La Biblioteca alla Fine del Mondo; Will Schwalbe

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Introduzione

La Biblioteca alla Fine del Mondo di Will Schwalbe è stato pubblicato per la prima volta nell’aprile 2013, in Italia, da Rizzoli. Il titolo originale dell’opera è: The End of Your Life Book Club.
Si tratta di un romanzo che è per metà saggio e biografia, Will Schwalbe, infatti, decide di scrivere la sua opera per raccontare degli ultimi anni vissuti da sua madre, Mary Ann Schwalbe, malata di cancro al pancreas, e del loro circolo letterario che si era instaurato tra le visite mediche e le sedute di chemioterapia, rendendosi conto che il loro circolo letterario era sempre esistito e che in fondo se ne ha uno con ogni persona con cui si commentano dei libri.

Trama

Mary Ann è da sempre una donna molto attiva, impegnata nell’aiuto dei rifugiati e in molte fondazioni umanitarie di tutto il mondo, ha lavorato presso delle scuole e delle università, e ha sempre viaggiato molto, sia nel suo tempo libero, sia per lavoro, soprattutto nei paesi in guerra come l’Afghanistan, per portare il suo contributo in prima persona. Quando le viene fatta la diagnosi, non pensa un secondo ad arrendersi o a rinunciare ai suoi impegni, e non vuole farsi trattare da malata; fa solo delle richieste ai propri familiari, chiede loro, a turno, probabilmente per farli sentire utili, dice Will, di accompagnarla alle visite e alle sedute di chemioterapia.
Durante questi momenti Will e sua madre parlano di libri a consigliarseli a vicenda, come avevano sempre fatto, e iniziano a leggerli insieme, per poi parlarne la volta successiva, si instaura così il loro piccolo circolo letterario, anche se in fondo quella era stata una delle cose che li aveva avvicinati sin da quando Will era piccolo.

Commenti e Critiche

Ho trovato La Biblioteca alla Fine del Mondo un libro magnifico, scritto con una narrazione leggera e scorrevole, nonostante spesso tratti di argomenti impegnativi. La trama avanza attraverso i libri che madre e figlio leggono, man mano che la malattia fa il suo corso, così come la vita sia di Mary Ann, sia di Will che di tutti gli altri componenti della famiglia, sia di tutte le persone che Mary Ann ha incontrato e influenzato nei suoi tanti lavori e viaggi.

È la prima volta che leggo un libro con il tema “malattia terminale”, dal punto di vista di un figlio che perde la madre; mi sono capitate storie dove il punto di vista era del malato o dei suoi genitori, mai l’opposto. In più qui Mary Ann è sì malata di cancro, ma questo non è il punto centrale della storia e non è stato nemmeno il punto centrale della sua vita, nemmeno negli ultimi anni.
Voglio dire, ovviamente, aveva delle enormi conseguenze che hanno influito sulla vita quotidiana di tutti, ma Mary Ann non è diventata, ha fatto in modo di non farsi trasformare nella “donna malata”. In più, visto che si tratta di una donna di oltre settantanni (settantatré quando le hanno fatto la diagnosi e settantacinque quando è morta), hai un focus diverso, il dolore di un figlio che perde il genitore è comunque grande, ma ad un certo punto non inaspettato, come in questo caso che la malattia è progredita, anche grazie alle cure, molto lentamente e ha dato il tempo a tutti di sistemare le questioni in sospeso e di dire tutto o quasi, quindi tutto il racconto non è straziante, ma naturale, perché è la vita che va così. Te ne rendi conto tu mentre leggi e se ne rendono conto anche loro, proprio come te, mentre leggono.

I libri, la possibilità di leggere, di avere un’istruzione sono i temi ricorrenti e più importanti che attraversano tutte le pagine e tutti i brani che i protagonisti si scambiano l’un l’altro, ma non solo. La lettura assume un ruolo fondamentale nella vita di tutte le persone, per diventare ciò che si è, per avere la possibilità di diventare padroni della propria vita e poter scegliere, poter votare, poter liberarsi da una supremazia ingiusta.
Vi copio le parole che mi hanno colpito di più, benché ci siano molti pezzi che  in questo libro meriterebbero:
“Tutti abbiamo molto più da leggere di quanto riusciamo a leggere e molto più da fare di quanto riusciamo a fare.
Tuttavia, una delle cose che ho imparato dalla mamma è che leggere non è l’opposto di fare, bensì di morire. Non potrò mai aprire i libri preferiti di mia madre senza pensare a lei, e quando li presterò e li raccomanderò agli altri, avrò la certezza che una parte della mamma circolerà con loro, che una parte di lei continuerà a vivere in quei lettori, persone che potrebbero sentirsi ispirate ad amare come amava lei e a fare la loro versione di ciò che lei ha fatto nel mondo.”

Questo testo, pur nella sua semplicità, attraverso la vita di questa donna, una donna forte, ma gentile, ti porta ad affrontare e a riflettere su moltissime tematiche.
La prima e maggiormente centrale, oltre alla lettura, visto che era anche la principale preoccupazione di Mary Ann, sono i rifugiati, le popolazioni nei paesi più più poveri e la loro istruzione. Infatti in quegli ultimi anni, nonostante le sue forze non fossero al massimo, Mary Ann si è data molto da fare per raccogliere fondi per la costruzione di una biblioteca in Afghanistan, perché, sosteneva, il popolo afghano, in particolare le bambine e le donne, non avranno molte opportunità di farcela, se non potranno leggere.

Ci sono molti altri temi affrontati, comunque centrali, tra cui il femminismo, visto che è stata una grande sostenitrice dei diritti delle donne e in prima persona è stata una donna che lavorava e pensava alla sua famiglia, senza trascurare nessuna delle due cose, e questo negli anni ’60/’70, facendo parte della prima generazione che ha potuto fare una cosa del genere, potendo scegliere.
Un’altra questione presa in causa abbastanza frequentemente è la religione, argomento in cui lei e suo figlio hanno pensieri assolutamente discordanti, ma di cui riescono a parlare pacatamente e ad ascoltarsi a vicenda, senza giudicarsi.

Una delle cose che mi è piaciuta di più sono gli squarci del loro passato, della loro vita familiare quando Will e i suoi fratelli erano piccoli. In più l’ho trovata una famiglia assai affascinante che, nonostante i normali problemi quotidiani, sono sempre disponibili l’uno per l’altro, dove i genitori sono capaci anche di ascoltare e di aiutare i figli a trovare la loro strada, permettendogli di sviluppare al massimo le loro potenzialità.

Ho trovato molto carino il fatto che i capitoli siano nominati tramite il libro più significativo che madre e figlio hanno letto nel periodo trattato nelle pagine.
Grazie a questo romanzo la mia lista di libri da leggere si è allungata molto e non vedo l’ora di poterne aprire qualcuno.
Non mi aspettavo di trovare tutto ciò in questo libro, l’ho comprato solo per la copertina e la trama l’ho letta solo perché mi hanno chiesto che cosa fosse, e non avevo capito che si trattasse di una storia vera. Invece ho scoperto l’esistenza di una donna davvero straordinaria e della sua famiglia e di tutte le persone che l’hanno accompagnata in tutta la sua vita, ma soprattutto nei suoi ultimi anni.
Se non avete niente da leggere, quindi, potreste dare un’occhiata a La biblioteca alla fine del mondo e non credo che ve ne pentirete. O se avete molto da leggere, se fossi in voi aggiungerei questo titolo alla lista.

Alle.

 

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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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