevole. In realtà riesce a mantenere il mistero fino alla fine, perché il colpevole si vede una sola volta, due al massimo e sembra completamente insignificante e alla fine si rivela essere piuttosto ridicolo.

Sophie, in meno di trecento pagine, riesce a rovesciarsi dei liquidi addosso in continuazione, Credo che non sia mai riuscita a finire qualcosa da bere senza farla cadere. Sembra essere completamente estranea alla realtà, perché ogni singola volta che qualcuno si avvicina lei non lo sente, non lo vede e prende un colpo.

Dialoghi assurdi, spesso Sophie fa battute che solo il lettore può capire, ma il suo interlocutore no e non gli spiega mai a cosa si stesse riferendo. In pratica parla da sola.

Sophie ha due amiche, Mary Ann e Dena. Quest’ultima è la proprietaria di un sexy shop e ogni parola che le esce dalle labbra è a sfondo sessuale. Mary Ann, invece, è un esserino dolce, delicato ed è descritta come incredibilmente stupida. Le sue “amiche” la trattano proprio come una cerebrolesa e quando dice qualcosa di sensato si sorprendono, nemmeno avessero visto un fantasma.

Avevo detto che non c’erano messaggi così tanto problematici, in realtà ce ne sono. Uno di questi lo troviamo in una citazione del libro scritto da Sophie Sesso, Droga e Omicidio:

Dato che nella maggior parte dei casi le vittime di abusi domestici sono donne, sembra appropriato che a ogni donna sia concesso di ferire gravemente un uomo all’anno per controbilanciare la statistica

Ecco, questa cosa è assurda e oscena. È sbagliato, non è così che funziona. Si dovrebbe aprire un discorso lunghissimo, ma non credo sia questo il luogo, ma, in generale, se qualcuno ti fa del male, tu non sei legittimano a ridarglielo indietro.

C’è un personaggio, Andy, con disabilità intellettiva e, secondo me, viene trattato malissimo. In poche parole, Andy ha una cotta per Sophie, a lei non interessa e lo rifiuta. Non volendolo ferire gli racconta che in quel momento non vuole vedere nessuno. Pochi giorni dopo la vede uscire con un uomo, si ingelosisce, si arrabbia e la aggredisce.

Da una parte viene trattato come chiunque altro, Sophie gli rifila una scusa del cavolo per smollarlo, questo però è un problema, perché Andy ha, appunto, una disabilità e non riesce a capire le situazioni e le implicazioni delle sue azioni o i messaggi tra le righe, quindi ci sarebbe voluto un’occhio di riguardo per fargli comprendere al meglio ciò che stava succedendo. Probabilmente si è sentito sopraffatto, si è sentito preso in giro, però il libro non ne parla. Sophie dopo che Andy è stato arrestato, accantona il problema e basta.

Quando viene arrestato, però, mi è  sembrato che i poliziotti lo abbiano incolpato di tutto proprio con la giustificazione che è un “ritardato”, allora è stato lui (Sophie aveva denunciato altri avvenimenti del vero colpevole del libro).

Sempre parlando di argomenti che vengono citati e abbandonati: oltre agli omicidi di persone abbastanza lontane da Sophie e dalle sue amiche, muore anche la commessa del negozio di Dena e nel giro di due pagine se ne dimenticano, come se niente fosse successo.

In conclusione

Ebbene, il libro fa morire dal ridere e se avete tempo andate a leggerlo, se lo trovate. Non si tratta di un bel libro nel modo classico in cui si usa questa espressione, ma dal punto di vista trash è fantastico.

Ci sono molti messaggi negativi, ve ne ho detto un paio in breve, ma ce ne sono altri, anche se non così tanto gravi, come mi è capitato in altri romanzi, quindi va preso con le pinze e con l’ottica di voler ridere di situazioni astruse.

Per questa recensione è tutto, se lo avete letto ditemi cosa ne pensate. Se no, andate e leggerlo, tornate e scrivetemi cosa ne pensate.

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Alle.


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