Parliamone: A piedi nudi su Marte; Adrian Fartade

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Parliamone: A piedi nudi su Marte; Adrian Fartade

Introduzione

Adrian Fartade è conosciuto per il canale youtube Link4Universe e per la piattaforma di divulgazione astronomica Link2universe.

In A piedi nudi su Marte, il suo libro pubblicato in aprile del 2018, ci racconta la storia dell’esplorazione spaziale e dei nostri viaggi verso la scoperta dei pianeti del sistema solare.

Commenti e critiche

Un altro Parliamone, al posto di una recensione, che mi sembrava utile e non avrebbe avuto senso. Voglio comunque parlare con voi di questo libro.

Non ho mai letto libri degli youtuber o influencer. Solitamente o sono romanzi mediocri o libri in cui raccontano la biografia a poco più di vent’anni. Sono troppo povera per sperperare i miei soldi in questo modo, ma ho visto tantissime recensioni trash (grazie Matteo Fumagalli), quindi posso vantare una certa conoscenza indiretta sulla questione.



Sono contenta di iniziare questo articolo dicendo che non si tratta di “un libro da youtuber”,non rientrando in nessuna delle due categorie precedenti.

A piedi nudi su Marte, come il titolo può far intuire è incentrato sull’astronomia, tema di cui Adrian è esperto. Secondo me è stata una scelta vincente e che permette di rivolgersi anche ad altri, oltre ai suoi iscritti e follower (a usare tutti questi termini social mi sento strana).

Nei suoi video, ma anche negli interventi dal vivo, Adrian condivide, insieme alla sua conoscenza, anche, e soprattutto, la sua passione che viene trasmessa in modo palpabile e non si può non rimanere affascinati ad ascoltarlo, per quanto mi riguarda per lo meno.

Il libro è strutturato come un viaggio, partiamo dalla Terra e pian piano esploriamo l’universo, ci spostiamo verso la Luna, passando per Venere, Mercurio, il Sole per poi girargli attorno e dirigerci verso Marte, il nostro punto d’arrivo. Affiancato a questo viaggio attraverso lo spazio, ce n’è anche uno temporale in cui ripercorriamo le tappe storiche del nostro viaggio di esseri umani nell’esplorazione dei corpi celesti che abbiamo sempre guardato dalla superficie del nostro pianeta.

Nella scrittura ho ritrovato ciò che conoscevo di Adrian dai suoi video, la sua personalità, traspare dalle pagine. La sua capacità, come ho detto prima, di trasmettere la sua passione, che spesso deve reprimere perché altrimenti, invece del libro, avremo un’enciclopedia. Ancora, mi sono piaciuti molto i suoi esempi molto concreti e soprattutto divertenti per rendere chiari concetti altrimenti ostici e difficili da immaginare.

Andando avanti con la lettura, ti immergi in questo viaggio di scoperta e vorresti saperne sempre di più e quell’enciclopedia, di cui parlavo prima, non ti dispiacerebbe. Insieme al fatto che vorresti anche tu poter vivere nel futuro per poter sapere cosa scopriranno.

Mi è piaciuto molto e mi ha anche divertita parecchio, il destinatario fittizio del libro, ovvero un ipotetico abitante del futuro che ritroverà il libro fra molti anni e lo leggerà, magari nella sua navicella diretta verso un altro pianeta abitabile. Persona che troverebbe scontate, come per noi lo è il fatto che la Terra gira attorno al sole, tutte le scoperte più recenti di cui Adrian parla.

In generale, quindi, la mia impressione è molto positiva se state cercando una veloce introduzione alla storia dell’esplorazione spaziale e per un’infarinatura alle caratteristiche dei pianeti più vicini a noi. Ovviamente, essendo poco meno di trecento pagine, di più non si può fare, ma come inizio è perfetto.

Tuttavia, non ho capito alcune scelte e mi sono rimasti un paio di dubbi.

Partiamo dal vero destinatario per cui il libro è pensato. Non sono riuscita a capire chi dovrebbe essere.

Graficamente mi verrebbe da dire che sia destinato ad un pubblico molto giovane. L’impaginazione, lo stile grafico e la copertina mi sembrano adatte ragazzini, mi riportano alla mente un vecchio diario di Focus Junior, per dire. La mia frase sembra avere un’accezione molto negativa, ma non è così. Non ho idea di quale sia il target del canale Link4Universe, ma tendenzialmente il pubblico di Youtube è tendenzialmente piccolo, quindi questa scelta potrebbe avere senso.

In generale, non ho capito se il libro sia pensato per il suo pubblico, quindi persone che sono a conoscenza dei contenuti dei suoi video. Se fosse così, alcune cose si possono dare per scontate, visto che fanno parte del sapere condiviso. Oppure se sia diretto ad un pubblico più ampio, interessato in generale all’astronomia. In quest’ultimo caso non riesco a capire se sia destinato ad una fetta di persone con pochissime conoscenze dell’argomento (quindi anche più piccole) o con già una minima conoscenza pregressa.

Adrian ha uno stile di scrittura molto colloquiale, semplice e piuttosto diretto. Abbiamo già detto che anche gli esempi sono molto tangibili, in più in alcuni passaggi spiega molto velocemente anche questioni abbastanza semplici. Questi fattori, insieme allo stile grafico, mi hanno fatto propendere verso un target giovane e con una conoscenza piuttosto limitata dell’argomento.

In altri passaggi, però, mi è sembrato che desse per scontate alcune conoscenze non così ovvie. Sono riuscita a capirle anche grazie all’esempio, ma proprio perché avevo guardato il video in cui spiegata approfonditamente quell’argomento, un esempio è la curva dello spazio dovuta alla massa degli oggetti… vorrei scriverlo in maniera più precisa, ma non mi sono segnata la pagina, troppo presa a leggere e ora non lo trovo. Perdonatemi. In ogni caso, in quel punto del libro, io ho capito cosa intendesse, perché avevo visto il suo video, altrimenti non sarebbe stato chiaro.

Quindi mi è rimasto la domanda: a chi è diretto?

Ad un pubblico giovane? Ad un pubblico che lo conosce già? Ovviamente sì, ma è pensato per una fetta di mercato più ampia? Oppure se viene bene, ma non era rivolto anche a loro?

Non lo so. Non mi cambia la vita, effettivamente, ma sapere per chi è stato pensato, può dare spunti di riflessione interessanti.

Le fotografie riportate nel libro mi hanno portato un altro problema. Per alcune è chiaro in quale punto del testo vi si faccia riferimento, per altre meno e in alcuni punti mi è sembrato di non trovare alcune di cui parlava. Tra l’altro, oltre al doppio del testo, mi sarebbero piaciuto avere anche il doppio delle immagini. È vero che esiste Google, però io ho dubbi su ogni cosa e non ho le conoscenze per essere certa di aver trovato l’immagine giusta. Ovviamente c’è bisogno di una scelta, non possiamo creare libri infiniti.

In ultimo, ogni pagina ha in basso un riquadro che mostra la distanza tra l’ultimo pianeta incontrato e il prossimo. Inizialmente ho pensato che fosse il percorso che stavamo facendo noi con la lettura, ovvero dalla Terra al Sole e poi da quest’ultimo a Marte. Dopo un po’ ho capito che non era così, ci ho messo più tempo di quanto non vorrei ammettere, il percorso, in realtà, parte dal Sole e arriva, in ordine, fino a Marte.

Tralasciando l’ottusaggine che ogni tanto mi colpisce, non ho capito come mai questa scelta. Dal mio punto di vista avrebbe avuto più senso il primo percorso. Una specie di navigatore che ci annunciava quanto mancava al prossimo pianeta o satellite che andavamo a incontrare.

In conclusione

So che dalla lunghezza del testo sembrerebbe che gli elementi negativi superino quelli positivi, ma è solo perché parlare delle cose positive è noioso e ci si mette poco.

La mia impressione generale è molto positiva, sono stata completamente presa dalla lettura, dalla scoperta e soprattutto, mi è venuta un’incredibile voglia di continuare a imparare. Così per avere la giusta prospettiva: odiavo Scienze della Terra alle superiori.

Se anche voi avete avuto il piacere di leggere questo libro, ditemi la vostra impressione qui sotto.

Per questo articolo è tutto, se volete rimanere aggiornati andate a mettere un mi piace alla pagina Facebook o seguitemi su Instagram o sugli altri social che trovate sulla destra (o in alto).

E per citare Adrian: continuate ad essere meravigliosi.

Alle.


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