Harry Potter – La profezia di Sibilla Cooman

La profezia di Sibilla Cooman

La rivelazione più scioccante di tutti gli Harry Potter: Sibilla Cooman ha fatto la profezia che ha influenzato tutta la nostra storia.

Una vera profezia!

Sappiamo dal Prigioniero di Azkaban, in effetti, che tra tutte le stupidaggini inventate che tira fuori, ogni tanto ci sono anche profezie vere, ma questa profezia!

La Cooman è consapevole che Silente le ha dato un posto e la tiene al castello proprio grazie, e a causa, di questa profezia, di cui lei non sa assolutamente nulla.



Ma andiamo a vedere parte della verità che Silente ha tenuto segreta a Harry, fino alla fine del quinto anno di scuola. Verità in cui la profezia è il fulcro.

Dieci anni bui e difficili

Quattordici anni prima, quando Silente lasciò Harry sui gradini di Privet Drive, sapeva a che cosa il piccolo sarebbe andato in contro. Sapeva di averlo condannato ad anni infelici.

Scelse di non affidarlo ad una famiglia di maghi perché Harry era ancora in pericolo. Voldemort era stato sconfitto, ma i suoi seguaci erano ancora in circolazione, furibondi e disperati.

Sapeva inoltre, che Voldemort non era sparito del tutto, non sapeva quanto ci avrebbe messo, ma era sicuro che sarebbe tornano e che avrebbe cercato vendetta. Non avrebbe avuto pace finché non avrebbe ucciso Harry Potter e gli incantesimi protettivi di Silente non sarebbero bastati, se avesse riacquistato pieni poteri.

Silente, però, conosceva il suo punto debole e decise che Harry sarebbe stato protetto da un’antica magia che Voldemort conosce, ovviamente, ma ha sempre disprezzato e sottovalutato: l’amore.

Il sacrificio di sua madre, morta per salvarlo.

Gli ha fornito una protezione duratura che scorre nelle vene di Harry e che Voldemort non aveva previsto. Silente ripose la sua fiducia nel sangue di Lily, affidando il bambino a sua sorella, Petunia, la sua unica parente ancora in vita.

Sebbene non abbia mai dimostrato affetto nei confronti di Harry, sebbene disprezzi quello che è, lo ha accolto, suggellando l’incantesimo che Silente aveva posto su Harry. Grazie al sacrificio di sua madre, il legame di sangue è lo scudo più forte che potesse fornirgli.

Finché Harry può chiamare casa un posto in cui vive un consanguineo di Lily, Voldemort non può toccarlo. Harry deve tornarci una volta all’anno per rinnovare quel legame. Sua zia lo sa, Silente glielo ha spiegato nella lettera quando lo ha lasciato, e sa che facendolo vivere con loro gli ha donato anni di vita.

Per questo, dopo l’attacco dei Dissennatori, dopo l’arrivo della Strilettera (se non sapete di che parlo, potete leggere le Curiosità), Petunia ha impedito a Vernon di allontanare Harry da quella casa.

L’ingresso nel mondo magico

Cinque anni prima, Harry arriva ad Hogwarts, è appena diventato consapevole di ciò che è veramente. Non era felice e ben nutrito come Silente aveva sperato, ma in buona salute e non viziato come lo sarebbe stato vivendo in una casa di maghi.

Già dal primo anno, prima di quanto Silente avesse previsto, Harry si trovò faccia a faccia col Signore Oscuro e non solo è sopravvissuto, ma gli ha anche impedito di tornare al potere.

Harry, già allora, gli aveva chiesto perché Voldemort avesse cercato di ucciderlo, perché cercare di uccidere un bambino di appena un anno? Silente, però, non rispose. Harry aveva solo undici anni, pensò che era troppo giovane.

Arriva il secondo anno e come sappiamo, ancora una volta Harry si trova faccia a faccia con Voldemort, beh un pezzo di lui, in questo caso.

Tuttavia, questa volta, Harry non ripeté la domanda. Lui e Silente avevano parlato della cicatrice, ci erano arrivati vicini, ma ancora una volta Silente non gli rivelò la verità… dodici anni, non erano molto diversi da undici.

C’era una pecca nel piano di Silente. Era caduto nella trappola che aveva previsto e che si era sforzato di evitare. Si era affezionato a Harry e teneva più alla sua felicità che a metterlo a conoscenza della verità. Ha agito come Voldemort si aspetta che agiscono gli sciocchi in grado di amare.

Il tempo passava e Silente sapeva che il momento si avvicinava sempre di più, che stava esaurendo le scuse. Harry era giovane, ma nei primi tre anni di scuola aveva dimostrato di essere eccezionale.

E poi Voldemort è tornato e Harry è sbucato dal labirinto con il corpo di Cedric Diggory, dopo essere sfuggito alla morte per un soffio. Silente, però, non parlò ancora, nonostante il ritorno di Voldemort rendeva urgente quelle rivelazioni.

La verità

È giunto il momento di parlare, Harry è già pronto da anni, non c’è più modo di rimandare.

Silente rivela che Voldemort tentò di ucciderlo, quattordici anni prima, a causa di una profezia, fatta poco prima della sua nascita.

Voldemort era al corrente della sua esistenza, ma ne ignorava l’esatto contenuto. Si era convinto che ucciderlo quando era ancora un neonato avrebbe realizzato la profezia. Scoprì a sue spese che si sbagliava.

Dopo aver riacquistato il suo corpo e dopo la fuga di Harry dal cimitero, decise che doveva ascoltare per intero la profezia. Voleva che gli rivelasse come distruggere Harry. È quella l’arma che stava cercando ossessivamente e che stava cercando di prendere in tutti i modi dal Ministero.

Harry rivela al preside che nessuno potrà mai sapere che cosa dica, perché si è rotta per sbaglio, mentre trasportava Neville fuori dalla stanza con l’arco. Silente non sembra preoccupato e gli rivela che c’è una persona che l’ha ascoltata interamente e se la ricorda alla perfezione: lui.

L’ha ascoltata una fredda e umida sera di sedici anni prima, in una stanza alla Testa di Porco. Si trovava lì per incontrare una candidata alla cattedra di Divinazione, anche se avrebbe preferito cancellare quella materia dai loro programmi. La candidata era la propronipote di una Veggente molto famosa e molto dotata, e gli era parso educato incontrarla.

Non vide in lei nessuna traccia del Dono della sua parente, così cortesemente, le disse che non le sembrava adatta e si voltò per andare via.

Silente prende il pensatoio e mostra direttamente ad Harry il suo ricordo.

La profezia

«Ecco giungere il solo col potere di sconfiggere l’Oscuro Signore… nato da chi lo ha tre volte sfidato, nato sull’estinguersi del settimo mese… l’Oscuro Signore lo designerà come suo eguale, ma egli avrà un potere a lui sconosciuto… e l’uno dovrà morire per mano dell’altro, perché nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive… il solo col potere di sconfiggere l’Oscuro Signore nascerà all’estinguersi del settimo mese…»

Harry non ne capisce il significato, giustamente, sembrano parole a caso.

Silente gli spiega che significa che l’unica persona in grado di sconfiggere Voldemort è nata quasi sedici anni prima, alla fine di luglio, da genitori che lo avevano sfidato tre volte.

Spiega anche che il fatto strano è che poteva non trattarsi di Harry. C’è un’altra persona a cui la profezia poteva fare riferimento, un’altra nata alla fine di luglio, i cui genitori facevano parte dell’Ordine della Fenice ed erano sfuggiti a Voldemort per tre volte: Neville Paciock.

Sulla profezia, però, c’è solo il nome di Harry (e quello di Voldemort), perché era stata rietichettata dopo l’attacco contro di lui, il 31 ottobre del 1981. Il custode della Sala delle Profezie era convinto che Voldemort avesse tentato di ucciderlo perché sapeva che Sibilla si riferiva a lui.

Padroni del proprio destino

Harry chiede, quindi, se potrebbe non essere lui. Silente, però, teme che su questo non ci siano dubbi. La profezia si riferisce proprio a lui. Infatti la profezia dice che “Voldemort lo designerà come suo eguale” e così ha fatto, quando ha scelto di cercare di uccidere Harry e non Neville.

Ha inciso sulla sua fronte la cicatrice, che si è dimostrata essere una benedizione e una maledizione.

Harry pensa che, però, potrebbe aver scelto la persona sbagliata.

Silente, gli dice che Voldemort ha scelto il ragazzo che a suo parere aveva più possibilità di costituire un pericolo e sottolinea che non ha scelto un purosangue, ma un bambino Mezzosangue, proprio come lui.

Si è riconosciuto in lui, ancor prima di vederlo, e imprimendogli la famosa cicatrice, invece di ucciderlo, gli ha fornito un potere e un futuro che gli ha permesso di sfuggirli, ben quattro volte. Un’impresa non riuscita né ai suoi genitori, né a quelli di Neville.

Harry non capisce perché non abbia aspettato che lui e Neville crescessero, per vedere quale potesse essere più pericoloso.

Silente pensa che sia un ragionamento logico, ma ricorda a Harry che Voldemort non era a conoscenza dell’intera profezia.

La Testa di Porco, seppur poco costoso, è un luogo pieno di orecchie indiscrete, Silente non avrebbe mai immaginato di poter sentire qualcosa di importante in quell’incontro. L’ascoltatore indesiderato, però, è stato mandato via appena Sibilla aveva iniziato a declamare la profezia.

Voldemort, quindi non ha mai pensato che attaccandolo avrebbe potuto correre un pericolo, che sarebbe stato meglio aspettare. Non sapeva che Harry avrebbe avuto un potere sconosciuto.

Harry dice che non è vero. Silente gli parla di una stanza nell’Ufficio Misteri. Una stanza che viene sempre tenuta chiusa, che contiene una forza terribile e meravigliosa. È quella la forza che possiede Harry in grande quantità, che lo ha spinto a salvare Sirius e che lo ha salvato dalla possessione di Voldemort, perché non può resistere in un corpo pieno di quella forza che lui detesta. Anche se Harry non è riuscito a chiudere la mente, è stato il suo cuore a salvarlo.

La fine della profezia

Nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive.

Harry chiede se vuoi dire, quindi che uno dovrà uccidere l’altro alla fine. Silente gli risponde con un solo e semplice “Sì”.

Scopriremo alla fine de I Doni della Morte che cosa voglia dire fino davvero e che Silente, nemmeno questa volta, è stato sincero fino in fondo.


Ed eccoci alla fine.

Andate a leggere anche Dal libro al film: l’Ordine della FeniceCuriosità: l’Ordine della Fenice.

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A presto, Alle.

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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