Diphylleia; Valentina Bonci

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Recensione – Diphylleia; Valentina Bonci

Casa Editrice: &MyBook
Anno di Pubblicazione: gennaio 2017
Genere: racconto breve
Numero di pagine:  78
Dove trovarlo:  Amazon

Diphylleia è un romanzo auto-pubblicato di Valentina Bonci. Si tratta del primo libro della giovane autrice, di soli ventun’anni.

Trama

Aiyana è stata tre mesi in coma, qualcuno l’ha picchiata fino a ridurla così.

Quando si sveglia non è più nessuno, i suoi ricordi sono andati persi, ma Ben, l’infermiere che l’ha seguita in ospedale, le assicura che è una condizione temporanea che con l’aiuto di sua nonna tornerà a ricordare la sua vita.

Si trasferisce a casa di sua nonna Karla e pian piano le racconta come sia finita lì, ma decide di alterare un po’ la verità…

Commenti e Critiche

Una piccola premessa

Questo libro mi è stato mandato direttamente dall’autrice, Valentina Bonci, una ragazza di ventun anni.

E da quello che avevo letto su Amazon prometteva bene ed ero entusiasta di aiutare un possibile talento sconosciuto ad avere un po’ di visibilità (sebbene io non ne abbia così tanta).

Il problema è che si è rivelato un fiasco totale e sono abbastanza in imbarazzo. Ho pensato per molto tempo di scriverle semplicemente in privato e spiegarle che avevo trovato la sua storia di pessima qualità e che non era il caso di farle una pubblicità negativa.

Il punto è che su Amazon ci sono solo recensioni da cinque stelle (sono sei per ora), quindi mi sono chiesta se fossi io il problema e ho chiesto ad una mia amica di dargli una letta e darmi un parere. Ho raccontato anche la trama ad altri…

Ed erano del mio stesso parere!

Visto che su Amazon Diphylleia costa la bellezza di 4,50 euro (in ebook) io non me la sento di passare oltre e far finta di niente e dirle solo: “Senti non lo trovo di una qualità decente”.

Quindi eccoci qui.

Il mio parere

Iniziamo dallo stile e dall’italiano. Tralasciando gli errori di battitura vari ed eventuali, la casa editrice promette, nel suo sito, una revisione del testo adeguata… io non l’ho trovata. Promette anche di far passare racconti di qualità, ma non ho trovato nemmeno questo…

Ho trovato degli errori grammaticali, un uso scorretto e spropositato di “la quale” e “il quale”, che quindi spezzavano il ritmo della narrazione.

Ci sono parole quasi auliche che nel contesto sembrano buttate un po’ a caso per far vedere che si conoscono. In alcuni punti ci starebbero anche bene, se il libro avesse un livello di scrittura adeguato.

Ci ritroviamo dei paragrafi (fino a pagina 55 circa), di pagine e pagine, senza mai andare a capo. In più il narratore è in terza persona, ma il focus passa da un personaggio all’altro nel giro di mezza frase, senza, quindi, che si capisca nulla.

Non ci sono praticamente descrizioni, anche qui c’è qualcosa dopo la metà del romanzo. Troviamo solamente la descrizioni delle sensazioni per lo più di Aiyana, però si susseguono una miriade di aggettivi eccessivi e metafore bizzarre.

È ambientato in America, ma per com’è caratterizzato poteva essere ovunque.
Tra l’altro, per l’appunto, non è descritto niente, tranne delle cose banali, tipo lei che scende dalla macchina:

“Scese, portando fuori con leggerezza prima la gamba destra, poi la sinistra, poi si tirò su, guardò indietro”

I dialoghi, oltre al fatto che non conosco nessuno sulla faccia della terra che parli in quel modo, sono riportati senza commenti, quindi, nella maggior parte dei casi devi immaginare tu chi stia parlando con chi, quale personaggio sta dicendo cosa, e come sia il suo tono di voce.

Ci sono dei punti in cui sono riportati dei bigliettini, ma sono in mezzo al resto del testo e si capisce a malapena (ti devi concentrare per riuscirci), dove incominci e dove finisca il messaggio.

La trama:

Valentina ha voluto affrontare tematiche complicate e delicate, ma lo ha fatto in maniera approssimativa e riduttiva.

Soprattutto, però, ha banalizzato avvenimenti gravi, come la violenza domestica o il coma. Sembra che l’autrice nemmeno sappia di cosa stia parlando!

Tutta la vicenda è completamente irrealistica e senza senso.

Non bastasse succedono delle cose malate!

Ve ne dico un paio solo per farvi un’idea generale, ma tenete conto che potrei commentare ogni cosa che succede, perché c’è qualcosa che non ha senso o è assolutamente inquietante:

-Ben, l’infermiere che si è preso cura di lei quando era in ospedale e con il quale stringe amicizia (tra le altre cose sembra che lui sial’unico essere a lavorare in ospedale), si è innamorato di lei. Fin qui niente di che, ci potrebbe anche stare.

Se non fosse per il fatto che escono insieme una sera, Aiyana intenzionata a frequentarsi sempre in amicizia, fino a che lui le dice che la ama, alché lui le fa pena e decide non solo di baciarlo, ma persino di andarci a letto.

Aiyana dopo il coma aveva perso la memoria, ma in quel momento si ricorda che ama Selene (quella che si scoprirà essere la sua ragazza, ma che sua nonna aveva chiamato “amica”). In sostanza dice a Ben che non lui non può amarla, che nel suo cuore c’è un’altra e che è stato un errore. Lui le risponde così:

«Come puoi dirmi che non devo amarti! Spiegami come posso io non amarti! Come posso io cancellare questo enorme sentimento che ho dentro di me da più di quattro mesi! L’amore dura per sempre.» […] «Ti troverò per dirti che ti amo.»

Ora, se fossero solo parole, vabbé, ma poi quando lei va da Selene, lui la segue e le urla che non può non amarla…

Ci sono le persone pazze, esistono, lo sappiamo. Il problema è che Aiyana non lo pensa nemmeno lontanamente che lui abbia lievemente superato i confini, anzi quando Ben muore (sì, perché una pagina dopo muore in un incidente che non c’entra niente con lei), si sente in colpa… sono allibita.

-Ben muore, fa un incidente, non si sa come, dove o perché, ma muore. Aiyana e Selene avevano litigato, così la nonna, Karla, decide di evitarle il funerale e portarla a casa di Selene per far pace. Niente di anormale quindi, se non fosse per il fatto che Selene non è in casa.

Indovinate dove si trova…

Esatto al funerale di Ben, che aveva visto una cosa come tre minuti fuori da casa sua, per posargli dei fiori sulla lapide, dicendo che la sua morte le ha fatto capire che la vita è un battito d’ali e che deve andare dalla sua amata.

Ma questo tizio è morto e viene usato esclusivamente come espediente per farle rimettere insieme? Ma seriamente? Questa è la serietà con cui tratti la morte e gli incidenti? Davvero?

-Ultimo esempio, ed è il finale, mi dispiace.

Si scopre che è stato suo padre a fracassarla di botte e a mandarla in coma per ben tre mesi, perché gli aveva confessato il suo amore per una donna. Aiyana se lo ricorda quando Karla la chiama per dirle che suo padre è a casa e di andare lì perché devono parlare.

Decide di andare, con Selene, e il tutto, il punto clou di questa vicenda, si risolve in tre pagine.

Non è un eufemisto, tre pagine.

Praticamente suo padre si scusa in un monologo patetico, dicendo che aveva “perso il lume della ragione” perché la moglie era morta e citando frasi in latino a caso.

E il tutto finisce in un enorme abbraccio di gruppo.

Solo a me la situazione sembrava un pelo più grave?

In conclusione

Io non so veramente cosa dire. Mi sembra davvero grave questa superficialità con cui sono stati trattati questi argomenti.

Ho citato solo le due cose che mi hanno urtato maggiormente, ma ripeto, sono settantadue pagine che vanno tutte avanti in questa maniera. Vi ho lasciato anche il link all’inizio, ma fidatevi, lasciate perdere.

Dovete sapere che sono una persona che tiene molto… moltissimo alla qualità. In un racconto di una persona giovane o alle prime armi non mi aspetto di trovare il livello di uno scrittore professionista, che fa quello nella vita da anni.

Tuttavia, pretendo un certo livello da chiunque abbia la pretesa di far pagare per leggere quello che scrive. Vorrei, ad esempio, che sapesse usare “lì” o “li” in una frase, invece di invertirli costantemente. Insomma essere in grado di scrivere correttamente nella propria lingua!

E soprattutto avere un po’ di autocritica e non fregarsene completamente della qualità del proprio lavoro, tanto ormai è stato pubblicato, io il mio scopo l’ho raggiunto, chi se ne frega della schifezza che sono riuscita a tirare fuori.

Chiudiamo parlando di &MyBook, la casa editrice.

Personalmente non pubblicherei mai niente con loro, dopo essere venuta in contatto con questo libro.

Innanzitutto perché le promesse che fa sul suo sito non vengono rispettate. Parla di controllo base della qualità su ciò che pubblica e sinceramente se per lei questa è la qualità, non voglio averci a che fare. Propone un servizio di revisione che fa veramente pena e lo potrebbe fare meglio anche un bambino in terza elementare…

In più i prezzi dei libri sono folli! Estremamente alti, sarebbero alti anche se gli scrittori fossero conosciuti, figuriamoci per quelli emergenti!

Sinceramente non comprerò niente che porti il suo nome e piuttosto di proporre a questa casa un mio libro, lo stampo da sola e lo distribuisco porta a porta.

In sostanza vi lascio con l’amaro in bocca, ci sono rimasta particolarmente male per tutta questa situazione.

Se volete leggere una breve intervista a questa autrice, potete trovarla cliccando qui: https://profumodicartaeinchiostro.wordpress.com/2017/09/27/diphylleia-valentina-bonci/

Come al solito seguitemi su FacebookInstagram, commentate e condividete.

Sono talmente delusa che non mi viene nemmeno da salutare come al solito!

Speriamo che la prossima recensione sia meglio,
Alle.

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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Un commento

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