I Frutti del Vento; Tracy Chevalier

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Introduzione

Pubblicato il 28 gennaio 2016 I Frutti del Vento, titolo originale At the end of the Orchard,  è l’ottavo romanzo della famosa scrittrice statunitense Tracy Chevalier, pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza.
Chi conosce un po’ le opere di questa autrice non si sorprenderà di scoprire che si tratta di un romanzo storico, ambientato, questa volta nel XIX secolo in America.

Trama

James e Sadie Goodenough si trasferiscono dalla fattoria dei genitori di lui in Connecticut alla Palude Nera dell’Ohio con i loro figli. La vita nella Palude è una continua lotta e piantare cinquanta meli, requisito perché la terra diventi di loro proprietà, si rivela molto più complicato di quanto James abbia previsto. James, inoltre vuole innestare i ramoscelli di mele Golden, che si era portato dal Connecticut, negli alberi di mele che aveva comprato da John Chapman, uomo molto amato dalla moglie. Alberi che producono le mele che Sadie usa per il sidro.
Questi motivi, alimentati dalle continue difficoltà della Palude, porteranno i due coniugi a scontrarsi in continuazione, fino a portarli ad un odio reciproco, che sfocerà in qualcosa che segnerà per sempre la loro famiglia, in particolare loro figlio Robert, su cui la seconda parte del romanzo si concentra.

Commenti e Critiche

Ho letto la maggior parte dei romanzi di questa scrittrice e li ho adorati praticamente tutti.
Allora partiamo dalla struttura di questo libro, diviso in più parti:
-la prima: nella Palude Nera dell’Ohio, in cui ci immergiamo nella vita della famiglia Goodenough
-la seconda: composta da alcune lettere del figlio minore Robert ai suoi fratelli e sorelle, scoprendo quindi che ha lasciato la sua famiglia e che ha viaggiato per tutta l’America
-la terza: in cui vediamo più approfonditamente la vita di Robert, dei suoi innumerevoli lavori e viaggi.
-la quarta: un altro intermezzo di lettere questa volta da parte di Marta, la sorella, a Robert. I due non hanno avuto molta fortuna e le lettere non sono mai arrivate ai destinatari.
-quinta ed ultima parte in cui si ritorna a Robert. Eviterò di dire altro perché non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.

Pensando all’intero libro mi è piaciuto molto e sono rimasta col fiato sospeso, il modo in cui la Chevalier riesca a far entrare il lettore in un’altra epoca attraverso i suoi personaggi è meraviglioso. Le sue storie non sono di certo tutte zucchero e caramelle, anzi, tutt’altro, però le riescono in un modo meraviglioso. Riescono a farti pensare a come si vivesse in quel periodo, riescono a farti affezionare ai personaggi ed emozionarti per le loro vicende, riescono veramente a farti vivere la storia.
I Frutti del Vento non è da meno, non si può non amare o odiare i personaggi e non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari, che sono comunque molto caratterizzati.
La divisioni in parte è sempre un po’ tediosa come cosa, perché, almeno per me, quando leggo entro talmente tanto nella storia dei personaggi che quando cambia faccio sempre un po’ fatica ad abituarmi. In questo caso la seconda parte è stata piuttosto difficile da affrontare, mi ha fatto rallentare parecchio la lettura, è abbastanza lenta e monotona, ma passata quella si prosegue in discesa.



Tracy Chevalier ha un modo di scrivere molto scorrevole, senza risparmiare niente, a volte è anche brutale il suo modo di esporre, ma con questo ottiene un risultato, per quanto mi riguarda, favoloso.

In conclusione vi consiglio oltre a questo romanzo, I frutti del vento, anche gli altri di questa autrice, tra i miei preferiti La vergine azzurraLa dama e l’unicornoe i suoi libri hanno un posto d’onore nella mia libreria, anche per come sono stati stampati, ammetto.

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