Harry Potter – I Doni della Morte

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I Doni della Morte

Alla stazione di King’s Cross (quella immaginata da Harry), nel suo ultimo discorso con Silente (senza contare il dipinto, anche se forse è uguale), Harry non può evitare di chiedergli spiegazioni sui Doni.

Ovviamente vuole anche sapere se siano veri.

Silente, prima di tutto, gli chiede di perdonarlo per non essersi fidato di lui. Per avere avuto paura che Harry sarebbe stato abbagliato dai Doni, com’era stato lui e aveva preferito mantenerlo allo scuro.

Gli confessa che sono veri, veri e pericolosi. Un’esca per gli stolti, com’era stato lui. Era stato forse migliore di Voldemort?



Harry non ha dubbi in merito, aveva evitato di uccidere se poteva e anche se aveva cercato di battere la morte, ci aveva provato coi Doni, non con gli Horcrux.

I Doni, lui e Grindelwald, due ragazzi intelligenti e arroganti con un ossessione comune.

Grindelwald era andato a Godric’s Hollows per la tomba di Ignotus Peverell, voleva esplorare il luogo doc’era morto il terzo fratello.

I fratelli della storia.

Silente dubita che la storia sia vera. Ritiene più probabile che i fratelli Peverell fossero maghi dotati che crearono i tre potenti oggetti che hanno ispirato la leggenda.

Il terzo Dono: il Mantello dell’Invisibilità

Il Mantello ha viaggiato di padre in figlio, di madre in figlia, fino all’ultimo discendente di Ignotus, anch’esso nato a Godric’s Hollow, Harry.

Pochi giorni prima della morte dei Potter, James aveva mostrato il Mantello a Silente, quell’oggetto spiegava molte delle sue malefatte a scuola.

Non poteva crederci, aveva rinunciato da anni all’idea dei Doni della Morte, ma non resistette all’idea di esaminarlo e gli chiese di prestarglielo.

Era un mantello unico nel suo genere, antichissimo e perfetto, poi James morì e Silente si ritrovò con due dei tre Doni per sé.

Harry ricorda a Silente che Voldemort sapeva già dove i suoi genitori si trovassero, il Mantello non li avrebbe comunque salvati. Silente gli dà ragione, con un sospiro.

La Bacchetta di Sanbuco, il primo Dono.

Come sappiamo, Silente rinunciò ai Doni, dopo la morte di sua sorella Ariana.

I suoi sogni folli insieme a Grindelwald si spensero, diventò preside e rinunciò ai ruoli di potere che gli venivano offerti, aveva imparato che non era adatto. Il potere era la sua debolezza e tentazione.

Alla fine dovette scontrarsi con Grindelwald e ottenne la Bacchetta di Sambuco.

Harry capì che cosa Silente vedeva nello Specchio delle Brame e perché era stato così comprensivo per il fascino che aveva su Harry. (Non c’è scritto esplicitamente, ma credo la sua famiglia di nuovo riunita, no?)

Harry gli confessa che Grindelwald, nonostante tutto, ha provato a impedire a Voldemort di trovare la bacchetta. Gli ha mentito, ha finto di non averla mai posseduta, a costo della sua vita.

Forse aveva cercato di impedire che Voldemort diventasse potente o forse che violasse la tomba di Silente.

Sembra che negli ultimi anni, Grindelwald fosse stato preso dal rimorso. Silente spera sia vero, gli piacerebbe pensare che il suo vecchio amico avesse compreso l’orrore di quello che aveva fatto.

La Pietra della Resurrezione, la richiesta del secondo fratello

Harry chiede a Silente se abbia provato ad usare la Pietra della Resurrezione.

La trovò, nella casa di Gaunt. Dopo tutti quegli anni finalmente aveva trovato il Dono che aveva più desiderato.

Perse la ragione, quasi dimenticò che era stata trasformata in un Horcrux, che l’anello conteneva una maledizione e lo indossò.

Il degno possessore dei Doni della Morte

Un gesto sciocco, era stato ingenio e non era degno di riunire i Doni.

Era stato capace solo di possedere il più crudele, di avere la bacchetta più potente di tutte e non vantarsene, non usarla per uccidere. Gli fu concesso di tenerla e usarla perché l’aveva ottenuta non per suo tornaconto, ma per salvare altri dal suo potere.

Il Mantello, però, lo ha preso per futile curiosità, la Pietra per richiamare indietro coloro che sono in pace, invece che per sacrificare sé stesso, come aveva fatto Harry.

Silente gli dice che è lui il degno possessore dei Doni della Morte.

Harry allora non capisce, perché Silente abbia voluto rendergli tutto così complicato.

Aveva paura che Harry si buttasse sui Doni per le motivazioni sbagliate, com’era successo a lui, così aveva sperato che Hermione lo avrebbe frenato, come poi era successo.

Voleva che li possedesse senza rischi. Harry è il vero padrone della Morte, perché il vero padrone non cerca di sfuggirle. Accetta di doverla incontrare e capisce che ci sono cose assai peggiori nel mondo dei vivi.

Voldemort e i Doni

Silente aveva dubitato che Voldemort ne fosse a conoscenza da quando aveva scoperto che ne aveva trasformato uno in un Horcrux.

In ogni caso, crede che sarebbe stato interessato solo al primo, la Bacchetta più potente del mondo.

Si era aspettato che cercasse la bacchetta, da quando lui e Harry si erano scontrati nel cimitero.

Subito Voldemort doveva aver pensato che Harry l’avesse battuto per le sue abilità superiori, ma poi venne a conoscenza dei nuclei gemelli e invece di chiedersi quale qualità di Harry avesse reso la sua bacchetta così potente, iniziò a cercarne un’altra.

Silente, quando aveva chiesto a Piton di ucciderlo, voleva che la Bacchetta di Sambuco perdesse il suo potere, ma il piano non ha funzionato come sperava.

Il discorso è finito e Harry chiede che cosa debba fare, visto che a quanto pare può scegliere.

Silente ritiene che se decidesse di tornare nel mondo dei vivi ci sarebbe una certa probabilità di battere Voldemort e anche se dovesse tornare lì, Harry avrebbe meno da temere, rispetto a Voldemort.

 «Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi e soprattutto per coloro che vivono senza amore.

Tornando in vita, potrebbe fare in modo che meno anime vengano mutilate, meno famiglie distrutte.

Il nostro eroe in realtà aveva scelta solo sulla carta, perché sapeva benissimo che cosa avrebbe dovuto fare.


Non per spezzare la magia, ma potete leggere anche:

La vera storia di Ariana Silente
I ricordi di Severus Piton
La fine di Tom Marvolo Riddle

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A presto, Alle.

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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