Parliamone: Romeo e Giulietta

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Romeo e Giulietta; William Shakespeare

Parliamone: introduzione

È il primo articolo di questa categoria, quindi spieghiamo un po’ di cosa si tratta.

Ci sono opere, che possono essere libri, serie tv, film, di cui non avrebbe senso cercare di recensire, o, semplicemente, non mi sento in grado di farlo, per vari motivi.

Opere in cui, però, ho trovato qualche punto su cui voglio soffermarmi.



Ed è proprio questo che farò qui: parlare a caso.

Inizio proprio da una famosa opera di Shakespeare che non ha bisogno di recensioni, insomma è Shakespeare, ma se ne può comunque parlare.

Romeo e Giulietta

La tragedia è stata composta tra il 1594 e il 1596 (ci sono molti interrogativi su questo autore, ma non entro nel merito).  La vicenda dei due sfortunati amanti è ambientata a Verona nel Cinquecento.

Si tratta di una tra le più famose storie d’amore al mondo, l’archetipo stesso dell’amore, che abbiamo visto attraverso le più varie trasposizioni.

Il romanticismo è morto?

Sì, lo so che cosa state pensando. Che cosa potrà mai dire di Romeo e Giulietta che non è ancora mai stato detto?

O ancora, che cosa potrà mai dire di un’opera di Shakespeare? Chi si crede di essere?

Avete ragione di farvi queste domande perché probabilmente non dirò niente di nuovo e di sicuro non sono nessuno per prendermela con Shakespeare.

Infatti non me la prendo con lui, ma con gli echi della sua opera che si sono proiettati fino a noi, creando aspettative e sogni di profonde storie d’amore…

Che in realtà non sono profonde e tanto meno storie d’amore.

Prima di aver letto l’opera, non ho mai guardato nessuna trasposizione.

Ho passato la mia vita conoscendo la storia di Romeo e di Giulietta da quelle poche scene, sempre le stesse, tra l’altro, che venivano riportate nei film, nelle serie tv, nei libri. Ovunque. La scena del balcone, la loro fine…

Conoscevo la trama nei tre punti fondamentali, amore, famiglie nemiche, morte tragica.

Nella mia testa si è formata, quindi una storia composta da queste poche scene e dalle chiacchiere sentite in merito.

Una favola romantica che con mia grande delusione ho scoperto essere in realtà priva di fondamento.

Ho sempre pensato che Romeo e Giulietta fossero perdutamente innamorati, due anime gemelle costrette a nascondersi a causa delle loro famiglie.

Immaginate la mia frustrazione nello scoprire che Romeo aveva visto Giulietta una sera a una festa in cui era andato per un’altra e che dopo una frase, i due si sono limonati seduta stante. Romeo, poi non ha più voluto quest’altra per il nobilissimo sentimento derivato dal fatto che in pratica non gliela dava. Invece Giulietta ha accettato subito di convolare a notte con lui il giorno seguente e ovviamente di consumare.

Alzo le mani, non sto dicendo che Giulietta sia una meretrice senza vergogna solo perché si è concessa senza remore, o che Romeo sia uno pezzo di… beh avete capito, solo perché ha deciso di abbandonare una missione di conquista fallimentare per iniziarne una con un livello di difficoltà più alla sua portata.

Però, ragazzi, come abbiamo fatto a far passare questa cosa come il sogno d’amore vero e puro? Quell’amore a cui si aspira nei nostri sogni più teneri da ragazzine o da ragazzini (non discriminiamo nessuno)?

Questi manco si conoscevano fino a cinque minuti prima! E probabilmente se si fossero conosciuti non si sarebbero nemmeno piaciuti, non lo potremo mai sapere, data la loro triste storia.

Nemmeno nei romanzi young adult più imbarazzanti di oggi c’è questo livello di squallore, a momenti.

Si potrebbe vedere questa storia come la lotta per la l’autodeterminazione, la scelta libera su cosa fare con la propria persona… insomma si poteva trovare qualcosa di meglio.

In conclusione

Si tratta di un’opera teatrale, non può durare una giornata intera, non sto pretendendo un approfondimento dei personaggi che si può avere in un romanzo o in un film e non sto nemmeno criticando davvero l’opera in sé, però capite la delusione data dalle mie illusioni.

Proprio per il fatto che non poteva durare cinque orela rappresentazione, credevo che la storia iniziasse in itinere, ovvero che Romeo e Giulietta già si amavano da un po’, a questo punto anche tre giorni mi sarebbero andati bene, e che la famiglia li scoprisse e quindi si sviluppava la tragedia.

Invece no. Non so più in cosa credere.

Si potrebbero dire molte altre cose, ovviamente, ma mi sono voluta soffermare su questo particolare.

 

Si tratta di un nuovo formato che sto provando, quindi va collaudato.

Ditemi cosa ne pensate sia di questo articolo e dell’amore dei nostri due classici amanti, ma commentate anche per dirmi cosa ne pensate di questa nuova categoria in generale.

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