HarryPotter – Le lezioni di Silente; parte 2

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Le lezioni di Silente – parte 2

Come sappiamo n Harry Potter e il principe mezzosangue, Silente chiede a Harry di incontrarsi per delle lezioni speciali. Durante queste ore continueranno il discorso iniziato alla fine dell’anno precedente, dopo l’irruzione al Ministero.

Silente gli spiega che mesi prima gli aveva raccontato tutto quello che sapeva, d’ora in avanti si addentreranno in quelle che lui reputa plausibili teorie che serviranno a capire e poi sconfiggere Voldemort, facendo avverare la profezia.

Nel film sono trattate, ovviamente, sono un tassello fondamentale del sesto titolo della saga, ma, come tutto il resto, sono tagliate e ciò che abbiamo potuto vedere è solo lo scheletro di quello che veramente succede.

Qui cercherò di riassumere ogni lezione, affrontando, però, tutto ciò che si scopre durante questi incontri.

Ho preferito dividere in due l’articolo, per cercare di farlo diventare un po’ più appetibile e non lungo come la morte? Se siete finiti qui, ma non avete ancora letto la parte 1, cliccate qui.

Lezione 3

Gli anni ad Hogwarts

L’anno scolastico ha inizio, il piccolo Riddle arriva a sucola e viene smistato dal Cappello Parlante nella casa di Serpeverde.

Silente non sa per certo quando scoprì di essere un discendente di Salazar Serpeverde, ma sicuramente la notizia lo esaltò ancora di più, facendolo sentire speciale.

Per quanto ne sapevano i professori, Tom non aveva dato segno di arroganza o aggressività, non vennero mai a sapere se avesse cercato di spaventare o impressionare i suoi compagni.

Molti docenti furono colpiti dalla sua educazione e abilità, Silente non aveva fatto parola del loro incontro all’orfanotrofio. Non sembrava che Tom si fosse pentito dei suoi comportamenti, ma voleva dargli una possibilità.

Lo tenne d’occhio e Tom era sempre prudente nei suoi confronti, non cercava di impressionarlo come faceva con gli altri e sicuramente si era pentito di essersi lasciato sfuggire troppe cose durante il loro primo incontro.

Si circondò di amici “zelanti; li definisco così per mancanza di una definizione migliore”, anche se non provava affetto per loro.

Un gruppo eterogeneo, si potevano trovare “deboli in cerca di protezione, ambiziosi in cerca di gloria condivisa, e di bruti che gravitavano attorno a un capo in grado di mostrare loro forme più sofisticate di crudeltà”. I precursori dei Mangiamorte, alcuni dei quali lo diventarono veramente.

Non venivano mai collegati alle malefatte, ma i loro anni ad Hogwarts sono stati disseminati da incidenti, come l’apertura della Camera dei Segreti e la morte di una ragazza.

Mettere insieme delle informazioni non fu facile. Silente non trovò nessun ricordo, ma sa che Tom era ossessionato dalle sue origini, aveva cercato il nome di suo padre nella sala dei trofei, senza trovare nulla e dovette accettare che non era mai stato in quella scuola.

Silente crede che rinunciò al suo nome in quel momento e iniziò le ricerche su sua madre, partendo dall’unico indizio che aveva, il nome Marvolo.

Nell’estate dei suoi sedici anni lasciò l’orfanotrofio alla ricerca dei parenti Gaunt.

L’ultimo ricordo di Morfin Gaunt

Silente riuscì ad avere un ricordo di Morfin Gaunt, prima che morisse ad Azkabane e grazie ad esso scoprono cos’è successo quando Tom ritrovò la casa del nonno materno.

Tom arriva nella vecchia casa Gaunt, c’è solo Morfin, che gli dice che Marvolo è morto. Morfin subito lo scambia per il babbano di cui era innamorata sua sorella, ma capisce che non è lui perché Tom gli parla in Serpentese e perché dovrebbe essere molto più vecchio.

Gli dice che sua sorella, prima di scappare con lui, li aveva derubati di un importante cimelio di famiglia, il medaglione di Serpeverde.

Morfin cerca di attaccare Tom, ma il ricordo diventa scuro e Harry e Silente escono.

La fine della famiglia Riddle

Silente spiega che Morfin non è riuscito a ricordarsi niente di quello che è successo dopo. La mattina successiva si era svegliato per terra, l’anello di Marvolo che aveva al dito era sparito e al villaggio si spargeva la voce del triplice omicidio nel salotto della grande casa Riddle.

I babbani non riuscirono a venire a capo di quelle morti, ma il Ministero capì al volo che doveva trattarsi di un omicidio magico. L’unico mago nella zona era Morfin, che aveva già dei precedenti. Lui confessò subito e la sua bacchetta confermava quella versione.

Tom aveva rubato la bacchetta e aveva ucciso suo padre e i suoi nonni, dopo aver stordito Morfin. Dopo gli modificò la memoria, rubò l’anello e se ne andò.

Silente provò a far uscire Morfin di prigione, dopo aver scovato quel ricordo, ma lui morì nel frattempo.

Come ho scritto nelle Curiosità, il Ministero non può sapere chi ha compiuto una magia se c’è più di un mago presente (a meno che non si guardino gli incantesimi appena compiuti da una bacchetta). Quindi anche se Tom era minorenne, non sono riusciti a identificarlo come autore delle maledizioni mortali.

Sempre in questa lezione, gli mostra il ricordo modificato di Lumacorno, nelle Differenze troverete che cosa cambia, ma è molto simile.

Harry nota che Tom porta al dito l’anello che aveva appena rubato allo zio.

Lezione 4

Harry non è riuscito a procurarsi il ricordo vero di Lumacorno, quindi per ora continuano lasciandolo in sospeso.

Silente lo avverte che da lì in avanti le sue ipotesi si fanno più incerte a causa delle difficoltà a reperire qualcuno disposto a condividere i propri ricordi su Voldemort adulto.

Hanno, però, altri due ricordi da guardare, sulla vita di Voldemort dopo la scuola e vuole sapere se Harry arriva alle sue stesse conclusioni.

Borgin & Burke o Magie Sinister

Uscì da Hogwarts con il massimo dei voti, molti insegnanti si aspettavano che iniziasse una magnifica carriera al Ministero e si offrirono anche di aiutarlo per avere dei colloqui.

Lui rifiutò e trovò lavoro da Magie Sinister, anche se quella non era stata la sua prima scelta.

Infatti, l’allora preside Dippet, aveva confessato a Silente che Voldemort gli aveva chiesto di diventare insegnante, visto che il posto di Difesa Contro le Arti Oscure era appena diventato vacante perché la professoressa era appena andata in pensione (quella di cui parlano nel ricordo di Lumacorno).

Dippet gli disse di no, perché riteneva che fosse troppo giovane, ma gli consigliò di tornare dopo qualche anno.

Silente ritiene che ci siano tre ragioni fondamentali per cui volesse rimanere in quella scuola:

Innanzitutto quella era stata la prima vera casa, il primo posto in cui era stato veramente felice.

Il secondo era che il castello è una roccaforte di antica magia, pieno di segreti e lui ne aveva scoperti molti in quei sette anni, ma sicuramente avrebbe voluto continuare.

Ultimo punto: nel ruolo di professore avrebbe avuto un enorme potere e una grande influenza su giovani maghi e streghe, come aveva visto da Lumacorno. E poteva essere il luogo ideale per iniziare a costruirsi un esercito.

Rifiutato da Dippet, decise di iniziare a lavorare come commesso da Magie Sinister, la scelta sembrava incomprensibile a molti, a cui sembrava un talento sprecato, ma Silente ne ha capito il motivo.

Hokey, l’elfa domestica

Nel negozio fece subito successo, grazie al suo fascino e al suo bell’aspetto e presto si vide assegnare compiti particolari.

Spesso veniva mandato a casa di maghi e streghe per convincerli a vendere i propri averi. Compito nel quale si dimostrò particolarmente abile.

Il primo ricordo di questa lezione appartiene ad un’elfa domestica di nome Hokey, ca lavorava da una vecchia signora di nome Hepzibah Smith.

La signora si sta preparando, per l’imminente arrivo del bel ragazzo di Sinister. Dal comportamento di Tom, Harry capisce che doveva essere andato spesso in quella casa.

Tom è molto più magro dall’ultima volta che lo avevano visto, iniziava a somigliare al Voldemort che conosciamo, tuttavia quell’aspetto lo faceva sembrare ancora più attraente.

Tom le fa l’offerta per cui era andato lì, ma Hepzibah manda Hokey a prendere due dei suoi tesori più preziosi, li vuole mostrare al ragazzo, sebbene non sia minimamente intenzionata a venderli.

Nella prima delle due scatole che Hokey ha portato, c’è una coppa d’oro, con il blasone di Tosca Tassorosso, Hepzibah sostiene di essere una sua lontana parente.

Il secondo oggetto, invece, l’ha comprato proprio da Magie Sinister e si tratta del medaglione con l’effige di Salazar Serpeverde. Voldemort tese la mano per prenderlo, ancora prima che la donna lo invitasse a farlo.

Harry si sarebbe aspettato che lo trattenesse, quando Hepzibah lo riprese per metterlo via, invece, glielo lasciò. Nei suoi occhi, però, Harry fu certo, di veder passare un bagliore rosso.

La coppa e il medaglione

Hepzibah è morta due giorni dopo. Hokey fu accusata di averla avvelenata per sbaglio.

Harry non ci crede e anche Silente era stato della stessa idea. Tuttavia Hokey , come Morfin, aveva confessato. Il Ministero non era stato interessato a continuare le indagini, trattandosi di un elfa domestica.

La casa era stipata di oggetti e i familiari della donna ci misero molto tempo a rendersi conto che mancavano due oggetti preziosi: la coppa e il medaglione. Hokey era già stata condannata e il misterioso commesso di Magie Sinister si era dimesso ed era sparito nel nulla.

Harry capisce perché aveva voluto il medaglione, che doveva ritenere suo di diritto, ma non capisce perché abbia rubato anche la coppa.

Silente ritiene che sia stato perché era appartenuta ad uno dei fondatori di Hogwarts e forse provava ancora un grande attaccamento alla scuola.

La richiesta di Voldemort

L’ultimo ricordo che Silente vuole mostrargli è proprio il suo, che risale a circa dieci anni dalla morte di Hepziibah. Nessuno può sapere per certo che cosa avesse fatto Voldemort per tutto quel tempo.

Voldemort è tornato a scuola, ormai il suo aspetto è quello che ha adesso, lontano da quello del bel ragazzo che era stato durante i suoi anni di scuola.

Silente lo chiama Tom, nonostante Voldemort cerchi di spiegargli che adesso ha cambiato nome. Il rifiuto di chiamarlo con suo nuovo nome è come impedirgli di prendere le redini di quella conversazione.

Voldemort sostiene di aver fatto e visto molte cose in quegli anni e di avere l’esperienza che Dippet gli aveva richiesto per diventare insegnante. Silente gli dice che in effetti ha sentito molte voci, ma che in altri tipi di magia è ancora privo di conoscenza.

Tom sostiene che quelle voci sono dovute solo all’invidia e gli chiede di tornare a scuola. Silente allora si dimostra preoccupato, che cosa ne sarà delle persone che adesso sono ai suoi ordini, quelli che si fanno chiamare Mangiamorte?

Tom non si aspettava che Silente conoscesse quel nome e sostiene che si tratta solo di amici, allora Silente si rivela sorpreso dal bene che questi amici devono volergli, per aver affrontato quel viaggio con lui, una notte di inverno, solo per augurargli buona fortuna, e gli fa l’elenco delle persone che ora lo stanno aspettando alla Testa di Porco, lasciandolo senza parlìole.

Silente non accetta la sua richiesta, ma gli chiede di essere sincero e dirgli il vero motivo della sua visita. Voldemort, però se ne va.

Silente ha soltanto delle idee in merito e dice a Harry che diventeranno più certe quando avranno il ricordo vero di Lumacorno.

Lezione 5

Nel vero ricordo, Lumacorno tesse le lodi di Voldemort e gli offre aiuto per iniziare una carriera al Ministero.

Dopo che tutti gli altri ragazzi sono andati a dormire, Tom gli chiede degli Horcrux, Lumacorno gli spiega che cosa sono e come si creano, anche se non sa l’incantesimo esatto.

Tom continua con le domande e vuole sapere se non sia più prudente dividere l’anima in più pezzi, come sette, il numero magico più potente per creare più di un Horcrux.

Le conclusioni di Silente

Il ricordo conferma la teoria che aveva Silente. All’età di sedici anni, Tom stava cercando un modo per diventare immortale.

Aveva creato un Horcrux, per questo la notte del 31 ottobre non era morto quando la sua stessa maledizione gli era rimbalzata contro.

Silente, però, ritiene che si sia spinto molto oltre e che non si sia limitato ad un solo Horcrux.

Avevano già avuto conferma che avesse diviso la propria anima quattro anni prima. Harry vuole fare l’ottuso evidentemente perché chiede come. Silente gli ricorda che è stato proprio lui a dargliene la prova, quando aveva distrutto il diario di Riddle, che doveva essere un Horcrux.

Il fatto che il diario era stato concepito non solo come difesa, ma anche come arma, aveva fatto credere a Silente che non doveva essere l’unico Horcrux esistente. Teoria ancora più convincente quando Harry gli aveva riferito che Voldemort aveva sostenuto di essersi spinto più in là di chiunque altro sulla strada dell’immortalità.

In più la trasformazione fisica di Tom si spiegava perfettamente con la mutilazione continua che la sua anima aveva subito.

(Alché io rimango un po’ interdetta, perché Silente dice che è diventato così per la mutilazione dell’anima. L’anima si mutila uccidendo delle persone. Intanto ne ha uccise molte più di sette, inoltre anche i Mangiamorte hanno ucciso un numero infinito di persone, ma loro continuano a sembrare esseri umani normali. Quindi boh).

Silente crede che Voldemort non si sia affidato semplicemente a strumenti come la Pietra Filosofale, perché questi l’avrebbero costretto a dipendere da loro. L’elisi, infatti, va preso regolarmente e potrebbe terminare, essere contaminato, e la pietra potrebbe essere rubata.

Gli Horcrux

Ancora una volta, Harry ha deciso che l’intelligenza no gli serve. Infatti quando Silente gli ricorda la frase di Voldemort: “Sette non è il numero magico più potente?”, Harry gli chiede come potranno trovare sette oggetti sparsi per il mondo che potrebbero essere qualsiasi cosa.

Silente lo corregge, perché intanto, se ha diviso la sua anima in sette, gli Horcrux sono sei, perché un frammento deve rimanere nel suo corpo. (In seguito si scopre che non è così, ma in seguito, Harry).

Seconda cosa gli ricorda che ne devono trovare quattro, visto che il diario lo ha già distrutto e che lui stesso ha trovato e distrutto il secondo Horcrux, l’anello di Marvolo. Silente lo aveva trovato nelle rovine di casa Gaunt, protetto da molti incantesimi.

Harry non ha messo ancora in moto il cervello, che a questo punto ritengo essere pieno di segatura, e chiede come faranno a capire quali siano gli altri quattro. Per fortuna Silente gli aveva detto di raccontare tutto a Ron ed Hermione!

Silente gli dice che Voldemort non sceglierebbe degli oggetti a caso, ma Harry non ritiene il diario molto speciale, Silente gli fa notare che invece è la prova della sua discendenza con Serpeverde.

Harry chiede quali possano essere gli altri (mi stavo per mettere a piangere mentre leggevo) e Silente gli risponde che aveva indagato sul passato di Tom per vedere se fosse legato a delle sparizioni di oggetti rilevanti.

Un campanellino suona nella testa bacata del nostro eroe e si ricorda della coppa e del medaglione.

Ne mancano ancora due, però, Silente pensa che possa essere qualcosa legato ai fondatori di Hogwarts mancanti, e siccome l’unico oggetto di Grifondoro, la spada, è al sicuro nel suo ufficio, punta su Corvonero. Silente ritiene che Voldemort volesse tornare a Hogwarts proprio per completare la sua “collezione”.

Il sesto Horcrux, crede che sia Nagini. Ritiene che quando è andato da Harry gli mancasse ancora un Horcrux, che voleva creare associato proprio alla sconfitta del suo nemico mortale.

Dopo la sconfitta, però, potrebbe aver deciso di usare Nagini come legame con Serpeverde.

Harry vuole sapere se si renda conto che i suoi Horcrux vengono distrutti. Silente crede che sia rimasto distante da loro troppo a lungo per poterli sentire. Tuttavia, in punto di morte, potrebbe rendersi conto della perdita.

Il compimento della profezia

Harry non pensa di avere il potere necessario per sconfiggerlo, ma Silente gli ricorda che l’amore è dalla sua parte, a Harry non sembra un ottimo affare.

Silente, però, gli ricorda che è stato proprio Voldemort a dargli il potere di sconfiggerlo, quando ha scelto di far avverare la profezia.

Se non avesse ucciso i suoi genitori, Harry non sarebbe cresciuto con un grande desiderio di vendetta e non avrebbe avuto la protezione di sua madre.

Voldemort aveva compiuto l’errore che tutti i tiranni fanno: aveva creato il suo peggior nemico e adesso aveva paura di lui. Non solo, gli aveva pure donato le armi per finirlo.

Gli spiega che Harry può scegliere, non deve ucciderlo per forza, può decidere di voltare le spalle alla profezia e non compierla. Voldemort, però, gli darà la caccia, per sempre.

In più è Harry stesso che non si darà pace finché Lui non sarà morto, per tutto quello che ha fatto e inoltre vuole essere lui ad ucciderlo.

C’è una differenza tra scendere nell’arena a testa alta ed essere trascinati ad affrontare una battaglia mortale.

Harry fino a quel momento si è sempre ritrovato in mezzo, ma adesso può affrontare il suo nemico a testa alta.


Con questo si concludono le lezioni di Silente, sappiamo che fortunatamente nell’ultimo libro, Harry decide che il suo cervello non è spazzatura e inizia ad usarlo.

Se vi siete persi la prima parte potete trovarla qui, se invece volete leggere altri pezzi eliminati del Principe Mezzosangue, vi lascio il link delle Curiosità.

Io vi saluto e, mi raccomando, se volete rimanere aggiornati, oppure semplicemente aiutarmi, andate a mettere un mi piace alla pagina Facebook, seguitemi su Instagram o sugli altri social che trovate sulla destra (o in alto), condividete e commentate.

A presto, Alle.

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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