Colpa delle Stelle; John Green

Colpa delle stelle copertina libro, John Green.jpg

Introduzione

Colpa delle Stelle è il sesto romanzo dello scrittore John Green, uscito nel 2012 e trasformato in film due anni dopo.
Il titolo è tratto dal primo atto dell’opera di Shakespeare Giulio Cesare in cui Cassio dice a Bruto: “La colpa, caro Bruto, non è delle nostre stelle, ma nostra, che siamo dei subalterni”.
Il romanzo affronta in maniera leggera e a volte ironica un tema difficile e complesso come il cancro, in questo caso intrecciato all’adolescenza

Trama

Hazel Graze Lancaster ha sedici anni ed è affetta da cancro dall’età di tredici. I suoi genitori preoccupati per il fatto che stia sempre in casa a leggere, in continuazione, lo stesso libro Un’Imperiale Afflizione di Peter Van Houten, la costringono a frequentare un gruppo di supporto per ragazzi ammalati di cancro.
Lì incontra Augustus Waters, che si era ammalato di osteosarcoma, ma che è guarito rinunciando ad una gamba.
Diventano amici e pian piano si innamorano. Augustus legge Un’Imperiale afflizione e rimane sconvolto anch’esso dalla “non fine” del romanzo e, dopo essere riuscito a rintracciare lo scrittore tramite la sua assistente Lidewij, decide di usare il suo desiderio da bambini malati di cancro, che Hazel ha già usato a tredici anni per andare a Disney World, per andare con Hazel ad Amsterdam per incontrare Van Houten.

Commenti e Critiche

Ho amato il film, che ho visto per primo, mi sono sciolta nelle mie stesse lacrime sia la prima volta che l’ho visto e che quindi non sapevo come sarebbe andato a finire (pensavo morisse lei……), sia la seconda volta. E mi sono letteralmente innamorata del libro, che come al solito, sebbene il film sia fatto molto bene, è molto più bello. Credo che sarà uno di quei libri che rileggerò ogni tanto.
La storia mi è piaciuta davvero molto, sarà anche perché mi trovo totalmente d’accordo con quasi tutto quello che dice sulla morte, su quella specifica malattia; in ogni caso, anche se sapevo già la storia, non ho potuto fare a meno di emozionarmi e a star male, perché ad un certo punto si sta male, ogni parola che leggevo.

Il testo è scritto in modo molto scorrevole, la narrazione è in prima persona, al presente, con  Hazel come narratrice. Alcuni dialoghi però sono molto incasinati e devi mettertici un po’ per capire chi stia parlando, in più c’è una ripetizione di “ha detto”, “ho detto”, “ha detto” che risulta molto snervante.

Ci sono un sacco di riferimenti ad opere, filosofi, artisti, psicologi… come ho scritto sopra nemmeno il titolo è stato scelto a caso. Io devo ancora capire completamente quello che dice Van Houten, tipo quella questione degli infiniti. Ho capito cosa volesse dire Hazel nel suo elogio, ma non ho ancora capito perché Van Houten se ne sia uscito con la storia della tartaruga di Zenone e del fatto che alcuni infiniti sono semplicemente più grandi di altri infiniti… Mi sto ancora chiedendo anche perché la risposta a “Che fine fa la madre di Anna?” dovrebbe essere omnis cellula e cellula, ovvero “ogni cellula viene da una cellula”, per chi come me, pur avendo fatto per cinque anni latino, sia rimasto ignorante esattamente come prima. So che in realtà quella risposta non ha una vera e propria importanza perché Hazel stava cercando disperatamente quelle risposte solo per avere una specie di prova del fatto che i suoi genitori sarebbero stati bene e avrebbero continuato a vivere senza di lei, però magari scopro qualche altro significato nascosto. Se voi avete capito e voleste illuminarvi commentando sarei molto felice!
Forse è proprio questo che rende questo libro ancora più bello, oltre alla storia, oltre tutto, i mille significati che ci sono dietro.
Tra l’altro se ci si pensa anche se un libro finisce con un punto non ha mai una vera fine. L’unico modo per fargli avere una fine è uccidere tutti i personaggi, in modo che non rimanga nessuno, quindi in realtà potremmo essere tutti alla ricerca del nostro finale irraggiungibile e, da un certo punto di vista, è anche questo il bello dei libri, che ti lasciano con una specie di sospiro, a metà.

Sono molto curiosa di leggere anche altri libri di John Green, spero di averne un po’ di tempo presto. Non sapevo ne avesse scritti sei prima di Colpa delle Stelle, pensavo che quelli che avevo visto in giro fossero stati scritti dopo, ma in effetti erano un po’ troppi, forse, per essere stati scritti in tre anni, li devono aver solo ristampati per adattarli allo stile della copertina di Colpa delle Stelle, essendo diventato famoso maggiormente dopo il film.

Dato che non trovo altre cose di cui lamentarmi direi che posso fermarmi qui.
In conclusione io ve lo consiglio caldamente, è molto bello e, pur affrontando temi non così leggeri, è una lettura molto semplice, scorrevole e che ti prende. Vi lascio il link di Amazon dove trovare  Colpa delle stelle, sono davvero felice di averlo nella mia libreria, è uno dei libri a cui tengo di più.
Il mio voto è un 9 pieno, (come Hazel conservo ancora il mio 10).

Riassunto

Hazel si presenta, i suoi genitori nell’inverno dei suoi sedici anni hanno deciso che era depressa e l’hanno invitata a partecipare alle sedute di un gruppo di sostegno per ragazzi malati, o che sono stati malati, di cancro, perché doveva comportarsi da adolescente e avere degli amici.
Lì incontra Isaac, un ragazzo che ha circa la sua età, diciassette anni per la precisione, ha perso un occhio da piccolo a causa del cancro e anche l’altro occhio è malato. Lui è l’unica cosa positiva del gruppo, dato che Hazel passa tutto il tempo a scambiarsi occhiate e a sbuffare per le banalità che dicono gli altri.
Quel giorno quando Hazel arriva al cuore letterale di Gesù, è così che chiamano il sotterraneo della chiesa dove si ritrovano, nota un nuovo ragazzo molto sexy, che continua a fissarla, così tra i due inizia una gara di sguardi, che Hazel vince. Si presenta, si chiama Augustus Waters, era malato di osteosarcoma, ma quel giorno è lì solamente per il suo amico Isaac, che deve operarsi e che perderà anche il secondo occhio, diventando cieco.
Alla fine della riunione Augustus va a parlare con Hazel e la paragona alla Natalie Portman di V per Vendetta e dato che Hazel non l’ha mai visto, mentre si incamminano fuori, la invita da lui a guardarlo. Hazel tentenna un po’ mentre aspetta che sua madre la venga a prendere e mentre guardano Isaac e la sua ragazza, Monica, che si baciano molto appassionatamente lì davanti. Intanto che aspettano Augustus tira fuori una sigaretta e se la mette tra le labbra. Hazel si arrabbia a morte, inizialmente aveva un cancro alla tiroide, che era stato operato, ma le metastasi nei polmoni non si riescono a togliere, quindi i suoi polmoni funzionano malissimo e per respirare è costretta ad andare in giro con la bombola dell’ossigeno. Augustus, però la rassicura, non ne ha mai accesa una, è solo una metafora: tiene la cosa che lo uccide tra i denti, ma non gli da mai il potere di ucciderlo.
La madre di Hazel intanto era arrivata e lei le chiede di registrarle gli altri episodi della maratona di American’s Next Top Model perché lei sta andando a casa del suo amico a guardare un film.
Dopo un orribile viaggio in macchina, Augustus guida malissimo perché ha una gamba finta, dato che gli hanno dovuto amputare la gamba, e che la patente è un premio cancro dato che all’esame guidava male, ovvero quelle cose che i bambini malati ottengono e gli altri no.
Scendono in camera di Augustus, Gus per i suoi genitori, e le racconta cosa faceva prima del cancro, quando lo chiede a lei, cosa fosse oltre il suo cancro, quale fosse il suo libro preferito, ad esempio. Con un po’ di rammarico, perché non è sicura di volerlo condividere, gli parla del libro che ha letto centinaia di volte Un’Imperiale Afflizione. Augustus dice che lo leggerà se lei, però, leggerà The Price of Dawn, una trasposizione del suo videogioco preferito, dopo averci scarabocchiato qualcosa sopra glielo passa.
Tornano di sopra a guardare il film e a mangiare le enchiladas che i suoi genitori hanno preparato.
Quando la riaccompagna a casa, sebbene in realtà sia Hazel a guidare, le chiede di rivedersi il giorno dopo, ma lei gli dice che lo chiamerà solo quando avrà finito il libro, dato che sospetta, giustamente che il suo numero sia stato scritto all’interno del libro.
Hazel rimane sveglia fino a tardi a leggere The Price of Dawn, alla mattina viene svegliata da sua madre, anche se di solito la lascia dormire fino a tardi, il sonno cura in cancro, perché una lezione al college, ha preso il diploma da privatista, essendosi ritirata da scuola quando ormai la davano per morta prima del miracolo, ovvero un farmaco che non funziona nel settanta per cento dei casi aveva fatto smettere di crescere i tumori nei suoi polmoni. Sua madre, inoltre, la sprona a sentire una sua amica, Kaitlyn, che andava con lei a scuola, e si mettono d’accordo di incontrarsi dopo al centro commerciale.
Quando si incontrano vanno a fare un giro in un negozio di scarpe, ma stare con lei è molto imbarazzante, dato che Kaitlyn sembra essere molto a disagio e a non sapere cosa dire. Hazel dice di essere stanca e di dover andare a casa. Avendo ancora due ore prima che sua madre la vada a prendere decide di mettersi a leggere il seguito di The Price of Dawn che aveva comprato prima di incontrare Kaitlyn.
Una bambina le si avvicina e le chiede cosa sia il tubo che ha sotto al naso, Hazel le dice che le serve per aiutarla a respirare e lo fa provare alla bambina.
Ritorna a leggere il suo libro, Un’Imperiale Afflizione, la storia di una ragazzina, Anna, malata di leucemia, della madre appassionata di tulipani che incontra un uomo l’Olandese dei Tulipani, che sembra un imbroglione, ma che forse non lo è, di cui la madre si innamora e che sta per sposare, ma la storia si conclude nel mezzo di una frase, probabilmente perché Anna è morta o troppo stanca per scrivere. Così Hazel ha scritto milioni di lettere a Peter Van Houten, l’autore, in cui chiedeva che cosa succedesse ai personaggi, se la madre di Anna alla fine si sposasse, se l’Olandese dei Tulipani fosse un imbroglione, cosa succedesse  Sisyphus il criceto, ma nessuna ha mai ricevuto risposta, dopo essersi trasferito ad Amsterdam l’autore è sparito e non lascia nessuna intervista o commento.
In quel momento si ricorda che aveva promesso ad Augustus di chiamarlo una volta finito il libro. Gli manda un messaggio e lui le risponde ricordandole che aveva detto chiamare, Prende il telefono e lo chiama, lui non ha ancora finito di leggere Un’Imperiale Afflizione e così lei dice che si vedranno solo una volta che lui avrà finito.
Il giorno dopo, finita una lezione, va al cinema con sua madre e quando esce trova un sacco di messaggi disperati di Augustus, sconvolto per la “fine” del libro.
Quando lo chiama con lui c’è Isaac, disperato perché la sua ragazza lo ha lasciato, Augustus le chiede di venire, magari riesce a tirarlo su di morale.
Arrivata a casa di Augustus trova Isaac che piange mente giocano ad un videogioco, che Hazel riconosce essere The Price of Dawn.
Una volta finito, Augustus si è praticamente suicidato, Isaac inizia a rompere cose nella stanza, distrugge, su consiglio di Augustus tutti i trofei di basket, visto che Augustus stava cercando un modo per dire al padre che lui il basket lo odiava gli sembrava perfetto. Mentre Isaac è intento a rompere tutto Hazel e Augustus parlano di Un’Imperiale Afflizione, Augustus sostiene che c’è una specie di accordo non scritto tra scrittore e lettore e che non terminare un romanzo viola questo accordo.
Rompere tutti i trofei comunque non è servito a far stare meglio Isaac.
Passa una settimana e finalmente Augustus la richiama dicendole di aver trovato la segretaria di Van Houten, a cui ha scritto e che Van Houten gli ha risposto tramite lei. Così anche Hazel gli scrive una mail e dopo qualche giorno nella risposta che le arriva c’è scritto che l’unico modo in cui può rispondere alle sue domande è di persona, perché in altri modi lei potrebbe pubblicarli come seguito del suo libro e che se si trova ad Amsterdam può passare da lui.
Andare ad Amsterdam, però, costerebbe un sacco di soldi e Hazel non vuole che i suoi genitori spendano quei soldi per lei, dato che con le cure, le medicine e il resto tutti i loro risparmi sono spesi per lei.
Intanto Issac si è operato e non c’è più nessuna traccia di cancro, Hazel va a trovarlo in ospedale, anche se lui sembra molto più disperato per essere stato lasciato dalla sua ragazza che per aver perduto un occhio.
Intanto Augustus pensa ad un modo per andare ad Amsterdam, e gli viene in mente che si può usare il desiderio concesso ai bambini che stanno per morire, solo che Hazel ha già usato il suo per andare a Disney World quando aveva tredici anni.
Augustus la porta a fare un picnic e come sorpresa le dice che lui non ha ancora usato il suo desiderio e che ha intenzione di usarlo per andare ad Amsterdam insieme. Le posa una mano sulla guancia e Hazel pensando che la stia per baciare si irrigidisce, anche se non capisce il perché.
Per andare ad Amsterdam c’è bisogno che qualcuno che conosca bene il suo caso vada con loro, ovvero sua madre o la sua dottoressa.
Chiama la sua amica Kaitlyn per chiederle consigli su quella sensazione provata con Augustus, ma la ragazza non le è di molto aiuto.
Hazel, parlando con Augustus, ha scoperto che stava con una ragazza, Caroline, malata di cancro al cervello, la va a cercare su internet e trova un sacco di commenti sulla sua pagina con scritto che mancava a tutti e che aveva combattuto fino alla fine e tutte le cose che si dicono a chi è morto di cancro. Un commento in particolare la colpisce, dice “È come se fossimo stati tutti feriti nella tua battaglia“, questo la fa sentire come una granata, pronta ad esplodere e a far male a tutto ciò che la circonda, quindi dice di voler rimanere sola e basta, chiede ai suoi genitori di rispettare la sua scelta, manda un SMS ad Augustus per dirgli che lei non può baciarlo e che ogni volta che ci pensa riesce a vedere solo quello che gli farebbe passare. I suoi genitori le dicono che loro la amano e che per loro non è una granata.
Si sveglia in mezzo alla notte con un dolore terribile alla testa, urlando per chiamare i propri genitori. La portano di corsa all’ospedale, dove si sveglia dopo tre giorni nel reparto terapia intensiva. I suoi polmoni si erano riempiti d’acqua e il dolore alla testa e quello alla spalla, che aveva avuto per qualche giorno, erano dovuti alla carenza di ossigeno.
Rimane in ospedale praticamente una settimana, Augustus è andato a trovarla e quando esce le da una lettera di Van Houten, una risposta ad un’altra sua mail, nella quale gli scrive che la scelta di Hazel di risparmiargli dolore è del tutto comprensibile e dovrebbe accettarla.
Hazel chiede alla sua dottoressa se sia ancora in grado di viaggiare fino ad Amsterdam durante una riunione di oncologi. Lei è d’accordo, ma un altro medico si oppone perché secondo lui ci sono troppi rischi. Le dicono, inoltre, che non c’è niente da fare, che la medicina non sta facendo ingrandire il cancro, ma forse è la causa degli edemi. Un, però, trapianto non è possibile perché non è una candidata adeguata. L’unica cosa da fare è continuare così, aumentando i drenaggi,
Qualche giorno dopo le arriva una mail dalla segretaria di Van Houten che le dice che l’albergo è prenotato, che possono incontrarsi il giorno dopo il loro arrivo e dopo essere andati da Van Houten possono visitare la casa di Anna Frank insieme. Scopre così che la sua dottoressa è riuscita a convincere tutti e che il viaggio si farà e che i suoi genitori stavano cercando di farle una sorpresa.
Il giorno prima di partire va ad una riunione del gruppo di supporto. Dopo va a casa di Isaac e si mettono a giocare ad un videogioco e a parlare di Augustus e del fatto che Monica non si fosse comportata bene, ma che anche Isaac non lo avesse fatto, e che lei si sentiva così con Augustus.
Partono per andare all’aeroporto, la madre di Hazel la sveglia alle cinque e mezzo del mattino e infatti arrivano in super anticipo sia da Augustus e lo sentono per sbaglio discutere in lacrime con sua madre, e in aeroporto.
Mentre stanno aspettando per imbarcarsi Augustus va a prendere da mangiare al McDonald’s e torna solo al momento dell’imbarco. Una volta saliti sull’aereo si scusa con Hazel per il fatto di essere andato via e che lo ha fatto perché non sopporta che tutti lo fissassero, sebbene in realtà fissavano lei. La hostess gli chiede di mettere via la sigarette, sebbene Hazel spieghi che si tratta solo di una metafora.
Augustus si emoziona per la partenza, anche un po’ impaurito, non avendo mai preso prima l’aereo, e Hazel commossa dal suo entusiasmo gli da un bacio sulla guancia, sua madre non è molto d’accordo e le ricorda che è sua madre e di essere seduta proprio accanto a loro, ma lei le assicura che si tratta solo di un bacio da amici e ne da uno anche a lei.
Dopo aver visto un film, qualche ora prima dell’arrivo sua madre ritiene opportuno che dormano, così all’arrivo saranno riposati, prendono dei sonniferi, la madre si addormenta, ma non hanno effetto su nessuno di loro sue, così decidono di guardare un altro film.
Alla fine di questo e dopo essersi messi un po’ a leggere Augustus le dice di essere innamorato di lei, Hazel non gli risponde e lui si mette a dormire contro il finestrino.
Arrivano, prendono un taxi, dove il tassista dice loro che Amsterdam non è la città dei vizi, ma quella della libertà.
In albergo Hazel decide di dormire un po’, mentre sua madre voleva visitare il Vondelpark, al risveglio scopre che la madre è rimasta tutto il tempo in camera con lei.
Le dice della cena per lei e Augustus e Hazel pensa che mandare la figlia sedicenne in giro per Amsterdam con un ragazzo sia un premio cancro.
Si recano a cena, tutto offerto da Van Houten, mangiano guardando le barche nel canale. Parlano del vestito di Augustus comprato per il suo funerale, dell’oblio terreno, di cosa ci sia dopo la morte… Dopo cena passeggiano lungo il canale e si siedono su una panchina, Hazel chiede ad Augustus cosa sia successo con Caroline e Augustus le racconta di come l’avesse incontrata, del fatto che non ha mai capito se quella fosse veramente lei o fosse il cancro al cervello a renderla così, che stare con lei per quello era difficile, perché aveva un “cancro stronzo” che le mangiava il cervello e che alla fine rideva dei suoi stessi commenti che aveva fatto già tremila volte, faceva battute sulla sua gamba, quando gliel’avevano appena amputata, era stato un periodo orrendo, ma lui non poteva lasciarla perché stava morendo. Ad Hazel dispiace tanto, in più non vorrebbe mai spezzargli il cuore a causa della sua malattia come ha fatto Caroline, ma Augustus le dice che sarebbe un privilegio che lei gli spezzasse il cuore
Si sveglia super eccitata alle quattro del mattino, non sa cosa mettersi, avendo usato il vestito scelto per quell’incontro alla cena della sera precedente, alla fine opta di vestirsi come Anna, la protagonista di Un’Imperiale Afflizione, tranne il disegno sulla maglia (quello non c’era nel racconto), la pipa dipinta da Magritte.
Quando arrivano è Van Houten ad aprire la porta e dopo nemmeno il tempo di chiedergli se fosse lui gliela risbatte in faccia. Lo sentono parlare con la propria assistente, del fatto che aveva lasciato l’America proprio per non vedere gli americani. Alla fine Lidewij lo convince a farlo entrare. L’incontro procede tra richieste di scotch e tentativi di Hazel di fare le sue domande. Lo ringraziano per la cena, ovviamente offerta da Lidewij coi soldi di lui. Quando Augustus parla Van Houten dice che sembrava più intelligente via mail e che forse aveva un cancro che gli stava mangiando il cervello, Lidewij lo richiama allibita, Hazel non rimane sconvolta, perché da lui se lo aspettava in fondo.
Van Houten chiede di mettere su un pezzo di hip hop svedese Afasi och Filthy, che vuol dire amore o dolore/paura, circa, e si mette a parlare delle voci. Gus perde un po’ la pazienza, ma Van Houten continua parlando di Zenone e del fatto che non si potrà mai raggiungere la tartaruga e che questo paradosso è stato risolto da Cantor quando ha mostrato che alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti e bla bla bla…(se avete visto il film le frasi sono quelle, con qualche aggiunta) E lui supponeva che questo rispondesse alle loro domande (sinceramente, come ho già scritto sopra io devo ancora capire). Hazel dice di no, lui che rinnega tutto del suo romanzo, Hazel non lo accetta e che ha bisogno che lui le dica come finisce e inizia ad elencare quello che vuole sapere. Lui tra tutti i personaggi le dice solo che fine fa Sisyphus il criceto (viene adottato dall’amica di Anna se ve lo steste chiedendo). Poi si ferma, dice che lui non le dirà nulla perché quei personaggi sono inventati, esistono solo nel romanzo e non gli accade niente dopo e che lui non glielo dirà solo per appagare i suoi capricci infantili. Va a finire che Peter Van Houten dice cose cattive sui bambini ammalati di cancro (che sono presenti identiche nel film), Lidewij si licenzia, continuano ancora un po’ con “Lei me l’ha promesso”, “cose che non c’entrano nulla, tipo chiedere scotch”, alla fine le chiede se abbia mai pensato perché quelle risposte le interessano tanto.
Alla fine se ne vanno. Augustus le promette di scriverle lui il sequel, molto più bello di quanto Van Houten potrebbe fare. Vengono inseguiti dal Lidewij che propone loro una visita alla casa di Anna Frank.
Non c’è l’ascensore quindi devono salire a piedi. Hazel vuole farlo a tutti i costi, perché lei è viva e Anna Frank invece no. Alla fine del tour, con la voce in sottofondo di Otto Frank che racconta di come si è sentito leggendo il diario di Anna, Hazel bacia Augustus, pensando che Anna Frank sarebbe stata felice che dei ragazzi avessero trovato l’amore nella sua casa. Quando riaprono gli occhi vede che molti adulti li stavano fissando, convinta che disapprovassero il loro gesto, invece applaudono, al ché i due fanno un inchino.
Tornano in albergo e Hazel propone di andare in camera di lui, quando arrivano al piano Augustus apre le porte dell’ascensore e sembra provare un enorme dolore, dice che è perché le porte sono pesanti. C’è un momento di stallo. Hazel pensa che sia perché Augustus non vuole rimanere da solo con lei, in realtà ha solo paura a mostrare la sua gamba.
Lo fanno, lui è stanchissimo e si addormenta poco dopo. Quando lei se ne va gli disegna il cerchio dei vergini e quello dei ragazzi di diciassette anni con una gamba sola, un po’ fuori dal cerchio più grande
Il mattino dopo fanno colazione a Vondelpark, la madre di Hazel li lascia soli per andare a visitare ancora un po’ la città (qui si capisce che lei sa già tutto), Augustus insiste per andare in albergo. Hazel fa un discorso su Maslow e la sua idea della piramide dei bisogni, per arrivare al fatto che forse Augustus potesse ancora essere malato. Le racconta del dolore all’anca, della PET e che si era illuminato come un albero di natale. Le dice che aveva iniziato una chemio prima di partire, ma che sentiva che non stava funzionando e che aveva deciso di andare lo stesso ad Amsterdam, i suoi erano furiosi.
Hazel inizia a fare quei discorsi che anche lei aveva odiato quando le erano stati fatti a lei, lui le dice che ha intenzione di darle fastidio ancora per molto tempo.
Durante il volo di ritorno chiedono alla hostess dello champagne, la madre di Hazel stava dormendo, e la hostess dopo aver visto Hazel sistemarsi il sondino decide di darglielo anche se non erano maggiorenni, un premio cancro.
Il padre va a prenderli all’aeroporto con un cartello, si mette a piangere abbracciandola e ha letto Un’imperiale Afflizione mentre loro erano via. Si mettono a parlare mentre sono sul divano.
Il giorno dopo va a trovare Augustus che sta facendo la chemio con un cocktail di due farmaci, è arrivato Issac e dopo sono andati a tirare uova contro la macchina di Monica che dopo l’intervento non si era fatta sentire nemmeno per sapere come stesse. La madre di Monica esce, ma Augustus le dice che se non rientra in casa loro, che stanno lanciando uova sulla macchina di sua figlia, saranno costretti a chiamare la polizia.
La famiglia di Hazel va a cena da Gus.
Una settimana dopo Gus è stato ricoverato al Memorial, Hazel va a trovarlo, ma la madre le dice che sono arrivate le sorelle e che vogliono stare in famiglia e che lui è d’accordo.
Due settimane dopo vanno al parco delle Ossa Funky, dove hanno fatto il pic-nic in cui le ha detto che sarebbero andati ad Amsterdam, e hanno bevuto champagne da bicchieri di plastica di Winnie The Pooh. Augustus si immagina come le ossa, la volta prima si era immaginato come bambino.
Descrive una giornata tipica di Augustus in fase terminale: lei va a casa sua, pranza lì, vanno un po’ in giardino, stanno abbracciati nel letto al pomeriggio, Augustus sente la mancanza dell’altalena di Hazel, giovano ai videogiochi, dove Augustus si suicida sempre per salvare Hazel, all’ora di cena lei se ne va e torna il giorno seguente.
Augustus si scusa con lei per essere troppo stanco per scrivergli il sequel del romanzo.
Hazel arriva, Gus sta ancora dormendo, lei lo chiama ed entra nella stanza. Lui è nel letto che borbotta qualcosa in un linguaggio inventato, si è fatto pipì addosso. Hazel non riesce nemmeno a guardarlo, chiama i suoi genitori e rientra quando l’hanno cambiato. Si mettono a giocare, lei spera che lui non si ricordi che lei lo abbia visto così, ma non è così. Gus dice che aveva sempre immaginato che il suo necrologio sarebbe apparso sui giornali, così Hazel si arrabbia perché vorrebbe tanto bastargli, che a lui bastasse quello che ha intorno a sé perché è tutto quello che può avere. Tenta si scusarsi per quello che ha detto, ma lui la derma e si scusa lui, dicendole che ha ragione e si rimettono a giocare
Gus è al distributore, chiama Hazel dicendole che il drenaggio ha qualcosa che non va, lei vuole chiamare il 911, ma lui insiste che sta bene e che gli serve solo aiuto con il drenaggio, lei va lì e vede che si è vomitato addosso, che il drenaggio si è infettato e chiama l’ambulanza. Mentre aspettano lui dice che odia tutto quello, che vorrebbe solo morire, Hazel lo fa calmare e lui le chiede di recitargli una.
Qualche giorno dopo torna dall’ospedale, Hazel va a trovarlo, a casa sua ci sono le sorelle, coi mariti e i figli, un casino insomma, ma quello è l’ultimo giorno buono che Hazel ha passato con Gus fino all’Ultimo Giorno Buono.
Augustus la chiama per farsi scrivere il discorso funebre, Hazel lo scrive e litiga coi genitori perché non è mai a casa, non vogliono farla uscire, ma quando dice loro cosa le ha chiesto Augustus si zittiscono e le danno il permesso.
Va al cuore di Gesù e Isaac è già lì. Augustus è magrissimo. Leggono i loro elogi funebri, si mettono a piangere, Isaac dice che è incredibile che lui si sia corretto l’elogio funebre.
Augustus muore otto giorni dopo, sua madre chiama Hazel, lei chiama Issac.
Racconta che quando era piccola era stata all’ospedale perché non riusciva a respirare, aveva dato un nove al suo dolore e l’infermiera le aveva detto che era una combattente perché quello era un dieci, ma invece Hazel aveva tenuto da parte il suo dieci ed era devastante..
Passa la giornata a guardare commenti di persone che conoscevano Augustus un tempo postano sulla sua pagina on line, lei non ha mai sentito parlare di loro e non sembrano conoscerlo davvero.
Vanno in camera ardente. Lei lascia l’ossigeno al padre e va dalla bara perché vuole che siano solo lui e lei, gli lascia un pacco di sigarette e gli da un bacio sulla guancia.
Il prete inizia la funzione e mentre lei pensa che il discorso sia una gran cavolata, Peter Van Houten le parla dalla fila dietro.
Isaac fa il discorso e poi tocca ad Hazel, che però non legge il discorso che aveva preparato, perché decide che i funerali sono per i vivi.
Dopo la funzione Hazel non vuole andare al cimitero, ma i suoi genitori non le danno praticamente scelta. Alla fine Peter Van Houten dice di aver lasciato la macchina lontana e chiede loro un passaggio.Si presenta ai genitori, offre la sua fiaschetta ad Hazel, che accetta e mentre stanno sul sedile posteriore della macchina le dice di aver scambiato delle lettere con Augustus e che lui gli aveva detto che sarebbe stato perdonato se fosse venuto lì a dirgli come finiva la storia e le dice Omnis cellula e cellula, ma Hazel non vuole ascoltare la spiegazione.
Arrivano a casa, Hazel è in bagno a lavarsi i denti, suo padre va da lei, l’abbraccia, lei si mette a piangere, mentre suo padre la consola e le dice che ora sa cosa provano per lei, ma che è stato un onore amare Ausustus.
Un paio di giorni dopo va da Isaac e si ritrovano a parlare di Augustus. Isaac le dice che stava scrivendo il seguito per lei, gliene aveva parlato quasi un mese prima.
Si sta per recare in casa da Augustus per vedere se trovava qualcosa e invece quando accende la macchina un rap svedese le parte dalo stereo, sul sedile posteriore c’è Van Houten che non vuole scendere dalla sua macchina. Lui le dice che lei ha ragione, che è un uomo solo con un problema con l’alcool e che lei gli ricorda Anna. Alla fine scopre che lui aveva una bambina malata di leucemia e con quel romanzo le ha dato un po’ più di vita
Ha divorziato ancor prima che la figlia morisse. Hazel lo invita a tornare a casa, disintossicarsi e scrivere un altro romanzo seducono addio.
Hazel arriva a casa di Augustus, va di sotto, dopo essere stata un po’ coi genitori, trova il computer  ancora acceso, ma non c’è nulla, non c’è niente nemmeno di scritto a mano, si infila per un po’ nel suo letto rimasto ancora disfatto, i suoi genitori non hanno ancora avuto la forza di scendere di sotto.
Quando torna su chiede loro se per caso avesse lasciato qualcosa in cui scriveva in salotto o in ospedale, ma suo padre le dice che nell’ultimo periodo era stato sempre con lei e quando lei tornava a casa passava pochissimo tempo da solo, sveglio.
Qualche giorno dopo il padre di Augustus la chiama dicendole che hanno trovato nel portariviste di fianco al letto che avevano messo in salotto per Gus un quadernino, ma tutti i fogli dentro sono bianchi, anche se le prime pagine erano state strappate.
Dopo essere andata ad una riunione del gruppo, per vedere se Augusttus avesse nascosto lì quei fogli, torna a casa e i suoi genitori chiudono i computer appena la vedono entrare, lei cerca di andare a dormire, ma loro insistono che deve mangiare. Iniziano a litigare e Hazel dice che le dispiace che lei morirà e che sua madre non potrà più essere una madre, ma che non può farci nulla. Sua madre è dispiaciuta che lei l’abbia sentita dire quelle cose, le dice che non è vero, che lei sarà sempre sua madre fino a che una delle due rimarrà in vita.
Le racconta che sta prendendo un master online in assistenza sociale, così potrà aiutare tante persone nella loro situazione. La rassicurano inoltre che loro si amano e che non si lasceranno quando lei morirà.
Così Hazel ha potuto finalmente avere il seguito che tanto stava cercando.
La chiama la sua amica Kaitlyn e le va venire in mente che forse Augustus non avesse scritto quei fogli per lei, ma per qualcun altro e che quel qualcun altro potesse essere Van Houten. Manda una mail alla sua, ormai ex, assistente Lidewij, che le risponde quasi immediatamente assicurandola che l’aiuterà e che è molto dispiaciuta per la morte di Augustus.
Il giorno dopo sua madre ha organizzato un pic-nic per il giorno della Presa della Bastiglia, dopo vanno al cimitero a salutare Augustus e quando tornano a casa trova una mail di Lidewij in cui allega le scansioni delle pagine che Augustus ha mandato a Van Houten.
Augustus alla fine non aveva scritto il seguito della storia, bensì aveva chiesto a Van Houten di scriverle l’elogio funebre sulla base delle informazioni che lui aveva scritto su di lei in quelle pagine, (che sono circa come nel film, ma con molte più cose e molto più carine, quindi andatevi a leggere almeno le ultime tre pagine).


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Informazioni su Alle

Ciao, mi chiamo Allegra. Leggo da quando ho memoria, anche se, devo ammettere che inizialmente guardavo solo le figure. Alcuni anni fa ho creato Libri, Sogni e Realtà, un blog in cui parlare di libri, film e serie tv, principalmente che non mi sono piaciuti e in cui mostro le differenze di molte trasposizioni cinematografiche. Da pochi mesi ho aperto anche un canale Youtube in cui affronto argomenti simili.
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