Harry Potter – Gli anni oscuri di Lord Voldemort

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Gli anni oscuri di Lord Voldemort

Da bravo cattivo quale Voldemort è, si mette a fare monologhi in cui racconta perché lui sia il migliore, di come sia sopravvissuto e di come il suo piano malvagio abbia avuto succerro, nonostante le mille difficoltà blablabla.

Purtroppo nel film è stato tutto tagliato, ma sarò felice di sottolineare tutte le informazioni che emergono dal suo discorso.

Come al solito affronto un libro alla volta e in questo caso faccio riferimento solamente a quello che si scopre ne Il calice di fuoco.

La sconfitta a Godric’s Hollow

Voldemort ha capito che il piccolo Harry, di solo un anno, è riuscito a sopravvivere, la notte del 31 ottobre di quattordici anni prima, solo perché sua madre, morendo per lui, gli ha fornito una protezione, magia molto antica e potente, che lui non aveva previsto.



Fu strappato dal suo corpo, diventando meno che spirito, ma era vivo. Uno o più dei suoi esperimenti doveva aver funzionato perché il maleficio avrebbe dovuto ucciderlo, ma non era successo.

Tuttavia non aveva un corpo e qualunque incantesimo, che lo avrebbe potuto aiutare, richiedeva l’uso di una bacchetta. Obbligò sé stesso ad esistere e si rintanò in una foresta remota ad aspettare, sicuro che uno dei suoi fedeli Mangiamorte lo avrebbe trovato. La sua attesa sembrava invana.

Gli era rimasto solo un potere, quello di impossessarsi dei corpi altrui, ma non osavva andare in luoghi abitati, perché gli Auror lo stavano ancora cercando. A volte abitava gli animali, i serpenti erano i suoi preferiti. Non stava molto meglio, non erano corpi adatti a compiere magie e quando si impossessava di loro riduceva drasticamente la loro vita.

Il professor Raptor

professor-quirrel-e-voldemortQuattro anni prima, un giovane e ingenuo mago vagava per la foresta in cui Voldemort abitava.

Era l’occasione che stava aspettando, il mago insegnava nella scuola di Silente. Fu facile piegarlo al suo volere e grazie a lui tornò in Gran Bretagna. Dopo un po’ prese possesso del suo corpo, per sorvegliarlo mentre eseguiva i suoi ordini.

Il suo piano, però, fallì, ancora una volta ostacolato proprio da Harry Potter. Non riuscì a prendere la Pietra Filosofale e ad assicurarsi l’immortalità.

Il servo morì quando Voldemort lasciò il suo corpo e si ritrovò debole come non lo era mai stato.

Il servo e il padrone si ritroveranno uniti ancora…

Voldemort tornò nel suo nascondiglio in Albania, temendo ormai di non riuscire più a riguadagnare i suoi poter. Ormai aveva smesso di sperare che uno dei suoi Mangiamorte lo trovasse.

Ma, un anno prima, Codaliscia lo trovò, grazie a dei topi che incontrò sul suo cammino. Certo, non lo aveva cercato per fedeltà, ma per paura dei suoi vecchi, una volta che era stato stanato dal suo nascondiglio, ma l’importante era che aveva permesso a Voldemort di usarlo per i suoi scopi.

Il suo viaggio non fu facile, un giorno, dopo essersi fermato in una locanda per sfamarsi, si imbatté in Berta Jorkins, una strega del Ministero, che avrebbe potuto rovinare tutto. Codaliscia la convinse ad accompagnarlo in una passeggiata notturna e l’assalì.

Quando la portò dal Signore Oscuro, Berta si rivelò una miniera di informazioni. Scoprì che il Torneo Tremaghi si sarebbe tenuto ad Hogwarts quell’anno e che Moody era stato assunto come insegnante. E, infine, come potete leggere in Barty Crouch Jr., venne a sapere che il suo servo più fedele era fuori da Azkaban e sicuramente sarebbe stato entusiasta di aiutarlo.

Dopo che ebbe finito con lei, il corpo e la mente di Berta erano irrimediabilmente rovinati e, visto che non poteva possederla, se ne liberò.

Nemmeno Codaliscia era adatto ad essere posseduto, siccome tutta la comunità magica lo credeva morto, così dovette ricorrere ad altri mezzi.

Il ritorno in Gran Bretagna

rinascita-voldemortSebbene Codaliscia non fosse un grande mago, riuscì a seguire le istruzioni del suo padrone, restituendogli un corpo rozzo e debole. Grazie a degli incantesimi inventati da Voldemort stesso, e ad una pozione ottenuta bollendo sangue di unicorno e il veleno di serpente, fornito da Nagini, Voldemort riuscì ad acquisire una forma quasi umana che gli permise di viaggiare.

Moderò le sue ambizioni, aspirando a riavere il suo corpo, prima di cercare l’immortalità.

Per preparare la pozione che glielo avrebbe permesso, avrebbe avuto bisogno di tre potenti ingredienti fondamentali: carne donata da un servo, l’osso di suo padre e il sangue di una vittima.

Codaliscia aveva suggerito di usare il sangue di un mago qualunque che lo odiasse, ma Voldemort sapeva chi doveva essere, se voleva tornare più potente di quando era caduto.

Voleva il sangue di Harry, così che quello che restava della protezione di sua madre, sarebbe scorso nelle sue vene.

Doveva architettare un piano, che tutti noi conosciamo per poter arrivare ad Harry (che potete trovare in Barty Crouch Jr.), visto che non poteva toccarlo finché era dai suoi parenti. Pensò alla Coppa del Mondo, ma era ancora troppo debole per rapirlo in mezzo ad un orda di maghi del Ministero.

Così escogitò il piano del Torneo Tremaghi e Harry è arrivato lì, permettendogli di tornare ad una vera vita, con un corpo che gli permettesse di usare la magia con tutta la sua potenza.

Non vuole uccidere Harry mentre è legato, vuole che i suoi Mangiamorte vedano chi tra loro è il più forte. Purtroppo sottovaluta Harry ancora una volta che, come sappiamo, riesce a tornare indietro, grazie all’Incantesimo Prior Incantatio e ai ricordi delle persone che Voldemort aveva ucciso.

Se non li avete ancora letti, vi suggerisco di fare un giro anche qui:
Dal libro al film
Curiosità

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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